PROVERBI, MODI DI DIRE, FRASI FATTE, CITAZIONI, AFORISMI...

Il Corso di Giapponese curato da nii-nii! ^_^
trovate alcuni mini-corsi nella sottosezione "Altre Lingue"! ^_^

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PROVERBI, MODI DI DIRE, FRASI FATTE, CITAZIONI, AFORISMI...

Messaggiodi nii-nii il ven 29 feb 2008, 3:28 am

Forse a qualcuno interesserà conoscere qualche frase particolare o modi di dire che spesso si trovano anche negli anime e che sono comunque molto usati in giapponese. Probabilmente inserirò anche le classiche frasi fatte (tipo sou desu ne, di cui vi ho già parlato altrove, kekkou desu, yukkuri douzo... espressioni che non sono modi di dire, ma sono particolari e/o usatissime nella vita quotidiana o in determinati contesti).
:vb37 Era parecchio che volevo fare un topic così... :vb80
Essendo entusiasta della partecipazione di oggi, lo apro ora che ho mezz'ora libera...

Metterò dei numeri per eventuali riferimenti futuri (non si sa mai), voi non badateci.
I colori del titolo identificheranno se si tratta di proverbi, frasi fatte, espressioni molto comuni... :look Ma che colori usare per ciascuno, ancora non l'ho pensato, aggiornerò la "legenda" man mano.
  • Blu per i proverbi (kotowaza)
  • Indaco per i "modi di dire"
  • Rosso per le espressioni tipiche e le frasi fatte (seiku). Molte espressioni d'uso quotidiano dal n°20 in poi.
  • Verde Yojijukugo - ovvero "parole/frasi (go) composte (juku) di quattro (yo) caratteri (ji). Sono abbastanza difficili, ma alcuni sono molto belli e a volte pure molto usati
  • Arancione per aforismi e citazioni



Soro soro hajimemashou ka ? (Allora incominciamo?)

1. Sei...no!
セーのー
Sei...nou!
Essenzialmente è un modo di esprimere una sorta di "pronto? via!", o "al mio tre! 1...2...3!"...
Note:
  • Ricordate che il raddoppio della "e" in romaji si scrive "ei", quello della "o", "ou", come in hiragana; in katakana invece tutti i raddoppi si indicano con un trattino che indica l'allungamento della vocale che precede.
  • Avete presente quelle situazioni in cui si deve fare qualcosa in coppia e in modo coordinato (sollevare qualcosa di pesante, dire qualcosa in contemporanea...), ecco viene usata in situazioni simili.
  • L'ho scritto in katakana perchè è spesso detto a voce molto alta...
  • Ve l'ho indicata per prima proprio perchè volevo cominciassimo all'unisono... :-D
    In effetti, però, anche se si è da soli, può essere usata, tipo "Ooh... issa!" quando solleviamo qualcosa.
  • Credo, e sottolineo credo, derivi dalla parola "seinou" ( 性能 , せいのう = abilità, efficienza)

2. HANA NI ARASHI
Visto che sotto il topic del J-Pop abbiamo parlato di Arashi, vediamo un'espressione che cade a proposito...
月に群雲、花に嵐。 in kana: つきにむらくも、はなにあらし。
Tsuki ni murakumo, hana ni arashi.
Nubi sulla luna, tempesta sui fiori.
Significa che dietro ogni momento positivo può celarsi un imprevisto spiacevole.
Note:
  • Spesso si dice solo "hana ni arashi".
  • Murakumo può esser pronunciato "muragumo" (si ha la sonorizzazione della "k").

3. HANA YORI DANGO
Abbiamo parlato di fiori = hana ...quindi... beh, visto anche che so bene che il 90% delle ragazze che leggono manga adorano Hana yori dango...
花より団子。 in kana: はなよりだんご。
Hana yori dango.
Dolci piuttosto che fiori.
Significa che si preferisce la praticità all'estetica.
  • Non sempre i dango sono dolci. Di base in effetti si tratta di polpette di farina di riso cotte al vapore, poi esistono molte varietà, la più "popolare" delle quali è probabilmente quella dolce degli An-dango o Anko, che è fatta con l'aggiunta di una pasta di fagioli rossi (azuki), addolcita.
  • Esistono varietà dolci, salate, piccanti (!) con ingredienti dolci e salati, con salsa di soia... forse farò un post se deciderò di parlare anche di qualche piatto tradizionale incontrato negli anime... per ora accontentatevi del link di wikipedia in italiano. :-D
  • Ho scritto semplicemente "dolci", perché in genere sono serviti col thé (a volte col sakè), come noi serviamo thé e biscotti.
  • La "versione" di questo proverbio, che dà il titolo al famoso anime/manga, è in effetti un gioco di parole. La parola dango non è scritta , ma 男子 , che in kana sarebbe letto: だんし , ovvero "danshi". Tuttavia, avrete capito, il secondo kanji, può essere letto sia "ko" (eventualmente sonorizzato in "go"), come accade in kodomo, bambino, sia "shi", come appunto accade in "danshi", ragazzi (solo maschi, perchè il primo kanji è quello di "otoko" e il secondo quello di bambino), ma anche in "joshi", ragazze, scritto 女子 , じょし dove il primo kanji è quello di "onna", donna.
    Insomma, è un gioco di parole grazie al quale se sentiamo pronunciare il titolo, pensiamo si tratti del proverbio, se lo leggiamo, ci rendiamo conto che in effetti significa "(preferire) ragazzi piuttosto che fiori".
    Ovviamente, siccome la corretta e naturale pronuncia sarebbe "hana yori danshi", in copertina viene indicato con del furigana la "pronuncia voluta" per quest'ultima parola. Eccovi il link all'immagine della copertina del primo volume.


