Sedersi? Inchinarsi? Facile a dirsi...
perché in Giappone c'è un modo giusto di fare qualsiasi cosa e ogni altro modo, non solo è sbagliato, è anche molto, molto scortese!
Sicuramente chiunque arrivi qui, se non chiunque in generale, sa che i Giapponesi si inchinano per salutarsi, per dimostrare rispetto, per chiedere un favore. Insomma, l'inchino è una pratica che fa parte della vita di tutti i giorni.
Molti ancora sapranno che in una casa tradizionale giapponese, la sedie "scarseggiano" e che i Giapponese hanno un preciso modo di sedersi, cui anche le nuove generazioni non sono abituate (i corrotti costumi occidentali...

).
Cominciamo dall'inchino, però.
L'inchino a scuola
Una cosa che mi premeva affrontare immediatamente è l'inchino a scuola... dovreste averlo visto in qualche anime.
Per me non è troppo strano, alzasi in piedi all'entrata di un professore e salutare, ma credo che sia una tradizione che va sparendo... sicuramente non esiste in America, perché ho trovato varie volte spiegata questa "usanza" che io definirei una "dovuta cortesia" verso un'insegnante, che però pare vada sparendo.
Quando un sensei entra in un'aula ci sarà il capoclasse,
委員長 (iinchou), che rivolgendosi ai compagni darà alcuni ordini (detti
号令 , "gourei") che la classe deve eseguire "all'unisono":
- 起立! (kiritsu) = In piedi!
- 礼! (rei) = Saluto!/Inchino!
- 着席! (chakuseki) = Seduti!
Le pronunce (NON il romaji!) trascritte scrivendo i suoni come fossero parole italiane sono:
chiriz, ree, ciak-sechi.
I kanji sono interessanti...
- 起 è il kanji di 起きる "okiru", cioè "alzarsi", mentre 立 è il kanji di 立つ "tatsu", stare in piedi.
- 礼 è una parola a sé che indica l'educazione, la cortesia, l'inchinarsi, il salutare... La ritroviamo p.e. in parole come 失礼 "shitsurei", cioè "scortesia", (di cui ho già parlato spesso), e di 無礼 "burei", che significa "maleducazione".
- 着席 , chakuseki, infine, è composto dai kanji di 着く letto "tsuku", ovvero "tornare", e 席 , "seki", cioè "posto a sedere".

Un'altra cosa interessante è che questo è
quasi ovunque il cerimoniale, ma a seconda della zona possiamo trovare un quarto ordine, che viene prima dell'inchino.
Si tratta di
「注目!」Quest'ordine serve a richiamare l'attenzione degli studenti che dovranno trovarsi tutti rivolti verso l'insegnante, perché l'inchino successivo venga eseguito in modo composto e soprattutto all'unisono.
Ecco come descrive i vari passaggi uno che a scuola li doveva eseguire:
- 起立・・・席を立つ (seki wo tatsu) = alzarsi in piedi dal proprio posto a sedere
- 注目・・・先生をちゃんと見る (sensei wo chanto miru) = rivolgersi verso l'insegnante in modo appropriato
- 礼・・・お辞儀 (ojigi) = inchino
- 着席・・・席に座る (seki ni suwaru) = sedersi al proprio posto
Comunque, lo stesso autore di questo post sa bene che i più troverebbero strana questa sequenza, ma che è comune nella zona dov'è cresciuto: 群馬県
Ora la domanda è:
è importante?Sì, per capire i Giapponesi un po' di più e perché per loro è importante...
Ho trovato un testo sulla procedura da seguire per la cerimonia d'inizio anno di una scuola media (se non ricordo male)... questo è l'estratto che ho salvato:
...
2. 座り方について
椅子に深く腰を下ろし、背筋を伸ばして、頭を動かしたり体を動かしたりしない。
足を組んだり、腕を組んだりせずに、式の間は式に集中をする。
3. 礼について
礼の合図と同時に腰から深々と礼をし、口に出さずに「1・2・3」と数え、「3」 と同時に頭を上げる。
4. 呼名の際の返事指導について
名前を呼ばれたら大きな声で「はい」と返事をし、そのまま動かない。クラス全員の 呼名が終わったら、担任の「着席」の合図でクラス全員がそろって着席をする。
◆ 返事の練習をさせて下さい。
...
Non ve lo traduco per intero, può servirvi casomai come esercizio, comunque quel che volevo farvi notare è questo:
a parte richieste come non muoversi sull sedia, tenere la schiena dritta, non muovere la testa, forse eccessive, ma comprensibili, si richiede cose come far durare l'inchino un tempo fisso di 3 secondi, e, per quando si dovrà rispondere "HAI!" (Sì!) all'appello fatto, di
esercitarsi a casa a rispondere ad alta voce.
Insomma, a certe cose ci si tiene molto in Giappone, meglio tenerlo presente ^^;;
INCHINARSI
Ok, lasciamo i banchi di scuola e passiamo alla seconda parte...

