LA CULTURA GIAPPONESE E LA LINGUA

Il Corso di Giapponese curato da nii-nii! ^_^
trovate alcuni mini-corsi nella sottosezione "Altre Lingue"! ^_^

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Contare con le mani... ma in Giapponese!

Messaggiodi Naru-chan il mer 25 mar 2009, 1:30 pm

Come contano i Giapponesi usando le mani?


Ci sono due modi :
:-D Il primo, consiste nell'usare una mano sola, e si usa quando si conta per se stessi; si parte con la mano aperta e il palmo tipicamente rivolto verso l'alto, e poi si abbassa di volta in volta un dito, dal pollice al mignolo ( come nella figura sotto ). Così avremo
pollice abbassato = 1
pollice e indice = 2
pollice, indice e medio = 3
pollice, indice, medio, anulare = 4
pollice, indice, medio, anulare, mignolo = 5

:!: Per contare da 6 a 10, si fa il procedimento inverso, ma usando sempre la stessa mano ^.^, alzando le dita a mano a mano che si conta, così avremo:
mignolo alzato = 6
mignolo e anulare = 7
mignolo, anulare, medio = 8
mignolo, anulare, medio, indice = 9
mignolo, anulare, medio, indice, pollice = 10

image_id: 920


:-D Il secondo modo si usa quando si vuole indicare un numero a qualcun altro; si alza il palmo della mano, e si alza di volta in volta un dito, a partire dall'indice, poi medio, anulare, mignolo e pollice. Il pollice si usa per ultimo, e l'altra mano viene usata per contare da 6 a 10 ^.^
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Re: LA CULTURA GIAPPONESE E LA LINGUA

Messaggiodi Naru-chan il ven 27 mar 2009, 5:54 pm

Ok e .. pessima idea !!


I segni "O" e "X" hanno un particolare significato in Giappone. Il simbolo del cerchio ha il significato di "giusto", "corretto", "ok", "va bene", "vittoria" :-D e simili, mentre quello della "X" ha un'accezione più negativa, e trasmette un'idea di sconfitta, fallimento, errore, o rifiuto. Tuttavia, l'uso di "O" e "X" non è limitato solo ai gesti fatti con il corpo o con le mani, ma si possono usare anche nella scrittura .. per esempio, in un test, le risposte vere vengono indicate con "O" e quelle false con "X". ;)
Quando i Giapponesi formano il simbolo "O", uniscono pollice e indice come nella figura sotto oppure alzano le braccia sulla testa in modo che le punte delle dita delle due mani si tocchino; quando formano il simbolo "X", incrociano gli indici, oppure incrociano le braccia sopra la testa come nella figurina sotto. A volte quando formano la "X", dopo dicono la parola "DAME" che ha il significato di "No, così non va" e simili.

image_id: 919


Troviamo un modo (i modi) alternativo a questo, in Toradora. I gesti con le mani sopra la testa (la X nell'immagine qui sopra e la O nell'immagine seguente) spesso vengono usati per farsi notare da più lontano, quindi le combinazioni più frequenti per dire "ok" e "non se ne parla"/"non va bene" sono l'ok con pollice e indice e l'incrocio delle dita o della mani (a palmo aperto) all'altezza del collo o del petto. Quest'ultimo lo trovate nell'immagine sotto, così come la O formata con le braccia sopra la testa, adatta per dire "ok" a qualcuno lontano.

Alla domanda "Sta bene che una ragazza si dica da sola che è una svampita?" Minorin risponde...

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Pare che non sia d'accordo... :asd
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Re: LA CULTURA GIAPPONESE E LA LINGUA

Messaggiodi Naru-chan il mar 31 mar 2009, 8:03 pm

Un po' di gestualità


Quando si fa cenno a qualcuno, i Giapponesi muovono la mano, con il palmo rivolto verso il basso, tenendo fermo il polso, come l'omino a sinistra nella foto. :-D
Il 招き猫 "Maneki-Neko" è un oggetto portafortuna della tradizione giapponese che rappresenta un gatto; letteralmente significa "il gatto che fa cenno(/invita)", ed infatti ha una zampa posteriore alzata e sembra che faccia cenno a qualcuno, invitandolo ad avvicinarsi. Viene di solito messo nei ristoranti o nei centri commerciali come buon auspicio o per invogliare i clienti ad entrare. :-D
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招福 , shoufuku, significa "portafortuna" ed è scritto col kanji di far cenno/invitare (la fortuna ad avvicinarsi! ;) )


Quando si indica se stessi, bisogna indicare la punta del proprio naso.
日本人は自分を示すために人差し指で鼻をさします。
Nihonjin wa jibun wo shimesu tame ni hitosashi-yubi de hana wo sashimasu = I Giapponesi puntano il naso con l'indice per indicare se stessi ;)

Quando si grida "banzai" alzando entrambe le braccia si esprime felicità, un senso di vittoria .. come l'omino a destra nella foto. Può essere tradotto con "Evviva", "Hurrah" .. Di solito viene fatto tutti insieme con un gruppo di persone per esultare. :-D
"Banzai ( 万歳 )" significa "10.000 anni (di vita)"; i due kanji che formano la parola "banzai" sono (10.000) e (anno); i soldati Giapponesi gridavano "Tennouheika Banzai", 天皇陛下万歳 , prima di morire durante la II Guerra Mondiale, e in quel caso significava "lunga vita all'Imperatore!"

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Re: LA CULTURA GIAPPONESE E LA LINGUA

Messaggiodi Naru-chan il mar 07 apr 2009, 4:38 pm

Il sistema scolastico Giapponese


Il sistema scolastico Giapponese venne riformato dopo la II Guerra Mondiale. Il vecchio sistema fu trasformato in un sistema 6-3-3-4, facendo riferimento a quello Americano; questo sistema si articola in 6 anni di scuola elementarie, 3 di scuola media, 3 di liceo e 4 di università. Quindi possiamo dire che
:arrow: dai 7 ai 12 anni, Scuola elementare
dai 13 ai 15, Scuola media
dai 16 ai 18, Liceo
dai 19 ai 22, Università
L'istruzione è obbligatoria fino alla Scuola Media ( "istruzione obbligatoria" si dice "Gimukyoiku" - 義務教育 ); in sostanza 9 anni di scuola, ma nonostante questo il Liceo supera il 96% di iscrizioni in tutto il territorio nazionale e arriva al 100% nelle città. Circa il 46% degli studenti dopo il Liceo frequenta università o college. Il Giappone ha, quindi, una delle popolazioni più istruite, con il 100% di iscrizione alla scuola obbligatoria e 0% di analfabetizzazione.

Il Minstro dell'Istruzione supervisione con cura i programmi e i libri di testo. Per accedere da una classe all’altra ogni anno si tengono gli esami di fine anno, e per garantire il successo si fanno a volte lezioni private.
Molte scuole usano i trimestri, e l'anno scolastico inizia ad Aprile ( questo sistema nacque nel 1827, modellato sulle scuole francesi ). Aprile è il mese della primavera in cui sbocciano i fiori di ciliegio :-D , ed è considerato un buon periodo per un "re-inizo"; le vacanze durano 6 settimane durante il periodo estivo, e comprendono le ultime due settimane di luglio e tutto agosto, poi nel mese di gennaio ci sono altre due settimane di vacanza ed altre due le troviamo nel mese di marzo. ..una classe può arrivare fino a 40 studenti !! :!: In media ci sono 6 ore di lezione al giorno, ma ci sono diversi corsi pomeridiani, come club sportivi etc.. Il pranzo alle scuole pubbliche elementari e medie viene fornito dalla scuola e talvolta viene mangiato proprio nelle classi; spesso i ragazzi delle scuole medie e dei licei indossano uniformi, per evitare distinzioni di rango sociale, che sono nere per i ragazzi e alla marinara per le ragazze.