Ma nella 2. s'è parlato anche di "luna"...
4. TSUKI TO SUPPON
月とすっぽんほど違う。 kana: つきとすっぽんほどちがう。
Tsuki to suppon hodo chigau.
Sono diversi quanto la luna e la trionice.
Ovvero: "Sono diversi come il giorno e la notte".
Note:
  • Spesso si dice semplicemente: "Tsuki to suppon da." cioè "Sono la luna e la trionice".
  • La trionice è un tipo di tartaruga abbastanza comune, i cui colori sono spenti (e bruttini)... in inglese è detta "tartaruga del fango".
  • "Suppon" (trionice), ha un suo kanji inutilmente complesso e fastidioso...

5. MI WO SUTETEKOSO UKABU SE MO ARU
身を捨ててこそ浮かぶ瀬もある。 kana: みをすててこそうかぶせもある。
Mi wo sutetekoso ukabu se mo aru.
Ci sono rapide che si superano proprio abbandonandosi alla corrente. Ovvero: La fortuna aiuta gli audaci.
Note:
  • "Ukabu" in effetti è "risalire in superficie" (quindi, metaforicamente, anche "venire in mente")... insomma, sarebbe più corretto "rapide in cui si sta a galla..."
  • Al posto di "proprio" ci verrebbe forse da dire "soltanto". Il termine per soltanto è "dake", ma in effetti "koso" è solo un rafforzativo, per cui si può tradurre come si vuole, l'importante è far capire che si sottolinea proprio quel punto... ovvero "l'avere il coraggio di abbandonarsi alla corrente, quando invece si vorrebbe disperatamente (e inutilmente) provare a nuotare".
Ultima modifica di nii-nii su mer 02 apr 2008, 8:34 pm, modificato 5 volte in totale.
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Messaggiodi nii-nii il lun 03 mar 2008, 8:42 pm

6. ISSEKI NICHOU

一石二鳥。
kana:いっせきにちょう。
Isseki, nichou.
Una pietra, due uccelli. (Prendere/uccidere due uccelli con una pietra)
Ovvero: Prendere due piccioni con una fava.
Note:
  • E' evidente che noi rispetto a jap e americani (dovrebbe provenire dal detto inglese) siamo più animalisti, visto che i piccioni li nutriamo invece che prenderli a sassate :roll:
  • Ho passato un brutto quarto d'ora per trovare la corretta lettura di questo proverbio, perché mi aspettavo fosse "hitotsu no ishi, futatsu no tori", tuttavia la frase così detta sarebbe stata: "一つの石二つの鳥". Insomma, mi mancavano dei kana... qui però i kanji sono letti con la pronuncia cinese e l'espressione si può dire che conta un po' come un'unica parola... o in alternativa si possono considerare -seki e -chou come classificatori numerali (cosa che in effetti è... ma non avendo mai accennato ai classificatori numerali, lasciamo stare).
  • (edit) Si tratta del primo yojijukugo che vediamo. Come dicevo nel primo post, un yojijukugo è una parola di quattro kanji che corrisponde ad una frase. Andrebbe letta tutta in una volta, ma in genere tenete presente che si può pure fare una pausa a metà... anche perché in genere il significato separa le due parti "naturalmente".
  • Mi verrebbe da dire che abbiamo qualcosa di simile in italiano... p.es.? "nessuna nuova, buona nuova". Non abbiamo kanji, ma concettualmente ci andiamo vicino. :-D

7. HAYAOKI WA SANMON NO TOKU

早起きは三文の徳。
kana:はやおきはさんもんのとく。
Hayaoki wa sanmon no toku.
Alzarsi presto è la virtù dell'economia.
Ovvero: Il mattino ha l'oro in bocca! :-D
Note:
  • Il primo kanji è quello di hayaku! = veloce, in fretta... Quante volte si sente nei manga quando lui e lei stanno facendo tardi a scuola...
  • Il secondo kanji ed il kana successivo si leggono "oki" che è la base del verbo "okiru"... anche qui, quante volte l'imouto va in camera del suo oniichan a svegliarlo gridandogli: "Okite kudasai!"... Ovvero "Svegliati per favore!"... se è un po' più "brusca", invece potrebbe gridare "Okiro!" ossia l'imperativo di okiru, che però è poco cortese per il "giapponese standard".