L'inchinarsi, l'inchino
お辞儀 ,
ojigi, è qualcosa di profondamente radicato nella cultura giapponese. Ci si inchina per salutarsi quando ci si incontra o si va via, ci si inchina in segno di rispetto, per chiedere un favore o per scusarsi.
Curiosamente non fa parte della "tradizione religiosa"... i musulmani pregando si prostrano, i cattolici si inginocchiano, e forse avrete visto in tv ebrei che salmodiando si inchinano di fronte al muro del pianto.
I Giapponesi che ogni giorno si inchinano forse decine o centinaia di volte, restano in piedi per pregare, chinando appena il capo ad occhi chiusi. Niente inchino, però.
Vedrò di riaffrontare la cosa però, non voglio andare OT

Quel che conta sapere è che l'inchino è talmente radicato nella cultura giapponese che potebbe capitarvi di vedere in anime o drama, gente che si inchina anche se sta solo parlando al telefono! ^^;;
Possiamo indicare tre tipi di inchino a seconda di quanto profondamente viene eseguito:
- 会釈 , eshaku, un leggero inchino, quasi solo un cenno del capo. Va bene incontrando un conoscente per strada
- 敬礼 , keirei, un inchino più profondo e quindi più rispettoso. C'è un modo appropriato d'eseguirlo:
- unire i tacchi con punte dei piedi leggermente separate
- guardare innanzi a sè, come puntando un punto a circa 3 metri.
- inchinarsi a partire dalla vita (la schiena resta dritta, non va inarcata)
Un uomo terrà le braccia dritte lungo i fianchi (le mani con le dita distese), una donna invece le terrà sul davanti, le mani, una sopra l'altra, si toveranno poco sotto il pube, a dita distese. - 最敬礼 , saikeirei, un inchino estremamente profondo (dalla posizione in piedi può arrivare ai canonici 90°d'inclinazione!). Le mani sono puntate sulle ginocchia. Quest'inchino era originariamente riservato agli dei e all'imperatore.
SEDERSI
L'inchino può essere fatto anche da seduti, ma in tal caso è bene prima sapere
come sedersi correttamente.
La corretta posizione a sedere è detta
正座 ,
seiza, che guarda caso ha i kanji di
正しい , tadashii, "giusto" e
座る , suwaru, "sedersi".
Tale posizione è ormai troppo scomoda anche per molti giapponesi. Succede in molti anime di incontrare almeno un personaggio, costretto a sedersi in stile seiza, che, specie se giovane, non resiste nella suddetta posizione. Se resiste poi, al mommnto di andar via non riuscirà ad alzarsi in piedi per via del formicolìo alle gambe.
La seduta detta seiza, dicevo, implica una particolare postura:
- Ci si inginocchia su un cuscino, la schiena è dritta, le gambe sono unite e piegate
- Ci si siede sui talloni
- Appoggiando le mani a terra, vicino alle ginocchia, ci si bilancia e si distendono le punte dei piedi.
- A questo punto si tengono gli alluci uno sopra l'altro, mentre si distanziano i talloni
- Sui piedi in questa posizione si appoggia il sedere e si raddrizza la schiena
- Le mani vanno tenute in grembo o sulle cosce. Credo, e sottolineo credo, che il primo caso valga per le donne, il secondo per gli uomini.
Anche per la posizione seiza ci sono "i momenti opportuni"... p.e. in un tempio buddista (che stiate meditando o no

), in un dojo, quando andrete a chiedere la mano della vostra fidanzata giapponese

Questo video fa riferimento alla posizione seiza per il kendo

Dunque in genere le arti marziali sono quel che più frequentemente ci obbliga alla posizione seiza...
Ma ovviamente non è detto che sia così, p.e. questi ragazzi si trovano in un tempio (forse sono in gita?)...
come non è detto che a soffrirne siano solo i più giovani (a proposito... avete visto il bambino sulla destra nell'immagine più su? Poverino, non ne può più

).
Queste altre immagini dunque dimostrano come anche gli adulti spesso non siano proprio entusiasti della posizione seiza...
...e che a volte i problemi (magari anche di salute) sono tali che si cerca un "aiutino"...
L'inchino da seduti
Abbiamo ancora i 3 tipi di inchino: eshaku, keirei, saikeirei.
Il discorso è simile, la posizione delle mani anche in questo caso vari tra donne e uomini.
- Un uomo appoggerà le mani, dita aperte, poco più avanti e poco più sui lati, rispetto alle ginocchia. Non sto a farvi un disegno, ma diciamo che se le "o" sono le vostre ginocchia (viste "dall'alto") e gli asterischi sono il punto d'appoggio delle mani, lo schema è: *oo*
- Una donna metterà le mani, dita chiuse, una sull'altra a formare un triangolo con un angolo molto acuto. Le appoggerà davanti a sé una ventina di centimentri davanti alle proprie ginocchia.
L'inchino viene fatto sempre con la schiena dritta per quanto possibile, piegandosi a partire dalla vita di 15° (eshaku) o 45° (keirei).
Per il saikeirei ci si piega in avanti fino a toccare con la fronte il pavimento, per gli uomini, o fino a toccare le mani, per le donne.
Questa posizione è normalmente detta
土下座 , dogeza, la vedrete ben di rado ed è appropriata per una vera e propria supplica. I kanji di questo termine sono, nell'ordine, tsuchi (do), terra, shita (ge), basso e il già citato suwaru (za), sedersi).
Se fosse difficile ricordarlo, tenete presente che
下 è anche il kanji di
下さい , kudasai, quel che traduciamo con "per favore", mentre il "za" finale è lo stesso del famoso "goZAimasu" di "arigatou gozaimasu".


Presupponiamo che nessuno di voi, vi auguro, si troverà mai nella vita a dover fare dogeza e saikeirei, un paio di ultime avvertenze.
Se l'eshaku è poco più profondo d'un cenno del capo, il keirei va necessariamente fatto a partire dal busto e non piegando prima il collo, per non sembrare buffi.
Inoltre, "errore" che fanno anche certi giapponesi è inchinarsi più del dovuto: va fatto al momento e "nelle quantità" opportune, esagerare implica un mostrarsi servili (vd. l'inchino al telefono che forse non capirò mai).
Per finire vi lascerei con questi video ironici...
Il primo è sui vari tipi di inchino

In quest'altro si parla della cerimonia del tè, sempre in modo scherzoso, ma all'inizio la "protagonista fa un inchino da seduta, quindi anche questo torna utile

Sorejaa, boku wa kore de shitsurei shimasu