Il completo alla marinara o fuku(vestito) alla marinara o sailor fuku (セーラー服, sērā-fuku) venne introdotta nel 1921.
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Completo invernale
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Completo estivo

L'uniforme viene vista anche come simbolo di conformismo e spesso modificata dalle giovani studentesse come atto di ribellione e di esibizione dell'individualismo. Alcune modifiche che vengono fatte includono allungare o l'accorciare la gonna, arrotolare le maniche, rimuovere il nastro e nascondere spille e toppe sotto il colletto.

La divisa per gli studenti si chiama "Gakuran"
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Di seguito un elenco di materie insegnate, divise per cicli di studi : ;)
[Mostra] Spoiler:
Scuola Elementare:
lingua giapponese
matematica
musica
arte
educazione fisica
educazione civica
attività sul territorio (primo biennio)
economia domestica (dal 5º anno)
scienze sociali e scienze naturali (3º anno)

Scuole Medie:
lingua giapponese
matematica
musica
arte
educazione fisica e igiene
educazione civica
economia domestica
educazione tecnica
scienze sociali
scienze naturali
lingua straniera (normalmente inglese)

Liceo:
Per l'indirizzo generico, scelto dalla maggior parte degli studenti, prevede:
lingua giapponese e giapponese antico
matematica
musica
arte
educazione fisica e igiene
economia domestica
educazione tecnica
lingua inglese
informatica (introdotta solo recentemente)

Una minoranza di studenti sceglie indirizzi specifici alle superiori, tra i quali:
agricoltura
industria
commercio
marina-pesca
attività domestica
assistenza infermieristica
informatica
assistenza sociale
scienze naturali e matematiche
ginnastica
musica
arte
inglese


Glossario: :-D
学校 (gakkou) scuola
幼稚園 (youchien) asilo
小学校 (shougakkou) scuola elementare
中学校 (chuugakkou) scuola media
高校 (koukou) liceo
大学 (daigaku) università
学生 (gakusei) studente
先生 (sensei) insegnante
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Re: LA CULTURA GIAPPONESE E LA LINGUA

Messaggiodi Annuccia il mer 08 apr 2009, 12:08 am

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Si sa, la primavera è il risveglio e il fiorire della natura che, dopo un lungo periodo di riposo, torna a mostrarci i suoi colori e le sue meraviglie.

Una di queste meraviglie è proprio la fioritura in Aprile dei fiori di ciliegio chiamata in Giappone Hanami.

Hanami ( はなみ) significa “osservare i fiori” (da hana= fiori e mi= vedere) ed è infatti il tradizionale evento giapponese che consiste nel celebrare e godere della bellezza dei fiori, soprattutto i fiori di ciliegio (Sakura), osservandone il loro fiorire nelle belle giornate di primavera.

L’Hanami consiste in una festa all’aperto sotto gli alberi di ciliegio che dura una o due settimane. Da metà gennaio ad inizio di maggio i Sakura fioriscono in tutto il Giappone e ad aprile in piena fioritura comincia questo magnifico evento.

E’ talmente bello vedere la loro fioritura che lo sbocciare delle loro prime gemme viene prevista dall’Agenzia Meteorologica Giapponese che studia il clima e la nascita dei primi boccioli permettendo così di determinare la data esatta della fioritura. In questo modo chiunque può prepararsi per tempo per l’occasione progettando serate all’aperto (Yozakura よざくら= Sakura Serale) o pic nic la mattina in parchi come l’Ueno Park.

Come nasce l’Hanami?

L’hanami è un evento nato molti secoli fa.
Si racconta che questa usanza abbia trovato le sue origini durante il periodo Nara (710-794), quando la Dinastia Cinese Tang influenzò il Giappone in molti modi differenti portando nel Sol Levante molte tradizioni e costumi.
Una di queste tradizioni era proprio quella di godere della bellezza dei fiori in primavera. Sebbene i fiori inizialmente celebrati fossero quelli di prugno (ume うめ), i sakura diventarono molto presto i fiori prediletti da questa occasione proprio perchè la loro bellezza attirava di più l’attenzione della gente. I sakura finirono così, nel periodo Heian, per diventare i fiori più celebrati durante il periodo dell’Hanami.

Fu l’imperatore Saga a voler adottare questa pratica cominciando a tenere feste e balli sotto gli alberi di ciliegio piantati nel giardino del palazzo della Corte Imperiale a Kyoto.
A quell’epoca, l’hanami era un evento riservato solo a persone di alto lignaggio, nobili, samurai che frequentavano la corte e poeti che scrivevano versi che lodavano il fascino e la meraviglia di tale bellezza.

Poi con l’arrivo del periodo Edo questa ricorrenza venne aperta anche a tutti gli altri che poterono così festeggiare tale usanza bevendo sakè e mangiando sotto una pioggia di petali rosa.

L’hanami è una ricorrenza dedicata alla celebrazione della bellezza della natura ma non solo: la fioritura dei ciliegi infatti era il periodo legato al raccolto del riso. Anticamente le persone usavano gli alberi di ciliegio come mezzo per predire la qualità del raccolto di quell’anno e, credendo che i kami risiedessero in quelle piante così belle, portavano ai piedi dell’albero di ciliegio anche delle offerte di ogni genere e pregavano le divinità di concedere loro buona sorte.

Oggi i giapponesi continuano ancora la tradizione dell’hanami anche perchè questo periodo coincide con l’inizio dell’anno scolastico giapponese. La gente e soprattutto i ragazzi amano raggrupparsi attorno a grandi alberi fioriti tenendo feste e piccoli banchetti o pic nic all’aperto.
Amano passeggiare e fare lunghe camminate nei parchi con il solo scopo di rilassarsi e dedicarsi alla completa meditazione e contemplazione non solo della natura ma anche di sè stessi all’insegna del benessere e del rinnovamento dello spirito.
Le passeggiate si prolungano fino a sera tardi dove, grazie alla complicità del bagliore lunare e alle chochin (ちょうちん) accese (lanterne di carta), l’evento diventa un vero spettacolo suggestivo con un atmosfera che di sicuro giova moltissimo alle giovani coppie di innamorati.

Curiosità

Un proverbio molto usato e legato ai fiori e a questa ricorrenza è “Hana Yori Dango” (che molti conosceranno di sicuro per il famoso manga di Yoko Kamio).
La traduzione letterale di questo proverbio è “meglio polpette che fiori” dove per polpette si intendono i dango che sono dei dolci tipici giapponesi; il modo di dire è usato in tono ironico verso le persone che preferiscono starsene a mangiare e a bere piuttosto che stare ad ammirare la bellezza dei fiori.
Poichè però esiste il manga/anime Hana Yori Dango, questo modo di dire viene reso anche con la simpatica traduzione “meglio i ragazzi dei fiori” riferito ai quattro ragazzi protagonisti dell’opera.