8. IWANU GA HANA

言わぬが花。
kana:いわぬがはな。
Iwanu ga hana.
Il "non dire" è il fiore.
Ovvero: Il silenzio è d'oro o, più semplicemente "Certe cose è meglio non dirle".
Note:
  • Il primo kanji che incontrate in questa frase è quello di "iu", "dire", ed è importantissimo...
  • Iwanu, parlo per esperienza più che per conoscenza, è un modo di dire iwanai... come a volte sentite dire wakaran invece di wakaranai (non capisco/non so)... in effetti dovrebbe essere scritto wakaranu (ma per altri verbi, se non altro ho trovato la terminazione con "n" finale, per esempio "ikan" invece di "ikanai". Che dire, suppongo sia parlato maschile o dialettale... Ah! Sentite anche dire spesso "suman!", giusto? E' lo stesso di "sumanai" e quindi lo stesso di "sumimasen"... ovvero è un modo per scusarsi... Ma i mille modi di chiedere scusa avranno sicuramente un loro post a parte.

Jaa ne!
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Messaggiodi nii-nii il sab 22 mar 2008, 3:07 pm

Tanto per restare in tema di fiori dopo hana ni arashi, hana yori dango e hana ga iwanu, eccovi i prossimi proverbi...

9. TAKANE NO HANA

高嶺の花。
kana:たかねのはな。
Takane no hana.
Il fiore di un alto picco.
Questa frase idiomatica significa che un qualcosa è un desiderio irrealizzabile, qualcosa che non si può ottenere.
Note:
  • Il secondo kanji non appartiene ai jouyou kanji (i 1945 dell'istruzione secondaria...). Potreste anche non trovarlo.
  • Una frase tipica, per così dire, segue la spiegazione della situazione. Es: "Gli piacerebbe fare ... . Takane no hana dakara naa". Come a dire "Gli piacerebbe... . E' il fiore di una alto picco, perciò... beh lo sai, no?"
  • Il prossimo detto assomiglia molto a questo.

Restando in tema di sogni irraggiungibili...

10. KUMO WO TSUKAMU YOU

雲を掴むよう
kana:くもをつかむよう
Kumo wo tsukamu you.
Come afferrare una nuvola.
Si starà dunque parlando di un sogno irrealizzabile.
Note:
  • In genere sarà seguito da qualcosa... "...you ni" se si usa l'espressione in senso avverbiale. "...you na" se la si usa come "aggettivo", per esempio "questa è una cosa come prendere una nuvola" si dirà: "Sonna kumo wo tsukamu you na koto (cosa)...".
  • Il prossimo detto assomiglia molto a questo.
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Messaggiodi nii-nii il sab 22 mar 2008, 6:06 pm

11. AME GA FUROU TO YARI GA FUROU TO

雨が降ろうと槍が降ろうと。
kana:あめがふろうとやりがふろうと。
Ame ga furou to yari ga furou to.
Sia che cadesse pioggia, sia che cadessero lance...
Ovvero: qualunque cosa accada...
Note:
  • Come variazione si trova una frase fatta che assomiglia poco ad un modo di dire, anzi, quasi quasi è assolutamente realistica... 雨が降ろうと風が吹こうと... , ovvero in romaji: "Ame ga furou to, kaze ga fukou to," kare wa...
    Cioè: "Sia che piovesse, sia che tirasse vento," lui...
  • La seconda versione sarà banale, ma come minimo è più moderna... :P
  • Il "to" come congiunzione, fa da "sia... sia...". Più spesso specifica che quanto detto è discorso diretto o indiretto. Si veda la prima nota del prossimo proverbio (il "to" sottolineato).
  • Può anche essere una congiunzione che specifica che la frase appena detta è una temporale/ipotetica con conseguenza immediata... P.e.: "Se/quando schiacci questo bottone, esplode tutto"... Rende l'idea? :-D

12. AME FUTTE JI KATAMARU

雨降って地固まる。
kana:あめふってぢかたまる。
Ame futte ji katamaru.
La pioggia, cadendo, rassoda il terreno.
Ovvero: Le avversità temprano il carattere.
Note:
  • Es. dell'uso del proverbio e del discorso indiretto: "Ame futte ji katamaru to iwaremasu you ni...", ovvero, "Come si suol dire, la pioggia cadendo stabilizza il terreno".
  • Se sia vero anche per i contadini non lo so... Ma le frane non capitano spesso perché piove molto e ci sono pochi alberi... e quindi il terreno frana perché reso instabile dalla pioggia? Lasciamo stare...

13. UMI SEN YAMA SEN

海千山千。
kana:うみせんやません。
Umi sen, yama sen.
Mille mari, mille montagne. (Vd. l'ultima nota!)
Ovvero: Indica una persona "in grado di cavarsela in ogni situazione", esperta, smaliziata, in gamba, una "vecchia volpe", diremmo magari noi...
Note:
  • E' un altra perla di saggezza in 4 kanji :lol: ovvero un yojijukugo.
  • Uno che ha visto 1000 mari e 1000 monti, è uno che ne ha viste/vissute di tutti i colori e se l'è sempre cavata, no?
  • Il detto in effetti deriva da un vecchio proverbio che parla di un serpente che dopo aver vissuto nell'oceano per mille anni e tra i monti per altri mille, divenne un dragone.
    Il numero mille (sen) quindi viene riferito agli anni (sai), non a mari e monti. E' molto ragionevole: spiega la pronuncia cinese di sen, la sua posizione nella frase e la pronuncia giapponese di mare (umi) e montagna (yama). "Ampliando" un po' il detto per renderlo più comprensibile, verrebbe scritto: Umi ni sensai, yama ni sensai... Mille anni in mare, mille anni tra i monti.

