OTTAVA LEZIONE - DAI HACHIKA

Il Corso di Giapponese curato da nii-nii! ^_^
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OTTAVA LEZIONE - DAI HACHIKA

Messaggio da leggereda nii-nii » dom 08 giu 2008, 6:58 pm

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OTTAVA LEZIONE - DAI HACHIKA
dove vediamo i numeri da 0 a 10, capiamo come si "costruisce" un numero più grande, vediamo il concetto di classificatore e capiamo come va usato nella frase, chiediamo l'ora e gli anni, giochiamo a "nascondino", facciamo qualche operazione e infine diamo un'occhiata a come esprimere gli ordinali. Tenetevi forte perché è una signora lezione (anche se non seriosa e ridotta all'essenziale come quella dell'altra volta).

Vi consiglio di leggere una volta questa lezione, imparate i numeri nella pronuncia cinese e la serie giapponese con classificatore giapponese (oltre al modo di esprimere le quantità nella frase), ma per il resto non fate troppi sforzi mnemonici, limitatevi magari a stamparvi la lezione e darvi un'occhiata quando serve (magari negli esercizi che metterò fra un po' :-D )
Ragazzi, più che una lezione è stato un parto...

I NUMERI - SUUJI ( 数字 )

I numeri finora li abbiamo visti "di sfuggita", ma già in due modi: quando ho introdotto i mesi nella sezione di cultura giapponese (i nomi dei mesi sono in effetti il numero del mese seguito da "gatsu", una delle pronunce di "luna") e con i titoli delle lezioni. Vi riscrivo il tutto perché ci permette di introdurre più d'un concetto.
1. (gennaio) ichigatsu | dai ikka (prima lezione)
2. nigatsu | dai nika
3. sangatsu | dai sanka
4. shigatsu | dai yonka
5. gogatsu | dai goka
6. rokugatsu | dai rokka
7. shichigatsu | dai nanaka
8. hachigatsu | dai hachika
9. kugatsu | dai kyuuka
10. juugatsu | dai jikka
11. juuichigatsu | dai juuikka
12. (dicembre) juunigatsu | dai juunika (dodicesima lezione)

Spero che abbiate tutti notato che il "dai" all'inizio, deve avere necessariamente a che fare col fatto che i numeri sulla destra sono ORDINALI (primo, secondo, terzo,...), mentre a sinistra, dove il "dai" non c'è, ritroviamo degli ordinali.
Ma perché ho attaccato -gatsu nella colonna di sinistra e -ka in quella di destra? Perché ho evidenziato con dei colori delle variazioni nei numeri? Eccheccavolo, un momento di pazienza! ( :asd )

A. I KANJI ( 漢字 ) DEI NUMERALI ( 数字 ) E LE PRONUNCE - un riepilogo

Innanzitutto notate che "KANJI" e "SUUJI" finiscono entrambi in "JI", ovvero con il kanji che significa "carattere"... nonché (me lo ha insegnato masasan quando si è iscritto qui su mdw) classificatore per i caratteri e gli ideogrammi (per dire, ad esempio "ho imparato 200 kanji" dirò "kanji wo nihyakuji", dove nihyaku significa duecento).
Curiosamente posso invertire i kanji di suuji, ottenendo jisuu: "numero di caratteri"... per dire p.e. la mia password ha un gran numero di caratteri. Ma di questo non ce ne frega nulla, andiamo avanti.
Adesso vediamo le cifre da 0 a 9 e il 10. In maiuscolo la pronuncia cinese, in minuscolo quella giapponese. Nei paragrafi successivi chiariremo meglio il discorso delle pronunce, vedrete che è meno tragico del previsto. Al punto E vedremo come contare da 1 a 20! ;)
o ゼロ Il kanji è "rei" (vi ricordo che si pronuncerà "ree"), mentre la parola in katakana si legge "zero". Indovinate che numero è...
01.  ICHI ---- hito
02.  NI ---- futa
03.  SAN ---- mi
04.  SHI ---- yon/yo
05.  GO ---- itsu
06.  ROKU ---- mu
07.  SHICHI ---- nana
08.  HACHI ---- ya
09.  KYUU/KU ---- kokono
10. JUU ---- too

Kyuu e ku, così come yon e yo sono alternative possibili che si presentano a seconda del classificatore. P.e.:
- "Che ore sono?" "Le 4" è 何時ですか。 "Nan ji desu ka" 四時です。 "Yoji desu". Ma per quanto un simile esempio sia utile, perché vi presenta il modo di dire l'ora... converrete che è noioso.
Per un esempio con "yon" vediamo qualcosa di "omoshiroi" (interessante)...
- Un dialogo tra due amici, riguardo l'appuntamento di uno dei due.
A: "Chiwa!" (Ciao!)
B: "Oi!" (Ehi!)
A: "Kinou no koto saa... dou datta?" (Senti... riguardo a ieri... come è andata?)
B: "AA! Wasureteita! nii-sensei no kaita hon wa... shitteiru ka? Dai yonka wo sumasetemiyou! to omotta saa..." (Ah! Me ne sono dimenticato! Il libro scritto da Nii-sensei... lo conosci? Sai, mi son detto "proviamo a finire il 4° capitolo!")
A: "Omae wa! ...Hikari ga buttobashite yaru zo!" (Ma pensa te! ...Hikari ti farà un mazzo a tarallo!)
Ma no...! Chiunque perdonerebbe un ragazzo così studioso! Chiunque tranne Hikari che è rimasta un'ora ad aspettare sotto la statua di Hachiko.
Tranquilli, con il prossimo paragrafo si torna seri.