Nel ricordarvi di approfittare di questo periodo per fermarvi ad apprezzare le meraviglie primaverili di Madre Natura auguro un Buon Inizio Primavera e una Buona Fioritura a tutti ;)


Fonte: Articolo preso dal sito www.sakuramagazine.com
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Re: LA CULTURA GIAPPONESE E LA LINGUA

Messaggiodi Naru-chan il sab 11 apr 2009, 7:39 pm

E il Natale in Giappone ?

Pensate che solo più o meno l'1% della popolazione è cristiana; il 25 non è una festa nazionale, e a meno che non capita durante il fine settimana, le persone continuano ad andare a scuola e a lavoro. Il Natale diciamo che è più una festa commerciale, durante la quale vengono fatte delle bellissime illuminazioni :-D , sia agli alberi che ai palazzi.

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Vengono decorati molti alberi proprio seguendo l'usanza occidentale, e allo stesso modo organizzano freste, durante le quali si mangia una torta di natale ( kurisumasi keki クリスマス ケキ ), fatta di pan di spagna, crema, decorata con la panna che dovrebbe avere più o meno questo aspetto :-D

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Tra l'altro, ho trovato che nel periodo di Natale si vendono delle "torte di Sushi" ( molto più tradizionali :P )
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Il menù include generalmente pollo alla brace o pollo teriyaki, cioè marinato in salsa di soia.

Il Natale, e soprattutto la vigililia, è una festa per innamorati che vanno in giro a trascorrere qualche ora romantica, vanno al ristorante .. per questo è facile prenotare un tavolo anche poche ore prima della cena. ;)

Oltre a scambiarsi regali, c'è la tradizionale abitudine di spedire ( ma anche portare di persona ) regali di fine anno( chiamati "oseibo" ), che si scambiano tra colleghi, ai datori di lavoro, agli insegnanti, per ringraziare dei favori ricevuti durante l'anno. Si regalano soprattutto alimenti (frutta, frutti di mare, prosciutti) o bevande ( thè, sake ). Il costro del regalo dipende dal legame che hai con la persona, e in genere verso il proprio capo si fa un regalo più costoso. Sopra ogni oseibo, viene messo proprio un foglietto di carta con scritto "Oseibo" Immagine
Sull'imagine c'è scritto proprio "oseibo" in kanji ( 御歳暮 )

Detto questo, non resta che dire "Merii Kurisumasu" ovvero "Buon Natale" ( dato che vine dall'inglese "Merry Christmast" è scritto in katakana, メリー クリスマス ( anche se non siamo proprio in tema, ma in Giappone la Pasqua non esiste !! )
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Re: LA CULTURA GIAPPONESE E LA LINGUA

Messaggiodi nii-nii il dom 12 apr 2009, 5:30 pm

Devo proprio dire che Annuccia e Naru stanno dando un tocco prezioso alla sezione di Giapponese :-D
Volevo lasciare questo topic ai soli articoli di cultura, ma come posso non postare per affermare qualcosa di così vero e inconfutabile?
Ragazze, siete grandissime, vi adoro! :onion46 :onion46 :onion46
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Re: LA CULTURA GIAPPONESE E LA LINGUA

Messaggiodi nii-nii il dom 12 apr 2009, 6:11 pm

Sedersi? Inchinarsi? Facile a dirsi...

perché in Giappone c'è un modo giusto di fare qualsiasi cosa e ogni altro modo, non solo è sbagliato, è anche molto, molto scortese!


Sicuramente chiunque arrivi qui, se non chiunque in generale, sa che i Giapponesi si inchinano per salutarsi, per dimostrare rispetto, per chiedere un favore. Insomma, l'inchino è una pratica che fa parte della vita di tutti i giorni.
Molti ancora sapranno che in una casa tradizionale giapponese, la sedie "scarseggiano" e che i Giapponese hanno un preciso modo di sedersi, cui anche le nuove generazioni non sono abituate (i corrotti costumi occidentali... :roll: ).
Cominciamo dall'inchino, però.

L'inchino a scuola


Una cosa che mi premeva affrontare immediatamente è l'inchino a scuola... dovreste averlo visto in qualche anime.
Per me non è troppo strano, alzasi in piedi all'entrata di un professore e salutare, ma credo che sia una tradizione che va sparendo... sicuramente non esiste in America, perché ho trovato varie volte spiegata questa "usanza" che io definirei una "dovuta cortesia" verso un'insegnante, che però pare vada sparendo.

Quando un sensei entra in un'aula ci sarà il capoclasse, 委員長 (iinchou), che rivolgendosi ai compagni darà alcuni ordini (detti 号令 , "gourei") che la classe deve eseguire "all'unisono":
  1. 起立! (kiritsu) = In piedi!
  2. 礼! (rei) = Saluto!/Inchino!
  3. 着席! (chakuseki) = Seduti!
Le pronunce (NON il romaji!) trascritte scrivendo i suoni come fossero parole italiane sono: chiriz, ree, ciak-sechi.
I kanji sono interessanti...
  1. è il kanji di 起きる "okiru", cioè "alzarsi", mentre è il kanji di 立つ "tatsu", stare in piedi.
  2. è una parola a sé che indica l'educazione, la cortesia, l'inchinarsi, il salutare... La ritroviamo p.e. in parole come 失礼 "shitsurei", cioè "scortesia", (di cui ho già parlato spesso), e di 無礼 "burei", che significa "maleducazione".
  3. 着席 , chakuseki, infine, è composto dai kanji di 着く letto "tsuku", ovvero "tornare", e , "seki", cioè "posto a sedere".

:!: Un'altra cosa interessante è che questo è quasi ovunque il cerimoniale, ma a seconda della zona possiamo trovare un quarto ordine, che viene prima dell'inchino.
Si tratta di 「注目!」
Quest'ordine serve a richiamare l'attenzione degli studenti che dovranno trovarsi tutti rivolti verso l'insegnante, perché l'inchino successivo venga eseguito in modo composto e soprattutto all'unisono.
Ecco come descrive i vari passaggi uno che a scuola li doveva eseguire:
  1. 起立・・・席を立つ (seki wo tatsu) = alzarsi in piedi dal proprio posto a sedere
  2. 注目・・・先生をちゃんと見る (sensei wo chanto miru) = rivolgersi verso l'insegnante in modo appropriato
  3. 礼・・・お辞儀 (ojigi) = inchino
  4. 着席・・・席に座る (seki ni suwaru) = sedersi al proprio posto
Comunque, lo stesso autore di questo post sa bene che i più troverebbero strana questa sequenza, ma che è comune nella zona dov'è cresciuto: 群馬県

Ora la domanda è: è importante?
Sì, per capire i Giapponesi un po' di più e perché per loro è importante...
Ho trovato un testo sulla procedura da seguire per la cerimonia d'inizio anno di una scuola media (se non ricordo male)... questo è l'estratto che ho salvato:
[Mostra] Spoiler:
...
2. 座り方について
  椅子に深く腰を下ろし、背筋を伸ばして、頭を動かしたり体を動かしたりしない。
 足を組んだり、腕を組んだりせずに、式の間は式に集中をする。
 
3. 礼について
  礼の合図と同時に腰から深々と礼をし、口に出さずに「1・2・3」と数え、「3」 と同時に頭を上げる。
 
4. 呼名の際の返事指導について
  名前を呼ばれたら大きな声で「はい」と返事をし、そのまま動かない。クラス全員の 呼名が終わったら、担任の「着席」の合図でクラス全員がそろって着席をする。
  ◆ 返事の練習をさせて下さい。

...