14. NEKO NI KOBAN

猫に小判。
kana:ねこにこばん。
Neko ni koban.
I koban al gatto.
Ovvero: Perle ai porci. Equivale a "dar qualcosa di valore" a chi quel qualcosa non se lo merita... o non sa farne buon uso.
Note:
  • Il termine "koban" indica un tipo di antica moneta giapponese, fatta in oro e di forma ovale. Negli anime ambientati nel periodo feudale la si vede spesso.
  • I giapponesi usano anche un detto identico al nostro: 豚に真珠 , buta ni shinju, ovvero "perle ai porci".
  • Gli inglesi dicono "Pearls before swine", cioè "perle di fronte ad un mascalzone". Curioso che i giapponesi abbiano un detto identico al nostro e gli inglesi invece no.
  • I cinesi dicono qualcosa di simile, con parole diverse: 对牛弹琴 , duì niú tán qín, letteralmente: "suonare musica per una mucca".
  • Gli spagnoli, infine, dicono: "No está hecha la miel para la boca del burro". Letteralmente "Il miele non è fatto per la bocca dell'asino".

15. AKUIN AKKA

悪因悪果。
kana:あくいんあっか。
Akuin akka.
Cattiva la causa, cattivo l'effetto.
Ovvero: Raccogli quel che hai seminato.
Note:
  • Il nostro detto viene usato sempre i senso critico, ma in effetti è espresso in modo neutro... si potrebbe usare anche per dire che se ci si comporta bene, si riceverà del bene. Lo stesso vale per il detto: "la mela non cade mai lontano dall'albero"... Anche se questo è spesso usato come versione in senso spregiativo di "tale padre, tale figlio".
  • Allora è forse meglio tradurre con "chi semina vento, raccoglie tempesta". Tuttavia questo suggerisce un peggioramento delle condizioni di partenza ed è spesso usato per criticare chi ha "portato zizzania" in una situazione altrimenti tranquilla": il detto giapponese è un po' più generico.
  • Il primo e il terzo kanji sono il kanji di "warui", cattivo. Tuttavia sono letti alla cinese, essendo uniti alle parole "in", causa, e "ka", effetto. La lettura "aku", è la stessa che si ha in "akuma", diavolo o diabolico, a seconda dei casi. Per questo, p.e. su wikipedia, invece di "bad" si trova "evil" cause, "evil" effect.
  • Akuin'akka origina dalle Scritture Buddiste.

A prestissimo con qualche altro bel proverbio ed espressione!
Jaa ne! :-D
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Messaggiodi nii-nii il mer 02 apr 2008, 9:56 pm

Le prossime due sono gentilmente proposte da Veronicucciola! Domo arigatou gozaimashita! :vb21
Sono espressioni molto sentite in italiano e non giapponesi d'origine, quindi ecco un nuovo colore per aforismi e citazioni, ed eccovi una terza espressione, molto molto giapponese.

16. MACHIGAI WA HITO NO TSUNE, MACHIGAI TSUZUKERU NO WA AKUMA

間違いは人の常、間違いつづけるのは悪魔。
kana: まちがいはひとのは、まちがいつづけるのはあくま。
Machigai wa hito no tsune, machigai tsuzukeru no wa akuma.
L'errore è un'abitudine dell'uomo, continuare a sbagliare è diabolico
Ovvero: Errare è umano, perseverare diabolico.
Note:
  • Corrisponde all'aforisma latino attribuito a Seneca: "errare humanum est, perseverare autem diabolicum", che tradotta letteralmente, significa "commettere errori è umano, ma perseverare [nell'errore] è diabolico".
  • Del detto latino esiste anche la versione di Cicerone, leggermente diversa: "Cuiusvis est errare: nullius nisi insipientis, in errore perseverare". Ovvero: "è cosa comune l’errare; è solo dell’ignorante perseverare nell'errore".
  • Una variante, anche nel significato, è sempre di Cicerone: "Errare humanum est, ignoscere divinum". Errare è umano, perdonare è divino