B. LA SERIE CINESE E IL CONCETTO DI CLASSIFICATORE

Come detto la serie cinese è quella in maiuscolo poco sopra. E' anche la più importante... specie perché quando si numera qualcosa si affiancano due kanji almeno e quindi la pronuncia dev'essere cinese (non sempre, ma vedremo poi...).
Perché due kanji? Uno (o più, ovvio) è il numero, l'altro è il cosiddetto classificatore. Che cos'è?
Essenzialmente si potrebbe dire che in giapponese bisogna sempre specificare a cosa si riferisce il numero espresso.
Vediamo se esistono delle situazioni simili in italiano. Ecco un esempio che può sembrare adatto:
"Quanti anni hai?" "Ho 26 anni". La parola anni è ripetuta. In giapponese non dico semplicemente "26" come risposta: non basta. Ma tutto sommato, potrei dire che se ripeto "anni" la situazione assomiglia al giapponese "Nijuuroku(26)sai(anni) desu".
Questo esempio però evidenzia una prima diversità. La parola anno/i in giapponese è "toshi", (o "nen" se uso la pronuncia cinese), ma per rispondere "Ho 26 anni" direi "Ni(2) juu(10) roku(6) sai desu". E non è questione di pronuncia: il kanji è diverso.
Vi ho spiazzati? Vogliamo fare ancora un po' di casino?
ー ラビオリを二皿ください。
"Rabiori wo futasara kudasai", "due piatti di ravioli, per favore"... ma se dico che "sul tavolo ci sono 2 piatti" dico
ー 机の上に皿が二枚あります。
"tsukue no ue ni sara ga nimai arimasu". Perché? Perché "sara" significa "piatto" ed è anche un classificatore se si tratta, p.e. di porzioni di cibo ecc, ma se parlo di piatti e più in generale di "oggetti piatti" da enumerare allora specificherò l'oggetto (i piatti di ceramica sul tavolo) e esprimendo la loro quantità, farò seguire il numero dal suffisso "-mai".
Vi chiederete allora se si possano trovare allora degli esempi validi in italiano... qualcuno sì. P.e. quando si parla di liquidi! Posso dire "ho comprato due tavoli", ma non "ho comprato due acque", giusto?
Sarà "quanta acqua hai comprato?" "due bottiglie" (o "due litri"). Bottiglie e litri hanno il ruolo di classificatori... o ancora "due paia" parlando di scarpe o "due pizzichi" parlando di sale, ecc... proprio come dicevo "due -mai" parlando di "sara" (piatti).
Vediamo qualche esempio giapponese per chiarirci meglio? 俺には猫が三匹ある。
"Ore ni wa neko ga sanbiki aru" "Io ho tre gatti". Ma tre gatti in jappo, com'è scritto? "neko ga sanbiki". Neko = gatto/i ("ga" indica il soggetto), san è tre ...e -biki?
- びき , -biki, è il classificatore, o meglio la forma sonorizzata di ひき , "hiki", scritto , il classificatore per gli animali piccoli... sempre per capirci... "ore ni wa hamusutaa ga nihiki aru" = "io ho due criceti".
Versione alternativa (le costruzioni della frase sono al paragrafo D) e più cortese:
私には三匹の猫と二匹のハムスターがあります。
Watashi ni wa sanbiki no neko to nihiki no hamusutaa ga arimasu.
Io ho 3 gatti e 2 criceti.
I criceti sono anche inferiori in numero... non sopravviveranno mai, sarà una massacro! :onion21
:onion2
Note:
  • fate caso che il kanji di hiki è uguale a quello di 4, ma manca di una riga sulla destra.
  • attenti che hiki non si usa per uccelli e conigli (per i quali c'è il kanji di "piume" (o "ali", ), hane, letto alla cinese ("wa")... capisco gli uccelli, ma i conigli, perché? Sarà che sembrano piumini... boh! )
  • chi ha visto Haibane Reinmei? "Hai" significa "cenere", in questo caso nel senso di "color cenere", per -bane, invece vale lo stesso discorso che per -biki, in effetti la parola a sé è semplicemente "hane", piume appunto, ma legandosi a qualcos'altro diviene "-bane", perché si sonorizza il primo kana. Ovviamente il kanji non varia, è un discorso che vale solo per la pronuncia e il furigana.
Tornando a noi, come nel caso della numerazione delle lezioni, capita che si intromettano nella numerazione delle pronunce giapponesi (es. ikka, nika e sanka sono cinesi, ma yonka no!).
Vediamo quindi la serie giapponese e poi parleremo di queste situazioni con pronunce "infiltrate".

C. LA SERIE GIAPPONESE E IL CLASSIFICATORE GENERICO

La serie giapponese viene usata solo in combinazione con i classificatori ed è obbligatorio usarla se si sceglie di utilizzare il cosiddetto classificatore generico -tsu (scrivendo semplicemente il kanji seguito dallo つ). Tale classificatore si aggiunge alla serie giapponese per numerare cose in astratto alle quali i classificatori esistenti non sono applicabili. Usatela anche se non conoscete il classificatore adatto per gli oggetti che state contando.
Attenzione, però, può essere usato solo per i numeri da 1 a 10!
Dunque, la serie giapponese con classificatore generico, sarà scritta:
hitotsu, futatsu, mittsu, yottsu, itsutsu, muttsu, nanatsu, yattsu, kokonotsu, too. (Avete letto bene, NON è tootsu!). Ovvero:
一つ 二つ 三つ 四つ 五つ 六つ 七つ 八つ 九つ 十 。
Per qualche esempio vedete il prossimo paragrafo.
A parte la questione classificatore generico (che a mio parere può salvare la vita :lol: ...che scherzo, secondo voi? Metti caso che hai bisogno di "due inalatori per l'asma"! Sì, vabbè, in caso mimatelo che è meglio.), quando usare la serie giapponese...
Pochi casi ma assai importanti... il classificatore per le persone è -nin, ...人 , p.e. sannin, 三人 è 3 persone, 十人 , juunin è 10 persone... Però! C'è un però...
"Una persona" si dice hitori, 一人 , e "due persone" è futari, 二人 .
Poi... con quasi tutti i classificatori, la serie usata è quella cinese, ma in genere il 4 e il 7 sono detti alla giapponese (yonin e nananin... ma è permesso anche shichinin). Sarà che shi e shichi, della serie cinese, sono facili a confondersi nel parlato .
Per il resto, unica altra serie che si affida molto alla serie giapponese è quella per enumerare i piatti, nel senso soprattutto di "porzioni di cibo" (come i piatti di ravioli dell'esempio del paragrafo prima... o primo e secondo piatto al ristorante, ecc).
Le "eccezioni" sono 1, 2, 3, 4 e 7 (hitosara, futasara, misara, yosara e nanasara). Un'eccezione in più rispetto al conteggio di persone. Ma ovviamente è meno importante...