Non ve lo traduco per intero, può servirvi casomai come esercizio, comunque quel che volevo farvi notare è questo:
a parte richieste come non muoversi sull sedia, tenere la schiena dritta, non muovere la testa, forse eccessive, ma comprensibili, si richiede cose come far durare l'inchino un tempo fisso di 3 secondi, e, per quando si dovrà rispondere "HAI!" (Sì!) all'appello fatto, di esercitarsi a casa a rispondere ad alta voce.
Insomma, a certe cose ci si tiene molto in Giappone, meglio tenerlo presente ^^;;


INCHINARSI


Ok, lasciamo i banchi di scuola e passiamo alla seconda parte... :-D
L'inchinarsi, l'inchino お辞儀 , ojigi, è qualcosa di profondamente radicato nella cultura giapponese. Ci si inchina per salutarsi quando ci si incontra o si va via, ci si inchina in segno di rispetto, per chiedere un favore o per scusarsi.
Curiosamente non fa parte della "tradizione religiosa"... i musulmani pregando si prostrano, i cattolici si inginocchiano, e forse avrete visto in tv ebrei che salmodiando si inchinano di fronte al muro del pianto.
I Giapponesi che ogni giorno si inchinano forse decine o centinaia di volte, restano in piedi per pregare, chinando appena il capo ad occhi chiusi. Niente inchino, però.
Vedrò di riaffrontare la cosa però, non voglio andare OT :P
Quel che conta sapere è che l'inchino è talmente radicato nella cultura giapponese che potebbe capitarvi di vedere in anime o drama, gente che si inchina anche se sta solo parlando al telefono! ^^;;

Possiamo indicare tre tipi di inchino a seconda di quanto profondamente viene eseguito:
  1. 会釈 , eshaku, un leggero inchino, quasi solo un cenno del capo. Va bene incontrando un conoscente per strada
  2. 敬礼 , keirei, un inchino più profondo e quindi più rispettoso. C'è un modo appropriato d'eseguirlo:
    - unire i tacchi con punte dei piedi leggermente separate
    - guardare innanzi a sè, come puntando un punto a circa 3 metri.
    - inchinarsi a partire dalla vita (la schiena resta dritta, non va inarcata)
    :!: Un uomo terrà le braccia dritte lungo i fianchi (le mani con le dita distese), una donna invece le terrà sul davanti, le mani, una sopra l'altra, si toveranno poco sotto il pube, a dita distese.
  3. 最敬礼 , saikeirei, un inchino estremamente profondo (dalla posizione in piedi può arrivare ai canonici 90°d'inclinazione!). Le mani sono puntate sulle ginocchia. Quest'inchino era originariamente riservato agli dei e all'imperatore.


SEDERSI


L'inchino può essere fatto anche da seduti, ma in tal caso è bene prima sapere come sedersi correttamente.
La corretta posizione a sedere è detta 正座 , seiza, che guarda caso ha i kanji di 正しい , tadashii, "giusto" e 座る , suwaru, "sedersi".
Tale posizione è ormai troppo scomoda anche per molti giapponesi. Succede in molti anime di incontrare almeno un personaggio, costretto a sedersi in stile seiza, che, specie se giovane, non resiste nella suddetta posizione. Se resiste poi, al mommnto di andar via non riuscirà ad alzarsi in piedi per via del formicolìo alle gambe.
La seduta detta seiza, dicevo, implica una particolare postura:
  1. Ci si inginocchia su un cuscino, la schiena è dritta, le gambe sono unite e piegate
  2. Ci si siede sui talloni
  3. Appoggiando le mani a terra, vicino alle ginocchia, ci si bilancia e si distendono le punte dei piedi.
  4. A questo punto si tengono gli alluci uno sopra l'altro, mentre si distanziano i talloni
  5. Sui piedi in questa posizione si appoggia il sedere e si raddrizza la schiena
  6. Le mani vanno tenute in grembo o sulle cosce. Credo, e sottolineo credo, che il primo caso valga per le donne, il secondo per gli uomini.
Anche per la posizione seiza ci sono "i momenti opportuni"... p.e. in un tempio buddista (che stiate meditando o no :P ), in un dojo, quando andrete a chiedere la mano della vostra fidanzata giapponese :-D
Questo video fa riferimento alla posizione seiza per il kendo :-D



Dunque in genere le arti marziali sono quel che più frequentemente ci obbliga alla posizione seiza...

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Ma ovviamente non è detto che sia così, p.e. questi ragazzi si trovano in un tempio (forse sono in gita?)...

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come non è detto che a soffrirne siano solo i più giovani (a proposito... avete visto il bambino sulla destra nell'immagine più su? Poverino, non ne può più :asd ).
Queste altre immagini dunque dimostrano come anche gli adulti spesso non siano proprio entusiasti della posizione seiza...

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...e che a volte i problemi (magari anche di salute) sono tali che si cerca un "aiutino"...

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L'inchino da seduti


Abbiamo ancora i 3 tipi di inchino: eshaku, keirei, saikeirei.
Il discorso è simile, la posizione delle mani anche in questo caso vari tra donne e uomini.
- Un uomo appoggerà le mani, dita aperte, poco più avanti e poco più sui lati, rispetto alle ginocchia. Non sto a farvi un disegno, ma diciamo che se le "o" sono le vostre ginocchia (viste "dall'alto") e gli asterischi sono il punto d'appoggio delle mani, lo schema è: *oo*
- Una donna metterà le mani, dita chiuse, una sull'altra a formare un triangolo con un angolo molto acuto. Le appoggerà davanti a sé una ventina di centimentri davanti alle proprie ginocchia.
L'inchino viene fatto sempre con la schiena dritta per quanto possibile, piegandosi a partire dalla vita di 15° (eshaku) o 45° (keirei).
Per il saikeirei ci si piega in avanti fino a toccare con la fronte il pavimento, per gli uomini, o fino a toccare le mani, per le donne.
Questa posizione è normalmente detta 土下座 , dogeza, la vedrete ben di rado ed è appropriata per una vera e propria supplica. I kanji di questo termine sono, nell'ordine, tsuchi (do), terra, shita (ge), basso e il già citato suwaru (za), sedersi).
Se fosse difficile ricordarlo, tenete presente che è anche il kanji di 下さい , kudasai, quel che traduciamo con "per favore", mentre il "za" finale è lo stesso del famoso "goZAimasu" di "arigatou gozaimasu". ;)

:!: Presupponiamo che nessuno di voi, vi auguro, si troverà mai nella vita a dover fare dogeza e saikeirei, un paio di ultime avvertenze.
Se l'eshaku è poco più profondo d'un cenno del capo, il keirei va necessariamente fatto a partire dal busto e non piegando prima il collo, per non sembrare buffi.
Inoltre, "errore" che fanno anche certi giapponesi è inchinarsi più del dovuto: va fatto al momento e "nelle quantità" opportune, esagerare implica un mostrarsi servili (vd. l'inchino al telefono che forse non capirò mai).