17. SENRI NO MICHI MO IPPO KARA

千里の道も一歩から。
kana: せんりのみちもいっぽから。
Senri no michi mo ippo kara.
Anche una strada di mille ri comincia da un passo.
Ovvero: Anche un viaggio di mille miglia comincia con un solo passo.
Note:
  • il primo kanji è quello di "sen", mille, il secondo quello di "ri", un'antica unità di misura, giapponese, della distanza. Un ri equivale a circa 3,9 Km.
    "Senri" indica anche, più semplicemente, una "lunga distanza".
    è letto "michi" e significa strada. In "ippo", 一歩 , un passo, il secondo kanji si trova nel verbo "aruku", 歩く , camminare.
  • "Ippo" è da non confondere con "ippon", usato per indicare un'unità di oggetti stretti e lunghi, per chiedere un altro bicchiere ( = "mou ippon!" ) e per "segnare/attribuire un punto", p.e., nel kendo.
  • La versione completa è originale è dovuta al "filosofo" cinese Lao Tzu (Tao Te Ching) ed è:
    L'albero più grande nasce da un piccolo germoglio.
    La torre più alta nasce da un mucchietto di terra.
    Un viaggio di mille miglia comincia con un passo.
  • "miglia" nella versione cinese, immagino sia un adattamento ^^;; Non sapendo il cinese, muovermi per far qualche ricerca in merito era difficile.

18. SHIKATANAI

仕方が無い。
kana: しかたがない。
Shikata ga nai.
Non esiste modo di fare.
Ovvero: Pazienza! o Non c'è niente da fare!
Note:
  • Avrete notato che nel titolo ho omesso "ga". Questo perchè, seppure la trovate sul vocabolario come fosse una parola, questa è in effetti un'espressione, dove la particella "ga" che indica il soggetto della frase, risulta spesso omessa.
    Omettere spesso è un comportamento più "giovanile" e/o informale. Se parla un vecchio, in genere la frase è completa.
  • Il secondo kanji, quello di "kata", fa da suffisso e indica "il modo di" far qualcosa... p.e. "yomikata" è "il modo di leggere", quindi la "pronuncia". Siccome "tsukuru" significa fare, produrre, preparare, "tsukurikata" significherà "modo di produrre/preparare"... In genere si sente spesso associato alla cucina, al "modo di preparare un piatto", per esempio "Dai, insegnami a cucinarlo per favore!" potrebbe essere: "tsukurikata wo oshiete kudasaiyo".
    Nota: Tanto per divagare ancora, anche "tsukuri" può fare da suffisso... Esempio stile anime? "Quello è il cestino del pranzo preparato dalla tua ragazza?" sarebbe "Sore wa kanojo no tezukuri no bentou desu ka".
    Dove "tezukuri", letteralmente, è "fatto a mano".
  • Il primo kanji della frase si trova, nella pronuncia "shi", in una parola che forse ricorderete per aver sentito molto spesso: "shigoto", 仕事 , lavoro. Classica frase è "shigoto dakara", "E' il lavoro, perciò..." come a dire "d'altronde è il mio lavoro..." o il 'poliziesco' "Dovere...", nel senso di "E' il mio dovere, signora, non mi deve ringraziare..." ^^;;
    Il secondo kanji di "shigoto" è quello di "koto" (o "ji"), ovvero "cosa".
    Pronunciato tsuka, invece, il kanji si trova in "tsukaeru", servire (qualcuno), e pronunciato tsukamatsu in "tsukamatsuru", un modo cortese/formale di dire "fare" o "servire".
  • Insomma, come il "lavoro" è una "cosa da fare", "shikata" sarà un "modo di fare", nel senso di un "modo di agire".
  • Capita che l'espressione venga usata come un aggettivo... per esempio in "shikatanai yatsu": un "tipo incorreggibile".
  • In inglese l'espressione diventa "it can't be helped", l'aggettivo invece è reso con "helpless".

Per oggi basta, ho messo fin troppa carne al fuoco... e s'è fatta ora d'andare a guardarsi un anime... :P :-D

Mata ne!
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Re: PROVERBI, MODI DI DIRE, FRASI FATTE, CITAZIONI, AFORISMI...

Messaggiodi nii-nii il gio 29 mag 2008, 8:42 pm

Veronicucciola mi aveva gentilmente dato qualche suggerimento e tra le altre cose, mi ha fatto presente come trovi interessante conoscere un po' di quelle espressioni di uso quotidiano, esclamazioni ecc...
Trovo sia una buona idea, quindi passo per un po' in secondo piano i proverbi e dopo "shikatanai", continuo a proporvi espressioni del genere.

19. SHOUGANAI

仕様が無い。
kana: しょうがない。
Shou ga nai.
Non c'è modo.
Ovvero: Pazienza! o Non c'è niente da fare!
Note:
  • E' usato come shikataganai. "Shouganai" mi è parso più "colloquiale" o meno "da vecchi"... ma potrebbe esser solo un'impressione.
  • Fatto curioso, il primo kanji delle due espressioni è lo stesso, il secondo no, ma questi secondi kanji hanno qualcosa in comune. "kata" significa "modo", ma anche "persona" detto in modo molto cortese ("ano kata" è più cortese di "ano hito" per dire "quella persona"). Il secondo kanji in shouganai, invece significa anche modo o maniera, ma imparerete a conoscerlo perché è il kanji del suffisso "sama" per rivolgersi in modo riverente alle persone ("o-kyaku-sama", pronunc. okiaksama, significa "onorevole ospite"... è il modo di rivolgersi ai clienti).
  • Può essere usato come "tsumaranai" (vd. oltre) nel caso in cui significhi qualcosa tipo un rassegnato "che palle..." perché la situazione ci cotringe a qualcosa (che, p.e., non ci va di fare).
  • Anche shouganai può fare da aggettivo per descrivere una persona. P.e. "kimi wa hontou ni shouganai yatsu da ne" significa "davvero con te non so che fare" o "con te non c'è davvero verso" o "sei davvero irrcuperabile"... e può esser detto sia per scherzo sia biasimando qualcuno.
  • Mentre in shikataganai il "ga" può mancare, qui non vale lo stesso.
  • Di solito lo si sente accompagnato da particelle enfatiche tipo "ne" o "naa": "shouganai ne!?" o "shouganai naa?!"