D. COME ORDINARE LA FRASE E LA POSIZIONE DEI CLASSIFICATORI

1. SOSTANTIVO + particella + NUMERO-CLASSIFICATORE ...verbo

Oltre a come ordinare la frase, vediamo innanzitutto come ordinare un caffè!
a) コーヒーを一つください。
Koohii wo hitotsu kudasai = un caffè per favore!
Innanzitutto cercate di non confondere il trattino dell'allungamento del katakana con il kanji "hito-" di "hitotsu".
Se fate caso, poi, la costruzione per ordinare qualcosa, non differisce molto da quando abbiamo ordinato due piatti di ravioli... però allora i piatti ci permettevano di usare un classificatore ad hoc, il caffé, no. Quindi lì -sara e qui -tsu.
Altro esempio, senza caffeina però...
b) Isu ga futatsu arimasu. Beddo no ue ni suwatte kudasai = Ci sono due sedie. Siediti sul letto, per favore. ("Le sedie sono solo due", "isu wa futatsu dake (desu)" era più appropriato per il senso della frase, ma traformava la frase in una frase con in predicato nominale, che non era proprio adatta al nostro scopo).
c) Kono mondai ni wa kaitou ga mittsu arimasu = Questo problema ha tre soluzioni.
d) Kono mondai ni tsuite mittsu setsu ga arimasu = Riguardo a questo problema, ci sono tre teorie.
Quindi, come forse avrete notato dagli esempi, questa costruzione, spesso preferita se si usa la serie giapponese, viene utilizzata nelle frasi con "arimasu" e "imasu".
come annotazione sul modo di scrivere il verbo avere, nii-sensei vi ha scritto:Osservate attentamente gli esempi c) e d).
Nel primo caso la costruzione è esattamente quella di cui parliamo (sostantivo+partic.+numero|classific.), però notate che pur essendo presente un verbo d'esistenza, io ho tradotto col verbo avere. Questa costruzione ricorda in modo impressionante la costruzione latina col dativo di possesso. Es. Caesari quinques legiones sunt = A Cesare cinque legioni sono = Cesare HA cinque legioni. Allo stesso modo abbiamo "A questo problema (kono mondai ni wa) tre soluzioni (kaitou ga mittsu) sono (arimasu). Abbiamo visto anche prima questa costruzione quando ho detto di avere 3 gatti e 2 criceti.
L'ultimo esempio, con ugual significato (anche se ho cambiato "soluzioni" con "teorie"), prevede invece una diversa costruzione. Il problema (mondai), non è più tema della frase, ma è seguito da "...ni tsuite", un'espressione traducibile con "Riguardo a...". Il verbo "arimasu" è usato in modo, per così dire, convenzionale. Soprattutto, però, la quantità con il classificatore, risulta "anticipata" rispetto al sostantivo. Tra l'altro secondo me dovrebbe essere "mittsu NO setsu" e non "mittsu setsu", ma l'esempio è preso pari pari dalla grammatica, per cui, se c'è errore, non posso saperlo :smt102

Si usa anche nelle frasi in cui il verbo sarebbe preceduto dalle particelle ga, wo e wa (dico "sarebbe", perché con questa costruzione il numerale e il classificatore vanno a frapporsi tra particella e verbo).
Si può usare, ovviamente, anche con la serie cinese, es:
- ルカさんはケーキを二買いました。
Ruka-san wa keeki wo niko kaimashita = Luca ha comprato 2 torte. Quello colorato è "ko", il classificatore per gli oggetti piccoli.
:!: Situazioni particolari - In presenza di alcune particelle come ni, de e kara ( に , で e から ), la costruzione di questo paragrafo non è utilizzabile. Vediamo come devo comportarmi invece e in che occasioni
:arrow: イタリアでは九の大学で、日本語が勉強できます。
Itaria de wa kokonotsu no daigaku de, nihongo ga benkyou dekimasu = In Italia è possibile studiare giapponese in nove università.
Questa situazione riguardava un complemento qualsiasi nella frase.
Nella frase che segue si presenta una situazione diversa.
:arrow: けさ大学で友だち二人に会いました。
Kesa daigaku de tomodachi futari ni aimashita = Questa mattina in università ho incontrato due amici (= tomodachi).
Il verbo "au" si costruisce con la particella "ni" che il verbo vuole legata a sé... forse non avete presente il verbo "au", ma magari avrete sentito "aitai".
  • Se non l'avete sentito provate ad ascoltare la canzone nel video che vedete qui sotto (con tanto di sottotitoli) o aprite il link :-D .
    In questa canzone "aitai", voglio incontrarti, si trova da solo... in effetti, se ci pensate "voglio incontrarti" è "mi manchi", per cui non serve aggiungere altro. Vi consiglio comunque la canzone per due motivi: "au" è coniugato in 3 modi (aitai, voglio incontrarti, aenai, non posso incontrarti, e awanai, non ti incontro/erò), e trovate dei numerali in "casi particolari"!
    Provate a rintracciarli prima ascoltando solo la canzone e poi, casomai, nel testo scritto dei sottotitoli. Tranquilli, è una canzone lenta, non dovrebbe essere difficile.
    - (00:30) "mikazuki": 三日月 significa "luna crescente", ma è scritta come "luna del terzo giorno".
    - (00:45) "hitoride":  ひとりで significa "da solo".
    - (02:00) "nidoto": 二度と significa "una seconda volta"... in effetti non è un ordinale, ma a noi tocca tradurlo così. Usato per dire "di nuovo", "ancora", "un'altra volta", "mai più", in frasi tipo "nidoto shimasen" (non lo farò mai più). Eccovi il video :-D
  • Per notare invece la costruzione "sostantivo+ni+aitai", provate ad ascoltare l'ending di Full Metal Panic: The Second Raid. O più semplicemente fate caso al fatto che si intitola "Mou ichido kimi ni aitai", "Voglio incontrarti ancora una volta".