Per finire vi lascerei con questi video ironici...
Il primo è sui vari tipi di inchino :-D



In quest'altro si parla della cerimonia del tè, sempre in modo scherzoso, ma all'inizio la "protagonista fa un inchino da seduta, quindi anche questo torna utile ;)



Sorejaa, boku wa kore de shitsurei shimasu

:onion51
~CORSO DI GIAPPONESE~
INDICE e FAQ, DOMANDE e LIBRI CONSIGLIATI
:!: Fate tutte le domande che volete, ma SOLO SUL FORUM, NON PER MP (il link spiega perché) :!:
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Re: LA CULTURA GIAPPONESE E LA LINGUA

Messaggiodi Naru-chan il dom 19 apr 2009, 9:27 pm

Cosa fare e cosa NON fare - Un pò di buone maniere alla Giapponese :-D

Nelle relazioni ..
Baciarsi in pubblico non è una cosa usuale, anzi, meglio evitarle certe cose, anche se solo sulla guancia !! ;)
Non masticare gomme davanti a qualcuno, ma è consentito fumare
Anche abbracciare qualcuno è considerato poco educato, così come ogni altro contatto fisico; per esempio, non ci si stringe mai la mano, ma ci si inchina come ha spiegato nii-nii sopra
Quando si entra in casa di qualcuno, bisogna togliersi le scarpe e indossare delle apposite pantofole come spiegato QUI :-D
Poi una cosa forse per noi alquanto insolita: è considerato poco educato guardare nella cucina in casa d'altri
E' cattiva abitudine soffiarsi il naso in pubblico e anche a tavola
In ascensore ci si mette uno dietro l'altro
Nel caso regaliate dei fiori a qualcuno, ragalatene più di uno perchè uno solo è quello che viene donato al defunto...

A tavola ..
Nei ristoranti, i camerieri per accogliere i clienti li salutano con la tipica espressione "Irasshaimase!" ( いらっしゃいませ significa "Benvenuti!" ); i camerieri si dimostrano sempre gentili verso i clienti, che a loro volta quando lasciano il locale possono dire educatamente "Gochisousama deshita" ( ごちそうさま でした ), ovvero "E' stato tutto buono", e quindi "Grazie per il cibo". NON si usa dare alcuna mancia.
Molti ristoranti sono in stile Occidentale, ma molti sono anche quelli tradizionale con i tavolini bassi ( o ci sono anche ristoranti che offrono entrambe le opzioni ); in questo caso, bisogna togliersi le scarpe all'ingresso e mangiare seduti su dei cuscini sul pavimento ( i cuscini poggiati sui tappeti tatami si chiamano "zabuton" ) :-D
NON è cattiva abitudine fare qualche rumore mentre si mangia ( per esempio delle zuppe )
Spesso vengono date ai clienti delle salviette dette Oshibori, per pulirsi le mani prima di mangiare.
Gli Hashi sono le bacchette usate per mangiare; quando si tratta di pasti "occidentali", tipo una fetta di carne, puoi tranquillamente usare forchetta e coltello [come si vede in KEKKON DEKINAI OTOKO, il protagonista mangia spesso carne alla brace e usa un normalissimo coltello]. Gli Hashi non vanno usati per indicare qualcuno, oppure non si gesticola tenendole in mano; non si lasciano sl piatto dopo aver finito di mangiare, ma si usano degli appositi "poggia hashi" chiamati Hashioki; con le bacchette non si infilza il cibo nè si lasciano in posizione verticale, perchè ricorda l'incenso sulle tombe; non si passa il cibo da hashi a hashi, e per tagliare un pezzo di cibo in due parti si maneggiano i bastoncini sempre con la stessa mano, esercitando una pressione sui nostri hashi mentre si divaricano l'uno dall'altro. Gli hashi non si usano con entrambe le mani.
E' cattiva educazione servirsi da bere da sè; in genere è il padrone di casa che versa da bere e poi l'ospite ricambierà subito il gesto. Ma è considerato meleducato bere il sakè con la mano sinistra !! Non iniziate a bere fino a quando ognuno è stato servito e i bicchieri sono pronti per il brindisi [ricordate che si dirà "KAMPAI" e non "Cin Cin"]. Se vogliono versarvi da bere ma non ne volete più, basta dire "Kekkkou desu" ( cioè "basta così grazie", "va bene così, grazie" ).

Ai bagni termali ..
Spogliatevi e ponete tutti i vostri indumenti nel cesto; i bagni si fanno nudi ed è in genere concesso solo un asciugamano per proteggere la propria privacy fuori dall'acqua. Una volta entrati l'asciugamano va appoggiato fuori dalla vasca vicino a sè.
Prima di entrare nella vasca sciacquatevi con l'acqua della ciotola fornita ( se usate del sapone, assicuratemvi che non entri nell'acqua del bagno ), e una volta finito non sciacquatevi perchè i minerali delle terme devono essere assorbiti dal corpo.

I biglietti da visita ..
Lo scambio del biglietto da visita è una regola di Bon-Ton, un cerimoniale, un rituale importantissimo dell'etichetta giapponese sia in ambito lavorativo che privato .. non è solo per farsi pubblicità come da noi. Ovviamente come sempre, tutto deve avvenire secondo determinati passaggi non casuali: il biglietto deve essere assolutamente e accuratamente letto davanti alla persona che ce lo ha consegnato, mostrando interesse nel caso sia stato consegnato in ambito lavorativo, per esempio anche facendo domande per essere sicuri di come si leggono i Kanji del nome .. Nel caso in cui non rispettaste queste regole, questi gesti sarebbero interpretati come una mancanza di rispetto verso chi ve lo ha dato.
Durante una riunione spesso vengono scambiati questi biglietti; durante le riunioni non bisogna alzarsi fino a che non lo ha fatto il nostro superiore, generalmente seduto a capotavola. Se vengono servite delle bevande, non bevete fino a che non lo ha fatto il vostro capo.
Naru-chan
 
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Re: LA CULTURA GIAPPONESE E LA LINGUA

Messaggiodi Annuccia il lun 04 mag 2009, 11:27 pm

GOLDEN WEEK (GORUDEN UIKU)

Goruden Uiku ゴールデンウィーク (in Italiano “Settimana Dorata” o in inglese “Golden Week” dal quale deriva lo stesso nome giapponese) veniva anticamente chiamata anche Ogata Renkyu 大型連休 o Ogon Shukan 黄金週間 ed è un’espressione giapponese che definisce un periodo particolare in cui cadono 4 giornate di festa importanti:

- 29 aprile: Midori no Hi (fino al 2006 poi spostata al 4 maggio) e Showa Day (dal 2007 ad oggi).
- 3 maggio: Kenpo Kinenbi (Festa della Costituzione)
- 4 maggio: Midori no hi (festeggiata il 29 aprile fino al 2006) e Kokumin no kyūjitsu (Festa del popolo)
- 5 maggio: Kodomo no Hi (Festa dei bambini) chiamata anche Tango no Sekku (Festa dei ragazzi)

Le leggi sulle feste nazionali promulgate dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1948, enunciavano 9 festività.
Poichè molte di queste si concentravano in un’unica settimana, tra la fine di aprile e i primi di maggio e, poichè proprio in questo periodo si registravano picchi di vendite molto alte in molti settori e l’economia era particolamente in crescita, si decise di definire questa settimana come una “settimana fortunata“, Settimana d’Oro appunto!

Essendo il periodo di ferie più lungo dell’anno per molti giapponesi, i lavoratori si prendono le ferie e approfittano di questo periodo per rilassarsi e dedicarsi a sè stessi e alla propria famiglia.
Per i nipponici questo diventa il periodo ideale per i viaggi: voli, treni e alberghi sono al completo e le mete turistiche di viaggio sono moltissime, dall’Europa all’America.