20. TSUMARANAI

詰まらない。
kana: つまらない。
Tsumaranai.
Non è pieno... quindi "non soddisfa", ovvero: Che noia! (che palle!) o Che noioso!
Note:
  • Ho usato ques'associazione d'idee per aiutare a ricordare evidenziando contemporaneamente che è il negativo di "tsumaru" (esser pieno, riempirsi, ...), in effetti, anche sui vocabolari lo trovate come lemma a sé.
  • E' un aggettivo con signigicati che coprono le sfumature della parola "noioso" (poco importante, insignificante, senza valore, non interessante, ridicolo, stupido...)
  • Almeno come esclamazione a sé, è a volte contratto in "tsumannai!" (per dire "che noia/noioso!", appunto). Ma è colloquiale e credo sia più che altro parte del linguaggio giovanile.
  • Per quel che riguarda le sfumature, ecco degli esempi:
    "Tsumaranai otoko" è "un uomo da poco" (mediocre, insignificante... o anche noioso, appunto; ). Come vedete fa da aggettivo, ma in effetti sarebbe una proposizione relativa.
    "Tsumaranai koto iu na!" significa "Non dire sciocchezze!". Tra "koto" (cosa/e) e "iu" ("dire") è sottintesa la posposizione "wo"... che ovviamente può anche essere indicata.
    "Tsumaranai koto ni okane wo tsukawanaide!", "Non spendere soldi per delle sciocchezze!" (lett.: non usare soldi in cose "di poco valore"). Sempre con questa sfumatura di "assurdo", "ridicolo", "sciocco" ecc è equivalente a "bakageta" un aggettivo che in effetti è il passato di "bakageru", un verbo di per sé poco usato, tanto che sul dizionario potreste trovare bakageta ma non bakageru. Cmq esempio: "sonna bakageta koto dekiru ka?!" ovvero "ti pare che potrei fare una cosa così stpida?!"
  • Può significare anche "inutile": "Donaru no wa tsumaranai", cioè "Alzare la voce non serve/è inutile". Però spesso si usa "muda da" per dire "è inutile". La costruzione è diversa, sfrutta la forma in -te: "Donatte mo muda da".


21. USO

嘘。
kana: うそ o ウソ 
Uso. (attenzione che l'accento cade sulla "o" che va pronunciata chiusa... non esisterebbero gli accenti in jap ma è un dicorso complicato e lo rimandiamo)
(E' una) Bugia!
Ovvero: quando viene pronunciato da solo con tono di esclamazione/stupore equivale al nostro Giura! solo che dicendo "E' una bugia!" si sottolinea di più l'incrdulità, quindi va bene anche tradurre Ma va'! o Non mi dire! / Non ci credo!
Note:
  • Ovviamente non deve solo indicare stupore, si usa anche per dire che quel che è stato detto "è una bugia!", nel vero senso del termine...
  • Il kanji è complesso, non si trova molto nei manga... a maggior ragione se è usato come esclamazione.
  • "Uso ka hontou ka wakaranai" = "Non si capisce se è vero o è una bugia"
  • "Bugiardo" si dice usotsuki (l'ultima "u" non si sente... si pronuncerà "usozki") e si scrive: 嘘吐き . Usotsuke è "slang".
  • "Uso bakari" (spesso si sente "bakkari") letteralmente significa "solo bugie" o meglio "nient'altro che bugie"... è un modo di dire "menti sempre", "stai dicendo un mucchio di frottole", ecc...
  • 嘘八百 , うそはっぴゃく ("usohappyaku", letto anche "usoppappiaku") lo si potrebbe tradurre come "800 bugie"), lo si usa in genere nell'espressione "usohappyaku wo naraberu", cioè "mettere in fila 800 bugie", quindi "dire una sfilza di bugie" o "dire una serie di balle".
  • "Non dire bugie!" si dice "Uso iu na!" o "Uso tsuku na!"
  • "Uso no you na hanashi da" = "E' una storia/discorso incredibile"
  • "(presente afferm piano) + no wa uso da" significa che fare la data azione non è opportuno/non è bene/non conviene.
  • "Kou naranakute wa uso da" = "Non poteva essere altrimenti" (lett. è circa "il fatto che non finisse così è falso")
  • Quelle che definiamo "lacrime di coccodrillo" per i giapponesi sono uu pianto-bugia: 嘘泣き kana: うそなき letto "usonaki" (da "naku" = "piangere").
    La "macchina della verità", o meglio un "rivelatore di bugie" si chiama "usohakkenki" scritto: 嘘発見器 in kana, うそはっけんき (da "hakken" = "scoperta")