2. NUMERO-CLASSIFICATORE + の + SOSTANTIVO + particella + verbo

Corrisponde all'esempio delle nove università di giapponese di poco sopra. Facciamo qualche altro esempio approfittando per vedere qualche kanji e qualche parola nuova?
- 図書館で三冊の本を借りました。
Toshokan de sansatsu no hon wo karimashita.
Ho preso in prestito 3 libri in biblioteca.
- 机の上にのペンがあります。
Tsukue no ue ni gohon no pen ga arimasu.
Sul tavolo ci sono 5 penne.
Perché presentarvi proprio questi esempi? Perché trovate "HON" usato in modi assai diversi. Nel primo esempio significa semplicemente "libri". Nel secondo, però, fa da classificatore per "oggetti cilindrici" (penne, bottiglie, tubi...).
Le particelle viste qui erano "wo" e "ga", ma ovviamente non c'è alcun problema, se si hanno particelle diverse (come visto con le nove università, nell'esempio di prima) come o .
P.e.: ピッツォフェッラートに行くために三台のバス乗りました。
Pittsoferrato ni iku tame ni sandai no basu ni norimashita.
Per andare a Pizzoferrato ho preso tre autobus. Dove è il classificatore per veicoli (automobili, bus...), computer, elettrodomestici.
come punto facoltativo nii-sensei ha scritto:Il prossimo punto è un discorso un po' a parte su una delle possibili difficoltà/insidie dovute ai classificatori. Lo tengo un po' "a parte",in questo quote, perché non è necessario saperlo. Si tratta di cose che andando avanti nello studio, finirete per imparare a riconoscere evitando di "cadere in trappola".

3. UNA (INSIDIOSA) PARTICOLARITÀ

Qual'è questa particolarità? A mio parere riguarda solo situazioni in cui il classificatore non si "adatta" veramente all'oggetto da contare. Vediamo l'esempio che ho scovato sulla mia grammatica preferita.
子供の時、 毎晩六ページの昔話を読んでいました。
Kodomo no toki, mai ban rokupeeji no mukashibanashi wo yonde imashita. (costruzione della frase del punto 2)
Da bambino, ogni sera leggevo una favola di sei pagine.
E' vero che abbiamo una costruzione identica a quella del punto 2, ma grammaticalmente ci vediamo un semplice complemento di specificazione: "rokupeeji no" è "di 6 pagine" e specifica la lunghezza della fiaba.
子供の時、 毎晩昔話を六ページ読んでいました。
Kodomo no toki, mai ban mukashibanashi wo rokupeeji yonde imashita. (costruzione della frase del punto 1)
Da bambino, ogni sera leggevo sei pagine di una favola.
Qui le cose si complicano, deve trattarsi di una qualche costruzione, perché non mi è chiaro come per le favole (lett: hanashi, storia/racconto/discorso di un tempo/di tempo fa, mukashi) io debba usare il classificatore che indica le pagine...
La favola è un'entità unica, perché non usare il classificatore per libri e volumi ( -satsu). In effetti, ci troviamo una costruzione che sembra quella del punto 1, ma il risultato tradotto non è "6 fiabe", bensì "6 pagine di una fiaba".
Insomma, non mi pare sia troppo in linea col discorso fatto, ma mi sembrava un possibile tranello della lingua, così ve lo ho segnalato.



E. L'USO NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI

1. CONTARE E... QUALCHE OPERAZIONE

Cominciamo a contare da 0 a 20! ;)

QUI ne trovate altri e dalla stessa pagina potete trovarne ancora ;)


a. L'ultimo libera tutti!
Immagino che pure se siete appartenenti alla nuova generazione, non siate nati con la playstatio in mano, ma che, anzi, vi sarà capitato di giocare a nascondino. In giapponese questo gioco si chiama "onigokko" ( 鬼ごっこ - おにごっこ ). Chi "sta sotto" si chiama "oni" (, orco, demone) e deve acchiappare gli altri dopo aver contato fino a 100 per dare tempo a tutti di nascondersi.
Ovviamente è un ottimo modo di sentir contare in giapponese. Si usa la serie cinese con possibili alternative per il 4 e il 7 che possono essere sia shi che yon (il 4) e sia shichi che nana (il 7).
Ci sarà ovviamente la necessità di contare oltre il 10... mica è "un-due-tre-stella!" :roll: ...:asd Come si fa?
Pensiamo prima al nostro modo di contare. Noi raggruppiamo le cifre a 3 a 3, giusto? dopodichè, aggiungiamo qualcosa se ci troviamo nel "dominio" delle migliaia, dei milioni o dei miliardi...
Es. 354.872.533 è (3cento 5anta 4) milioni, (8cento 7anta 2) mila e (5cento 3nta 3).
Il giapponese costruisce il numero in modo simile, ma raggruppa 4 cifre alla volta, avendo un kanji che identifica le "decine di migliaia". Ragion per cui 100 mila sarà per loro 10 decine di migliaia.
Mentre 2 milioni sarà duecento decine di migliaia.
I kanji che per ora ci interessano sono 4: quello per le decine lo abbiamo visto, è juu, , quello per le centinaia è hyaku,, quello delle migliaia è sen,, mentre quello delle decine di migliaia è man,.
Quando si giunge a 10 mila decine di migliaia, si ha un nuovo kanji, oku,, e quindi per dire 100 milioni dirò ichioku.