Midori no Hi/Showa Day

Inizialmente questa festa veniva chiamata solo Midori no Hi みどりの日 (festa del verde) ed è nata nell’era Showa per celebrare il compleanno dell’imperatore Hirohito. Dalla morte dell’imperatore però, nel 1989, il successore al trono e attuale imperatore Akihito, trasformò questa festa da “Compleanno dell’imperatore” a “Festa del Verde“.
Il “Green Day” è’ un giorno molto simile al Earth Day, giorno dedicato alla natura e alla Terra, giorno in cui si ammirano i meravigliosi doni di Madre Natura e le si esprime la propria gratitudine.
Rimane comunque un giorno dedicato all’imperatore Showa, perchè anche se non si festeggia più il suo compleanno nè si menziona il suo nome si ricorda comunque la sua particolare predilezione e amore per il verde e la natura.

Dal 2007 questa festa è stata spostata al 4 maggio trasformando il 29 aprile soltanto in Showa Day. In realtà è stata spostata solo per fare ponte e continuare la Golden Week fino al 5 di maggio, giorno in cui si celebrano i bambini.
Nonostante ciò questo giorno rimane comunque un giorno in cui si ricorda Hirohito e il suo regno durato circa 62 anni e rimasto un importante esempio per la nuova costituzione del Paese.

Kenpo Kinenbi

Il Kenpo Kinenbi è la celebrazione della Costituzione del Giappone entrata in vigore dal 1946 dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
La costituzione stabilì da allora un sistema parlamentare.
Formalmente il capo dello stato è l’imperatore ma oggi esercita un ruolo puramente cerimoniale e non possiede più la piena sovranità e non esercità più pieni poteri.
La costituzione giapponese è famosa per la sua rinuncia alla guerra e a questo scopo non saranno mai mantenute forze di terra, mare o aria o qualsiasi altra forza potenzialmente militare.
In questo giorno si ricorda la nascita di questa costituzione, preparata durante l’occupazione degli Alleati: è una costituzione severa e molto rigida, rispettata e fatta rispettare; non sono mai stati apportati emendamenti dal giorno della sua adozione.

Kokumin no kyūjitsu

Da aggiungere alla “Festa del Verde c’è inoltre il “Kokumin no kyūjitsu” che non sarebbe altro che la “festa del popolo“.

Per fare ponte, continuare e allungare la Settimana Dorata almeno fino al Kodomo no Hi, si è deciso oltre che a festeggiare il verde e la natura di attribuire a questo giorno i connotati di relax e riposo.
Ogni cittadino ne approfitta per dedicare il proprio tempo alla tranquillità della propria casa, a sè stesso e alla propria famiglia.

Curiosità

Da notare come il Kokumin no kyūjitsu ovvero “Festa del popolo” in realtà somigli un pò al nostro “primo maggio”.
Anche in Giappone esiste il Primo Maggio nota anche come “Festa dei Lavoratori” e viene chiamata “Rodosai” ma non è festa nazionale ma poichè è vicina alla Settimana Dorata in molte aziende viene garantito come giorno di ferie.

Un’altra curiosità: quando in Giappone una festività pubblica cade di domenica, il giorno successivo che non sia già giorno di vacanza, diventa tale per quell’anno in modo che nessuno perda il proprio giorno di vacanza a causa della domenica.

Auguro una Settimana Dorata a tutti ;)

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Re: LA CULTURA GIAPPONESE E LA LINGUA

Messaggiodi Annuccia il mar 07 lug 2009, 12:49 pm

TANABATA MATSURI: FESTA DELLE STELLE INNAMORATE

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E’ sempre bello poter parlare e raccontare di storie d’amore, di poesia e di cieli stellati.

E’ la volta di una leggenda giapponese famosissima che molti amano perchè sa di passione e romanticismo.

Il 7 luglio per il Giappone è il ricordo di una leggenda che racconta di un amore eterno: in questo giorno si festeggia il Tanabata Matsuri o Festa delle Stelle Innamorate.

L’origine di questa festa viene dal cielo stellato e risale ad almeno 2000 anni fa.
Racconta così:
Anticamente sulle sponde del Fiume Celeste (Via Lattea) viveva il sovrano di tutti gli dei e imperatore del Cielo, Tentei, la cui figlia Orihime (per noi Vega) passava le giornate a tessere e cucire stoffe e vestiti regali per le divinità.

Lavorava di giorno e di notte e senza avere mai un attimo di sosta maneggiava con rapidità e destrezza il suo fuso e realizzava abiti sempre più belli e splendidi per poter vestire tutte le divinità.
Lavorava talmente tanto che non aveva neppure il tempo di pensare a sè stessa e ai propri interessi.
Giunta all’età adulta però, il padre mosso da pietà, giacchè alla figlia non era mai stato concesso altro che lavorare il fuso, le scelse un marito: era un giovane mandriano, di nome Hikoboshi (per noi Altair) la cui attività consisteva nel far pascolare buoi e fare attraversare loro le sponde del Fiume Celeste.
Era un grande lavoratore e anche lui non pensava ad altro che a svolgere il suo lavoro.

Essendo matrimonio combinato, i due finirono per conoscersi solo il giorno delle nozze; poco male però perchè non appena i due si conobbero finirono per innamorarsi follemente l’uno dell’altro.
Furono talmente presi dal profondo sentimento che provavano l’un per l’altro che dimenticarono completamente i loro doveri, il loro lavoro e gli altri Dei.
La loro unica ragione di vita sembrava essere diventata l’amore e la passione.

Così la mandria di buoi finì per essere abbandonata a sè stessa e agli dei cominciarono a mancare gli abiti fino ad ora confezionati da Orihime.

A questo punto il sovrano degli dei non potè trattenere la rabbia e punì i due severamente: i due sposini che fino a quel momento erano diventati inseparabili, avrebbero dovuto vivere le loro vite separatamente.
Per evitare che i due avrebbero potuto incontrarsi, rischiando così di abbandonare nuovamente i loro doveri, l’Imperatore del Cielo creò due sponde separate dal fiume Ama no Gawa (Via Lattea) e rendendolo anche impetuoso e privo di ponti fece si che i due non potessero mai più incontrarsi.

Il risultato non fu però quello sperato: il pastore sognando e pensando sempre alla sua innamorata non accudiva ugualmente le bestie e neppure la dolce fanciulla, pensando continuamente al suo amore cuciva più i vestiti agli dei.
Il sovrano allora, disperato e mosso da pietà e commozione, con il consenso anche degli altri dei altrettanto commossi, emise tale sentenza: “Se deciderete di ritornare ad occuparvi delle vostre attività come un tempo rispettando i vostri doveri, rimarrete divisi dalle sponde del Fiume Celeste per un anno intero però, vi sarà consentito di potervi incontrare una volta soltanto nella notte del settimo giorno del settimo mese dell’anno.”

A queste parole, i due giovani innamorati, pensando all’idea di potersi incontrare di nuovo ripresero di buona lena a lavorare sodo con la speranza di potersi presto riabbracciare.
Da quel momento in poi infatti, dopo un anno di lavoro e fatica i due ogni 7 luglio attraversano il Fiume Celeste e nel cielo stellato si incontrano.