22. ARIENAI

有り得ない。
kana: ありえない。
Arienai!
Non è possibile!
Note:
  • Viene da "ariuru", ma non mi è chiaro perché passando al negativo la prima "u" divenga "e". Cmq il kanji è lo stesso.
  • Credo sia preferito dalle ragazze... o ameno così è scritto in questo bel blog... (dove tra l'altro trovate anche altre espressioni scritte nel prossimo post: http://www.yuribou.net/blog/?p=329
    Yuri to boushi to hon no tabibito ha scritto:Arienai 有り得ない - actual meaning - that can’t be!
    Use - Another one mainly used by women, usually as an expletive and usually in an unnecessarily high pitched voice. Use is equal to “No Way!!” As seen and laughed at in the Calpis Water commercial.
    e.g. Girl: I love you! 好きです! 
    Boy: I’ve liked you too for a long time 僕も昔から好きです
    Girl: Arienai!!! 有り得ない

    Il dialogo è G: Suki desu! (Mi piaci!) B: Boku mo mukashi kara suki desu (Anch'io da tanto tempo provo lo stesso) G: Arienai! (Giura!) :lol:

A brevissimo un aggiornamento e entro un paio di giorni massimo una nuova lezione ;)
Mata ato de ne~~
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Re: PROVERBI, MODI DI DIRE, FRASI FATTE, CITAZIONI, AFORISMI...

Messaggiodi nii-nii il mar 10 giu 2008, 1:19 am

23. YABAI

やばい
kana: ヤバイ
Yabai! (o Yabee!)
Rischioso.
Ovvero: Che rischio!
Note:
  • L'ho messo anche in katakana perché è spesso usato come esclamazione, per dire qualcosa tipo "Che rischio!" (che hai corso, che stai/sto correndo). Insomma può esser detto sia prima che il rischio si concretizzi, sia quando si è concretizzato, p.e. si è stati "sgamati" da un prof, mentre si sta facendo qualcosa di non permesso dalle regole scolastiche... come a dire "sono nei guai!" subito prima di tentare la fuga.
  • E' un termine "molto maschile", ancor più se nella sua variante "yabee!"
  • E' anche un normale aggettivo: "Yabai, nigero!" è "E' pericoloso, scappiamo!"
  • "Shiretara yabai da zo!" è "Se lo viene a sapere, sono guai!"


24. ABUNAI

危ない。
kana: あぶない。
Abunai.
Rischioso.
Ovvero: Attenzione! o E' pericoloso!
Note:
  • Classica espressione urlata quando qualcuno sta per ricevere un danno fisico.
  • Come yabai è anche abunai fa da aggettivo per dire rischioso... ma non è più che altro maschile. Che io sappia, poi, può essere detto di una "mossa avventata" e quindi rischiosa, a differenza di yabai che descrive la situazione di rischio.
  • Può anche essere detto di una situazione incerta, oltre a significare instabile, inattendibile, precario, dubbioso...
  • "Abunakatta!" = "C'è mancato un soffio!", "Abunai tokoro de" = "per un pelo/per miracolo"
  • Non è un negativo d'un qualche verbo! (o almeno io non l'ho trovato :onion2 ). Ad ogni modo l'opposto di abunai è abunagenai (sicuro, certo).


25. MAITTA

参った。
kana: まいった。
Maitta.
Ho perso.
Ovvero: Sono in difficoltà!/Sono finito/fregato! o Che problema!/La vedo brutta!"
Note:
  • E' il passato di mairu, un verbo che ha vari significati (参る 1. forma umile di andare, venire, chiamare 2. cedere, avere la peggio, dichiararsi vinto 3. non poterne più di qualcosa (per noia, stanchezza...), trovarsi in difficoltà 4. essere innamorato perso (5) far visita al tempio, ad una tomba...).
  • Lo stesso verbo si trova anche in espressioni come "ittemairimasu" (corrisponde a "ittekimasu", lett.: "vado e torno"; usato un po' come il nostro "ciao, io esco, ci vediamo!" :asd ) o anche "tadaima mairimasu" (che corrisponde a "ima iku", "ora vengo")... In entrambi i casi suona più arcaico/formale. O ancora "tadaima mairimashita", che equivarrà a "tadaima modorimashita", cioè "sono appena tornato"... inutile farvi presente che tutte le espressioni con "tadaima" citate, vengono convenientemente abbreviate in "tadaima!" (più di rado "tattaima", che ha lo stesso significato).
  • Il kanji con cui è scritto è anche l'antico kanji di 3 che viene però usato ancora oggi, ma solo nei documenti legali.
  • "Maitta naa..." è un'espressione usata per situazioni in cui si ha bisogno di esprimere la difficoltà e la durezza del momento che ci sta "mettendo spalle al muro", ma implicando che ancora non tutto è perduto.
  • "ore no make da" cioè, letteralmente, "è la mia sconfitta" o "maketa" (ho perso)... Allora tutto è perduto.