b. Tenere il conto!
Avete presente come i carcerati tengono il conto dei giorni nei film? Incidendo una linea verticale al giorno per 4 giorni e il 5 giorno incidono una linea orizzontale che taglia le altre.
Se in modo simile si deve tenere il conto di qualcosa (io p.e. ricordo i giri di campo fatti da Tatsuya in Touch! (Prendi il mondo e vai!" ...nell'orribile "traduzione" mediaset... scusate, volevo dire "merdasec")... qualcun'altro magari avrà visto Ichigo Mashimaro, subbato da MDW.
Eccovi un'immagine proprio da "Marshmellow alla Fragola", in cui si conta il numero di colpi di harisen (un ventaglione fatto di carta), con cui le protagoniste si colpiscono tra loro, ogni volta che una cede e si addormenta.
[album]355[/album] Come forse potete vedere/immaginare (e se no, ve lo dico io) la numerazione procede tracciando il tratto orizzontale in alto, poi quello verticale lungo (e abbiamo una T).
Il terzo colpo di ventaglio è segnato con un tratto orizzontale breve sulla destra, il quarto con il tratto verticale breve sulla sinistra. Al 5 colpo si disegna il tratto orizzontale lungo che "chiude" la "figura".
Al sesto si scende e si ricomincia. Spero si sia capito...
Ventaglio a parte, è un sistema che si ritrova in molti anime... adesso sapete che sono quei simbolini :asd

c. Dite "formaggio"!
Avrete sentito tutti il classico "cheese" inglese, detto davanti alla macchina fotografica. Spero di non dover spiegar nulla a riguardo :onion2
Come si esprimo i giapponsi in questa situazione? Dicono "ichi tasu ichi wa" (nb. la "u" non si sente e il tutto sembra una parola sola). Ovvero: "1 + 1 fa?" Al che voi rispondereste, due, giusto?
Ma 2 in jappo è "ni", vero? E quindi un bel sorriso nella foto di gruppo, è garantito... se avete fatto la prima elementare.
Per inciso, i giapponesi, avrete notato, amano mettersi in posa facendo il simbolo di vittoria... ovviamente importato dall'estero, perché vittoria si dice "kachi" e il simbolo di vittoria è detto "shiroboshi", cioè "stella bianca". Non c'è una "V" manco a pagarla...
Ad ogni modo, dicevamo, in genere fanno il simbolo V con le dita e aggiungono "PIISU", ピ-ス , ovvero "peace", "pace" in inglese. Vale anche se volete traslitterare "piselli" (peas) o "pezzo" (piece)... ma non credo direbbero "piselli" posando in una foto ...o sì?! :onion48

d. Ancora Mate?!?!?!
No, tranquilli, facciamo in fretta. Abbiamo detto che "1 + 1 = " si dice "ichi tasu ichi wa". Dunque possiamo dire che "tasu" è "+" e "wa" serve per dire "uguale"/"fa"/"è"...
Meno? Si dice "hiku". "Diviso" è "waru" e "per" è "kakeru". La virgola non si usa, si usa il punto e si dice "ten".
Unica difficoltà sono le frazioni che anticipano ail denominatore: yon (4) bun no san (3) ovvero, letteralmente, "3 di 4 parti" significa ovviamente "trequarti".
Non osate dirlo quando volete dire che sono le dieci e tre quarti. Non c'entra nulla! :P ;)
Se volete nozioni di matematica più complesse, immagino che dobbiate andare in Giappone. Buon viaggio. Anzi, "Yoi tabi yo!".

2. QUANTI ANNI HAI?
Moooolto brevemente.
"Quanti anni hai?" è "Nansai desu ka"
"Ho 26 anni" è "Nijuurokusai desu" (notare che la u di roku è semimuta).
Per "costruire" numeri più grandi di dieci vedete il punto precedente, per sapere come "unire" il numero al classificatore da un punto di vista fonetico, leggete il paragrafo G.
Eccezione al solito schema "numero più classificatore" (normalmente "-sai", che è scritto con uno dei due kanji seguenti: o), si ha per i 20enni.
"Ho 20 anni" si dice in genere "hatachi desu", anche se i kanji con cui è scritto sono quelli di "nijussai" ( = nijuu (20) + -sai (classif.anni)).