Grazie a questa leggenda ogni anno molti giapponesi alzano gli occhi al cielo nella speranza di poter vedere Altair e Vega abbracciarsi ancora una volta.

Origini del Tanabata

Le versioni di questa leggenda sono molte e molte sono legate e intrecciate all’astronomia, al calendario lunare e a origini e tradizioni antiche di queste popolazioni orientali.
Addirittura si pensa fosse una leggenda che prende le sue origini da una storia similissima ambientata nell’antica Cina nei pressi del fiume Hanshui, dove abitava una fanciulla, abilissima tessitrice, orgoglio del padre, sovrano della regione.
In età da marito anche lei venne data in moglie a un giovane pastore e, come la leggenda delle due stelle, anche questi due giovani abbandonarono le loro attività lavorative perchè travolti dalla passione e sempre in ugual modo vennero crudelmente separati.

In seguito a questa leggenda “terrestre”, la storia venne trasposta in uno scenario celeste dando vita così al mito che tutti conosciamo del Tanabata Matsuri.
Il perchè si decise di trasferire il tutto in uno scenario celeste è probabilmente dovuto al fatto che i cinesi erano e sono un popolo di studiosi del cielo e di fenomeni celesti.

Curiosità


La fanciulla tessitrice viene identificata con Vega perchè secondo i popoli orientali Vega, appartenente per noi alla costellazione della Lira, è, secondo gli orientali appartenente alla costellazione della Tessitrice.

Allo stesso modo il giovane mandriano viene identificato con Altair della costellazione dell’Aquila, perchè per gli orientali la costellazione di Altair equivale a quella del Mandriano.

La scelta del settimo giorno del settimo mese dell’anno, oltre ad avere una valenza sacra in quanto è un ripetersi del numero 7, dipende dal fatto che, secondo gli studiosi, è questo il periodo di massima luminosità delle stelle e soprattutto nei primi giorni del mese di luglio si nota anche una grande vicinanza tra Altair e Vega rispetto a tutti gli altri giorni.

In questa occasione, l’usanza dei popoli orientali è quella di rivolgere preghiere ai due astri: soprattutto i giovani chiedono protezione per i loro sentimenti e aiuto per poter migliorare le loro abilità e lo studio.

Poesie

I legami di questa festività con la poesia sono ovviamente forti.

La letteratura ha dedicato a questo giorno poesie veramente significative:

“Il sentimento d’amore tra i due amanti
che, nello spazio interminabile
di un intero anno,
possono abbracciarsi
soltanto in questa settima notte,
non viene meno,
anzi la notte agognata svanisce in un baleno”


Oppure

” Gli abiti autunnali
tessuti su innumerevoli telai
dalla Tessitrice celeste
possono forse essere indossati da altri
se non dal suo amato Pastore?”


Il Tanabata oggi

Il Tanabata oggi ha assunto molti significati magici e come famosa festa popolare è caratterizzata da vistose e colorate decorazioni, foglietti di carta con preghiere e desideri appesi ai rami degli alberi, sfilate, parate per l’occasione e cibi tipici.

Le decorazioni tipiche sono sette come sette è il mese e il giorno della festa, e ognuno ha la sua valenza simbolica:

1. Kamigoromo: sono gli abiti di carta usati nelle sfilate e nelle parate
2. Senbazuru: file di origami (soprattutto gru)
3. Tanzaku: strisce di carta dove scrivere poesie e desideri da appendere sugli alberi
4. Toami: reti come quelle da pesca per varie decorazioni
5. Kazukago: cestini per la carta e bigliettini
6. Fukinagashi: strisce colorati penzolanti da ogni parte
7. Kinchaku: borsettine

In questo giorno di festa tutti hanno l’opportunità di sfoggiare il proprio Yukata (kimono usato per l’occasione) e si partecipa alle danze, balli e festeggiamenti di ogni tipo con giochi e bancarelle.
E alla fine di tutto, come spesso si vede negli anime, arrivano i giochi d’artificio a rendere ancora più magica la serata.

Auguri Altair! Auguri Vega!

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Re: LA CULTURA GIAPPONESE E LA LINGUA

Messaggiodi Annuccia il lun 21 set 2009, 9:49 am

KEIRO NO HI

Una delle Feste del calendario nipponico di questo mese è il Keiro No Hi, ossia Festa degli Anziani (敬老の日,).

Il Keiro no Hi è una festa giapponese che celebra ogni anno tutti i cittadini più anziani. E' stata introdotta nel calendario giapponese nel 1951 ma designata ufficialmente su scala nazionale solo nel 1966, di conseguenza non sono associate a questo evento particolari tradizioni e origini secolari.

La sua origine effettiva è da ricercarsi nel 1947 quando Nomatanimura, ora chiamato Yachiyocho, designò il 15 Settembre come giorno dedicato al Toshoyori no Hi o per altri chiamato Old Folks's Day.
Da allora questo venne considerato fino al 1966, anno in cui venne ufficializzata, una festa popolare nazionale che dava a tutti l'opportunità di onorare e festeggiare i cittadini più anziani.

Poi dal 2003 il Keiro No Hi venne spostato al terzo lunedi del mese.

Il perchè di questa festa?
I cambiamenti che sono stati fatti in Giappone dopo la Guerra consigliavano al popolo giapponese di formalizzare un momento che fosse dedicato agli anziani, alla celebrazione della longevità, della salute e della preghiera.

Sino ad oggi questa festa è stata effettivamente solo questo: ringraziamento, ossequi e preghiere per gli anziani; solo di recente sono stati introdotti anche simpatici regalini e disegnini di bambini per i propri nonni o magari ufficiali riconoscimenti del governo a particolari anziani centenari.

Da ricordare inoltre che il Giappone è il Paese più longevo al mondo e conta oltre i 30.000 centenari!!

Che dire se non... Lunga Vita al Giappone! ;)

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Re: LA CULTURA GIAPPONESE E LA LINGUA

Messaggiodi Annuccia il sab 07 nov 2009, 1:31 pm

Taiiku No Hi - Festa dello Sport

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Una particolare ricorrenza si festeggia annualmente il secondo lunedì di Ottobre ed è il Taiiku no Hi (体育の日), cioè Giorno della Salute e dello Sport o semplicemente Festa dello Sport (Sport Day).

Nata come festa nazionale dedita a ricordare l'apertura dei Giochi Olimpici di Tokyo del 1964, esiste oggi per promuovere lo sport e uno stile di vita attivo e salutare.

Origini del Taiiku No Hi

Il 10 ottobre 1964, si aprivano le Olimpiadi di Tokyo, la prima Olimpiade disputata in territorio orientale. La capitale giapponese all'epoca vinse contro la concorrenza americana, austriaca e belga e si aggiudicò l'onore di ospitare questo grande e prestigioso evento che sono le Olimpiadi.
A 19 anni dalla guerra, da quel terribile disastro, Yoshinori Sakai, un ragazzo nato proprio nel giorno in cui Hiroshima fu rasa al suolo, per la prima volta accese la fiamma dei Giochi dimostrando al mondo che il Giappone si stava risollevando e che stava rinascendo da quella terribile esperienza del '45.