Vi propongo poi un discorso su... "le stagioni della vita"? Be', dovrebbe finire nella lezione sul tempo, ma visto che stiamo a parlare di anni, vediamo qualche espressione.
come curiosità nii^2 ha scritto:未成年 - みせいねん miseinen (la "i", vi ricordo si sente pochissimo), significa "minor età". Capita negli anime che offrano sakè ad un minorenne e quello risponda "Iie. Miseinen na ndesu kara", come dire "No, sono minorenne, perciò..."
成年 - せいねん , 青年 - せいねん seinen. Le due parole in questione si leggono allo stesso modo, ma la prima è "maggior età" e la seconda "giovane". Per inciso può significare anche "anno di nascita".
青年時代 - せいねんじだい seinenjidai significa "gioventù" (lett. "i tempi del/da giovane")... ah! Bei tempi quelli della mia seinenjidai!
青春 - せいしゅん seishun è un modo più classico di dire "giovinezza", quando, cioè, non ci si riferisce necessariamente ad un periodo della vita, ma alla giovinezza in senso astratto, in espressioni tipo "il fuoco ardente della giovinezza", tipiche dei vecchi manga/anime sportivi... tra l'altro tale "spirito giovanile" può essere sintetizzato dalla parola wakage, 若気 , in kana わかげ . Se notate i due kanji sono:
- "waka", , che si ritrova in "wakamono", 若者 わかもの , giovane (come sostantivo), e in "wakai",
若い - わかい , giovane (come aggettivo).
- "ge" (lettura alternativa, "ki"), , che letteralmente significa "spirito" e si ritrova in tutte quelle parole che richiamano lo spirito (genki, kiai, aikidou) oppure la percezione (ninki, popolarità, è composto da "persona" (nin) e "ki").
Fine digressione.
Crescendo però, divenendo "otona", 大人 - おとな , adulto, si perde il proprio "wakage" così una persona si calma, diviene "otonashii", 大人しい , in kana:
おとなしい , docile, tranquillo, si comporta in modo appropriato. Eh, be', d'altronde ormai "otona ni natta", è diventato adulto.
Però magari, "kodomo no toki ni", da bambino, come ogni kodomo, 子供 - こども , bambino, osava contraddire gli adulti, sentendosi dire degli stizziti "Kodomo no kuse ni..." (Nonostante tu sia un bambino...! nota: kuse si legge "kse"), magari seguiti da qualcosa tipo "damatte iro!" (Taci!), "shizuka ni!" o "shizuka ni shiro!" (Fai silenzio!) o appunto "otonashiku shinasai!" (Stai buono!/Comportati bene!).


3. L'ORA E GLI ORARI
Il discorso sul chiedere e dire l'ora, come dirò alla fine, lo rimandiamo ad una lezione (o una serie di lezioni) sul tempo.
Se vi limitate a Tokyo e dintorni, non avrete grossi problemi, i numeri li trovrete scritti spesso con le cifre arabe (...le nostre, cioè). Ma ciò non è vero ovunque. Capita di trovare orari scritti in kanji, anche se dove ci sono le decine si trascura di inserire il kanji relativo. Insomma, invece di trovare scritto 21:35 come 2-10-1 e 3-10-5 si trova 2-1 e 3-5.
Per la precisione, con l'aggiunta dei kanji relativi a ore e minuti, invece di essere: 二十一 時三十五分 sarà: 二一時三五分 .
Di seguito trovate un'immagine presa da Rosario to Vampire... si tratta della graduatoria degli studenti, in cui il nostro eroe si è piazzato 128 ( ). Il primo numero, tagliato, a destra è il 123, l'ultimo, tagliato anch'esso, sulla sinistra è il 133.
[album]356[/album] Insomma il 128, evidenziato, è indicato per comodità come  一二八 invece che con un più corretto 百二十八 o con, in questo caso sarebbe ancora meglio, l'uso del numerale ordinale.

F. GLI ORDINALI

Per ora avete visto come in genere si costruiscono gli ordinali, con la numerazone delle lezioni... certo, a seconda dei casi dovrete comunque aggiungere un diverso classificatore!
E se necessario, non dimenticatevi di aggiungere "no + sostantivo" per specificare di cosa parlate.
P.e. se volete dire "la seconda persona", futarime è sufficiente. Ma il secondo bambino sarà futarime no kodomo.
Allo stesso modo, se vedete l'esempio che ho fatto all'inizio, con il dialogo tra due ragazzi (uno dei quali ha dato buca alla povera Hikari), ho scritto "dai yonka wo sumasetemiyou", perché parlando già d'un libro, specificare capitolo o lezione, è inutile. Questo anche se il classificatore "ka", corrisponde più o meno al nostro termine, un po' generco, "sezione" o "unità" (p.e. la 4a sezione d'un dipartimento e la 3a unità o lezione di un libro, richiedono lo stesso kanji KA).
La seconda torta sarà nikome no keeki, se ci si basa sempre sulla costruzione riportata qui di seguito al punto 3.
Es.: ちょっと、キミ!二個ケーキを食べたところだ。
Chotto, kimi! Nikome no keeki wo tabeta tokoro da.
Senti un po', tu! Ti sei appena mangiato la seconda keeki! *
*Tenete presente che i giapponesi non se ne intendono poi molto e definiscono "torta", keeki (dall'inglese cake), le torte, sì, ma anche i pasticcini, le fette di torta...
Altro esempio di conoscenza acquisito dagli anime... :onion2

Metto qui dei titoli che prospettano i 4 modi di fare gli ordinali e rinviamo il tutto a quando conoscerli presenterà una certa utilità...

1. numero+ban

2. numero+ban+me

3. numero+classific.+me

4. con dai
  • dai+num es: daiichi primo! o punto numero uno!
    dai in genere preferito per elenchi (punto primo, provvedere a... punto secondo, recarsi in... ecc.) e graduatorie (p.e. sportive), se invece qualcosa è numerato (gli sportelli in banca, le casse al suppamaketto) allora i preferisce "ban" (vd. punto 1)
  • dai+num+ban
  • dai+num+classific.