Bandiere che anni prima erano state schierate una contro l'altra in campi di battaglia ora erano innalzate una accanto all'altra in segno di pace e in nome dello sport!
Più di 5000 atleti gareggiarono in quell'evento, 93 Paesi uniti insieme per gioire e mettere sportivamente alla prova le proprie abilità.
Con i loro modi gentili e la loro efficientissima organizzazione i giapponesi si lasciarono alle spalle il passato cancellando ogni brutto ricordo e mostrarono al mondo di essersi risollevati e di sapersi rimettere ancora una volta in gioco.

Oggi dopo più di 40 anni, il secondo lunedì di ottobre che più o meno coincide con il giorno di apertura delle Olimpiadi di Tokyo del '64 si festeggia il Taiiku no hi (Giornata dello Sport) per ricordare ancora quell'evento che fu per il Giappone sinonimo di grande cambiamento e svolta.
In quest'occasione si ricorda l'importanza di essere sportivi sempre non solo in una gara ma anche nella vita godendo delle vittorie e accettando sportivamente le sconfitte. Si ricorda che dopo una sconfitta ci si può rialzare e... anche più forti di prima! E questo il Giappone ce lo ha dimostrato!

Il Taiiku No Hi oggi

Il primo Taiiku no Hi festeggiato in Giappone è stato il 10 Ottobre 1966, due anni dopo l'apertura dei Giochi Olimpici del '64.
Proprio perchè questo è il giorno dedicato allo sport e alla salute della mente e del fisico, molte scuole (e non solo) scelgono di festeggiare la Festa dello Sport organizzando gare e eventi sportivi che variano dall'atletica leggera, alla corsa, ai 100 o più metri, salto in lungo, corse con il sacco, lancio della palla, corse ad ostacolo, staffette, corse a tre piedi e tantissimo altro ancora.

Il Festival comincia di solito alle 8.30 con una parata introduttiva che presenta tutte le squadre che partecipano alle gare: quindi se si è in una scuola si partecipa per classi, altrimenti a confrontarsi saranno interi quartieri, scuole intere o zone di città.

Una marcia musicale apre i giochi e mentre si suona l'Inno Giapponese, viene innalzata in alto la bandiera del Sol Levante e dopo qualche discorso da parte degli ufficiali locali che danno il benvenuto, si da finalmente il via ai Giochi.

Ogni evento ha premi per i vincitori: di solito si tratta di utensili per la casa come scatole, detersivi, sapone o altri accessori.

Verso mezzogiorno, gli eventi si fermano per la pausa pranzo; solitamente il pranzo è una scatola chiamato Bento con all'interno polpettine di riso, verdura, frutta, insalate, sushi, onigiri e qualsiasi altro piatto tipico giapponese.

Dopo la pausa pranzo si riprendono le gare e come accade nei Giochi Olimpici ci si appresta alle ultime imprese sportive della giornata che porteranno poi alla fine della Cerimonia dove verranno effettuati discorsi di ringraziamento e l'assegnazione dei premi alle squadre che hanno ottenuto nel corso delle gare della giornata più punti.

Buona Festa dello Sport a tutti!

Fonte: articolo tratto dal sito http://www.sakuramagazine.com
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Re: LA CULTURA GIAPPONESE E LA LINGUA

Messaggiodi Annuccia il dom 06 dic 2009, 8:50 pm

Taiiku No Hi - Festa dello Sport

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Una particolare ricorrenza si festeggia annualmente il secondo lunedì di Ottobre ed è il Taiiku no Hi (体育の日), cioè Giorno della Salute e dello Sport o semplicemente Festa dello Sport (Sport Day).

Nata come festa nazionale dedita a ricordare l'apertura dei Giochi Olimpici di Tokyo del 1964, esiste oggi per promuovere lo sport e uno stile di vita attivo e salutare.

Origini del Taiiku No Hi

Il 10 ottobre 1964, si aprivano le Olimpiadi di Tokyo, la prima Olimpiade disputata in territorio orientale. La capitale giapponese all'epoca vinse contro la concorrenza americana, austriaca e belga e si aggiudicò l'onore di ospitare questo grande e prestigioso evento che sono le Olimpiadi.
A 19 anni dalla guerra, da quel terribile disastro, Yoshinori Sakai, un ragazzo nato proprio nel giorno in cui Hiroshima fu rasa al suolo, per la prima volta accese la fiamma dei Giochi dimostrando al mondo che il Giappone si stava risollevando e che stava rinascendo da quella terribile esperienza del '45.

Bandiere che anni prima erano state schierate una contro l'altra in campi di battaglia ora erano innalzate una accanto all'altra in segno di pace e in nome dello sport!
Più di 5000 atleti gareggiarono in quell'evento, 93 Paesi uniti insieme per gioire e mettere sportivamente alla prova le proprie abilità.
Con i loro modi gentili e la loro efficientissima organizzazione i giapponesi si lasciarono alle spalle il passato cancellando ogni brutto ricordo e mostrarono al mondo di essersi risollevati e di sapersi rimettere ancora una volta in gioco.

Oggi dopo più di 40 anni, il secondo lunedì di ottobre che più o meno coincide con il giorno di apertura delle Olimpiadi di Tokyo del '64 si festeggia il Taiiku no hi (Giornata dello Sport) per ricordare ancora quell'evento che fu per il Giappone sinonimo di grande cambiamento e svolta.
In quest'occasione si ricorda l'importanza di essere sportivi sempre non solo in una gara ma anche nella vita godendo delle vittorie e accettando sportivamente le sconfitte. Si ricorda che dopo una sconfitta ci si può rialzare e... anche più forti di prima! E questo il Giappone ce lo ha dimostrato!

Il Taiiku No Hi oggi

Il primo Taiiku no Hi festeggiato in Giappone è stato il 10 Ottobre 1966, due anni dopo l'apertura dei Giochi Olimpici del '64.
Proprio perchè questo è il giorno dedicato allo sport e alla salute della mente e del fisico, molte scuole (e non solo) scelgono di festeggiare la Festa dello Sport organizzando gare e eventi sportivi che variano dall'atletica leggera, alla corsa, ai 100 o più metri, salto in lungo, corse con il sacco, lancio della palla, corse ad ostacolo, staffette, corse a tre piedi e tantissimo altro ancora.

Il Festival comincia di solito alle 8.30 con una parata introduttiva che presenta tutte le squadre che partecipano alle gare: quindi se si è in una scuola si partecipa per classi, altrimenti a confrontarsi saranno interi quartieri, scuole intere o zone di città.

Una marcia musicale apre i giochi e mentre si suona l'Inno Giapponese, viene innalzata in alto la bandiera del Sol Levante e dopo qualche discorso da parte degli ufficiali locali che danno il benvenuto, si da finalmente il via ai Giochi.

Ogni evento ha premi per i vincitori: di solito si tratta di utensili per la casa come scatole, detersivi, sapone o altri accessori.

Verso mezzogiorno, gli eventi si fermano per la pausa pranzo; solitamente il pranzo è una scatola chiamato Bento con all'interno polpettine di riso, verdura, frutta, insalate, sushi, onigiri e qualsiasi altro piatto tipico giapponese.

Dopo la pausa pranzo si riprendono le gare e come accade nei Giochi Olimpici ci si appresta alle ultime imprese sportive della giornata che porteranno poi alla fine della Cerimonia dove verranno effettuati discorsi di ringraziamento e l'assegnazione dei premi alle squadre che hanno ottenuto nel corso delle gare della giornata più punti.

Buona Festa dello Sport a tutti!

Fonte: http://www.sakuramagazine.com
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