G. I CLASSIFICATORI

Alcuni classificatori li abbiamo visti. Verrò aggiungendone... ma potete sicuramente trovare delle liste online, se ci provate. Comunque io ne ho a dipsosizione solo una 30ina (di 70 circa che sono).
Per ognuno di questi c'è la serie da uno a dieci, ma in effetti non avete bisogno di imparare a memoria nulla una volta capito come funziona la cosa.
Mettiamo insieme una serie di "regole empiriche"... e dico "regole empiriche", perché non le ho viste da nessuna parte e me le sono ricavate da solo.
  1. Il 4 e il 7 sono "alla giapponese": yon/yo e nana. E' più facile beccare le "eccezioni" a questa regola, sono meno. P.e. schichinin, 7 persone, "shichiji desu", "sono le 7" o "schichinen" per dire "7 anni" (non d'età! Intesi come durata!).
  2. Il 4 e il 9 danno due alternative yon/yo e kyuu/ku. Ma le seconde non sono usate quasi mai... solo con le ore ho yoji e kuji. E settembre è "kugatsu".
  3. Il 4 fa yottsu con il classificatore generico, ma yontsuu con il classificatore -tsuu,, usato per lettere e mail.
  4. L'1 alla cinese è "ichi". Ma il "chi" appartiene alla "serie della T" (ta, chi, tsu, te, to), giusto? Se il primo kana del classificatore, corrisponde ad una sillaba la cui consonante può raddoppiare, allora il "chi" per così dire, si trasforma in un piccolo "tsu" e fa raddoppiare la consonante successiva.
    Dunque tenete presente che quasi sempre avrò solo "i+" con il raddoppio della consonante che segue (ippai, ippon, issatsu, ikka, ittsuu, ecc...).
    :!: Impariamo allora, cosa NON può raddoppiare! La prima consonante del classificatore non raddoppierà (avrò ichi+classificatore), se è una delle seguenti: g, d, z, j, m, n, r, w e y.
    Perché? g, d, z, j sono le consonanti di kana "sonorizzati" (col nigori), la r non raddoppia, quando sentite una doppia "m", in effetti e "nm", la doppia n esiste solo come "ん(n)"+"na/ni/nu/ne/no", la w e la y sono semivocali.
    Se qualcuno vuole sapere se un classificatore che inizia per vocale, raddoppia la propria consonante con ichi, mi scriva il suo indirizzo per pm che vengo a picchiarlo personalmente. :P
    Detto fra noi, non so nemmeno se ce ne siano che iniziano per vocale, io non ne ho trovati.
  5. Al contrario di quanto detto la "serie della H", ha/hi/fu/he/ho, raddoppia sonorizzando in "P" (p.e. hon (si usa per oggetti cilindrici): ichi + hon = ippon! ...e fun (usato per i minuti) dà: ichi + fun = ippun!)... ma spostandosi dall'uno, può sonorizzare in "b" in modo "imprevedibile" (?) (p.e. sanbon, ma sanpun!)
  6. I classificatori in katakana non raddoppiano! P.e. peeji per le pagine o kiro per i kilogrammi e i kilometri.
  7. L'8, hachi, segue le stesse regole dell'1, ichi. Però, mentre "l'ottavo piano" è giustamente indicato con "dai hakkai", l'ottava lezione è "dai hachika". Perché? Perché vogliono farmi impazzire... ma anche se sono tutti in combutta contro di me, non ci riusciranno! Bwa-haha-haaaa!!!
  8. Il 6, roku, possiede una "u" semimuta, e così raddoppia la k, se la "u" è seguita da uno dei kana della "serie della K" (ka, ki, ku, ke, ko). P.e. rokka, rokko, rokken... Anche se il classificatore è in katakana, la k raddoppia (roku + kiro = rokkiro = 6 kili).
  9. Se ho un classificatore che comincia con un kana della "serie dell'H", la "ku" di roku cade e si ha un raddoppio dell'h con sonorizzazione in p (roppun, roppon). Attenzione che con le pagine, peeji, fa semplicemente "rokupeeji".
  10. Il 10, non chiedetemi perché, raddoppia come l'1, ma perdendo la "u" lunga (da juu, diventa ju- ). P.e. juu + sai = jussai = 10 anni.
  11. Inoltre, di fronte ad ha, ho e hu, presenta le alternative ju-/ji-. P.e. juppun/jippun, juppon/jippon e juppiki/jippiki.
  12. "Spinge al raddoppio" anche classificatori in katakana... cosa che l'1 non fa! Quindi avrò ichikiro e ichipeeji, ma jukkiro e juppeeji!

Per quel che riguarda i kanji dei classificatori, aggiungerò man mano dei post a questa lezione presentando i kanji e le relative serie dei numeri da 1 a 10, se le trovo.
Allo stesso modo completerò il discorso sui numerali, probabilmente editando la lezione e segnalandolo con un post di up.
Un post su come ordinare cose, chiedere i prezzi ecc. lo vedremo a parte... probabilmente in questa lezione, ma in un'altra occasione.

Il discorso su tutto ciò che riguada i numeri e il tempo, lo lasciamo per una lezione futura sul tempo (le ore, i giorni della settimana, del mese... e poi i giorni, le settimane, i mesi e gli anni come durata... e poi le date, le stagioni... e i complementi tempo e le frasi temporali. Metterò tutto insieme ciò che riguarda il tempo... anche se magari richiederà qualche post. Per ora non ci interessa poi molto, per cui rimandiamo ;) ).

Sorejaa, mata.
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Re: OTTAVA LEZIONE - DAI HACHIKA

Messaggio da leggereda nii-nii » ven 20 giu 2008, 8:20 pm

Lezione editata ai punti A (l'esempio con i due ragazzi aveva un paio d'errori), E.2 (nello specchietto su "le età dell'uomo" ho riscritto un punto poco chiaro) e al punto F (chiarito meglio quando ci si può limitare all'ordinale (p.e. dai yonka) senza aggiungere "no" e il sostantivo corrispondente).
Per fortuna ho anch'io un mio sensei che ha scoperto questi errori :onion2

Se avevate già stampato il tutto, come alcuni mi han detto che fanno, scusate l'inconveniente. Date semplicemente un'occhiata o non considerate l'esempio al punto A.
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Re: OTTAVA LEZIONE - DAI HACHIKA

Messaggio da leggereda nii-nii » dom 22 giu 2008, 1:26 am

Piccola curiosità assai interessante segnalatami dal mio sensei quando ha letto questa lezione...
Sopra vi ho scritto:
nella lezione 8 nii-nii ha scritto:Attenti che hiki non si usa per uccelli e conigli (per i quali c'è il kanji di "piume" (o "ali",羽 ) ...capisco gli uccelli, ma i conigli, perché? Sarà che sembrano piumini... boh! :smt102)

Come dicevo, Musashi-sensei di Japop è stato così cortese da segnalarmi (le ipotesi su) la verità che si cela dietro questa apparentemente incomprensibile (oltre che ennesima) stramberia giapponese :lol:
Ve lo cito, perché non mi pare corretto modificare il (o peggio appropriarmi del) discorso.
Musashi ha scritto:Ti sei chiesto perché per contare i conigli si debba usare "Wa". Ti dirò quali sono i motivi storici, anzi le teorie, perché non c'è una prova inconfutabile, nonostante sia quasi appurato; anche perché questo problema me lo ero posto alcuni anni fa e per come sono fatto ho voluto sapere tutto quello che c'era da sapere. Innanzitutto puoi usare anche"Hiki" per contare i conigli, perché esso è un generico classificatore per animali di media e piccola taglia. Ma il classificatore propriamente detto per coniglio è appunto "Wa".
Fatto salvo il presupposto ti espongo brevemente i motivi.
Fondamentalmente il motivo dell'utilizzo di questo classificatore per i conigli è di matrice religiosa e strettamente legata a una visione tradizionale. Anticamente si era soliti consumare, come carne, per ragioni di carattere rituale solo pesce e uccelli. La carne del coniglio, pero', ha determinate caratteristiche e veniva consumata, nonostante fosse un animale a quattro zampe e mammifero, perché aveva un sapore molto simile a quello delle galline, il che è certamente vero per chiunque abbia avuto modo di mangiare entrambi i tipi di carne. Inoltre, il coniglio come aspetto poteva ricordare, per una pura associazione di idee propria della loro tradizione, la gallina e i gallinacei in genere, ed esso veniva solitamente catturato utilizzando le stesse reti che venivano adoperate per catturare gli uccelli.
Quindi, per così dire, si aveva la licenza di mangiare il coniglio, in particolare nella disciplina religiosa che rispondeva a regole molto rigide in fatto di cibo, spesso spacciandolo per carne di pollo, in virtù di determinate caratteristiche che associano questo animale al pollo, così comune nella cucina orientale. Un'altra caratteristica che rende il coniglio assimilabile alla gallina è la sua temperatura corporea, piuttosto alta per essere un mammifero di quel tipo, che si aggira intorno ai 40 gradi, mentre quella della gallina è intorno ai 42 gradi.
Ma c'è di più e c'è una teoria ancora più curiosa. La parola "Usagi" (, "coniglio" appunto) è formata da "U+Sagi", ovvero "Cormorano" + "Airone". Prima dicevo che il coniglio era assimilabile per pura associazione di idee ad altri uccelli. Ebbene, quando il coniglio si solleva sulle due zampe posteriori tendendo le orecchie, queste somigliano molto a delle ali spiegate in un atteggiamento tipico di certi uccelli come il cormorano e l'airone. Ovviamente è solo una somiglianza, ma tanto è bastato per declassare il coniglio al rango di uccello e potersene cibare facendolo passare per un pennuto qualunque.
Perciò, in definitiva, in tempi in cui non era permesso mangiare la carne, un po' come avviene in occidente per motivi religiosi in determinati periodi per chi è cattolico ad esempio e vuole rispettare queste regole, il coniglio veniva consumato in virtù di questa sua "falsa" somiglianza con gli uccelli, voluta e frutto di un certo tipo di mentalità tradizionale, e tutti questi fattori concorrono a farlo apparire come tale. Queste sono le ragioni per le quali si usa, propriamente, il classificatore "Wa". Proprio perché per sapore, somiglianza, caratteristiche e associazioni di idee, il coniglio ricorda determinati uccelli e in particolare, per il sapore, i gallinacei.
Aggiungo che viene usato, anche se raro, un altro classificatore e cioé "mimi",, orecchio/e e il motivo mi pare abbastanza ovvio. :lol:
Credo che ti abbia fatto piacere sapere finalmente la verità su questo classificatore e il triste destino del coniglio, trattato come un pollo. :D


Io adoro questo tipo di nozioni storiche e storico-linguistiche... Spero il tutto sia piaciuto anche a voi... Specie perché secondo me dicono molto anche del popolo di cui sono proprie.
La carne di coniglio era necessaria per variare/migliorare la dieta giapponese... ma il giapponese non viene a compromessi. Al meno sul piano della forma... Sui contenuti, invece, se la faccia è salva... :look
Be', ci vedo una cosa così, ma è solo un mio parere, basato sulla letteratura e non sull'esperienza, per cui potrei sbagliarmi e di molto.

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Re: OTTAVA LEZIONE - DAI HACHIKA

Messaggio da leggereda nii-nii » lun 24 nov 2008, 12:48 pm

Nel topic delle curiosità trovate un post su nomi e numeri... ovvero alcuni esempi di come i kanji dei numeri finiscano nei nomi di persone e luoghi.

Presto in arrivo un post con una serie di espressioni, proverbi, modi di dire ecc. che comprendono i numeri. Alcune davvero molto molto moooolto usate! ;)

Abayo!
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