26. MENDOUKUSAI

面倒臭い。
kana: めんどうくさい。
Mendoukusai.
Puzza di problema.
Ovvero: Che palle! o Che barba, non mi va!
Note:
  • -kusai si può attaccare come suffisso per dire "mi puzza di..." o "mi sa di..." sempre in senso negativo o dispregiativo (nel senso che non ci aggrada lo scenario che prevediamo).
  • Anche questo può fare da aggettivo oltre che da esclamazione.


27. YARE YARE

やれやれ。

Ovvero: il Good grief! di Charlie Brown.
Note:
  • Provate a vedere Kekkon Dekinai Otoko. Capirete tutto a riguardo ;)
  • Oh, buon Dio! | Ommioddio! | Ma pensa te! | Oh no... | Accidenti...
  • Vi ho detto di guardare Kekkon?


28. MATTAKU

全く。
kana: まったく。
Mattaku / 'ttaku!
Completamente.
Ovvero, se usato come esclamazione: Ma pensa te! o Accidenti!
Note:
  • Abbreviato a volte in " 'ttaku!" se come espressione a sé.
  • Se è a sé stante, può essere tradotto con "Accidenti!", "Ma pensa te!", "Ma guarda se doveva capitare una cosa così!" o "oh, ma davvero! (ti giuro che è un cretino...)" ...a seconda del contesto. :P
  • In effetti significa "completamente/proprio/del tutto" o "per niente/affatto" (a seconda che sia seguito da verbo alla forma affermativa o negativa).


29. DAIJOUBU

大丈夫。
kana: だいじょうぶ。
Tutto bene/?
Ovvero: Tutto bene/? o Sto bene!/Stai bene?
Note:
  • E' un sostantivo (l'essere al sicuro). Si può usare come domanda, daijoubu? o daijoubu desu ka(?) pre chiedere se va tutto bene.
  • Attenzione!!! Non è un "come stai?" E' un "tutto a posto?" perché si presume che qualcosa possa non esserlo.
  • La risposta può essere "daijoubu", in tono affermativo (magari ripetuto 2 volte, oppure un "daijoubu da yo!" che è bello esclamativo), oppure "heiki" (spesso ripetuto: heiki heiki), per tranquillizzare l'interlocutore.
  • Anche se non c'è stata domanda, si può dire a inizio frase per dire "Stai tranquillo, (vedrai che...)".


30. SHIMATTA

締まった。
kana: しまった。
Ho chiuso!
Ovvero: Accidenti!/Maledizione! o L'ho fatta grossa!/Sono fregato!
Note:
  • Del kanji non sono sicuro, potrebbe derivare anche da shimau: 仕舞う. Comunque facendo espressione a sé, anche sul vocabolario si trova in hiragana e basta.
  • La traduzione più bella per me l'ha data un gruppo inglese subbando Monster Princess. Scrissero "Crap! Miscalculation!"
    "Merda! (Ho fatto un) errore di calcolo!" ...shouganai yatsura da ne? :asd


31. MONDAINAI

問題ない。
kana: もんだいない。
Non c'è problema.
Ovvero: E' tutto ok! o Nessun problema!
Note:
  • Mondai vuol dire problema, ma anche semplicemente questione/argomento in esame.
  • Mondainashi è "Senza alcun problema", "A posto così!" come espressione o aggettivo.


32. MONKU ARU?

文句 ある。
kana: もんく ある。
Ci sono lamentele?
Ovvero: C'hai problemi?!?! o Qualcosa da dire?!
Note:
  • Classica domanda retorica.
  • Variazioni sono "monku aru ka" e "monku ka".
  • Monkunashi come aggettivo significa "ideale", "perfetto" (perché non gli si possono fare lamentele o obiezioni).


33. MAA IKKA

まあ、いっか。
kana: まあ、良いか。
Mah, va bene(?)
Ovvero: Mah sì... o Oh, be', pazienza... o anche "ma tutto sommato chissenefrega ...no?!" :asd
Note:
  • "MAA" equivale al nostro "mah" dubitativo (una cosa a metà tra "oh, be'..." e "boh..."
  • ikka è in effetti colloquiale per "ii ka", dove ii vuol dire "bene"/"buono".
  • Usare "ma" invece di "maa" e/o "ii ka" invece di "ikka", toglie "spensieratezza" all'espressione rendendola un po' meno leggera. Spero sia chiaro... :onion2 casomai prendetela per una sfumatura intraducibile.
  • Il "ka" è un modo di aggiungere un tono interrogativo alla frase. In questa situazione è come se tale tono venisse aggiunto all'ultimo secondo in una sorta di ripensamento "beh, va bene così ...no?".


34. OOKI NI

大きに。
kana: おおきに。
Grandemente.
Ovvero: Grazie (ovvero equivale a "doumo" usato per ringraziare).
Note:
  • è l'abbreviazione dell'espressione "Ooki ni arigatou" (letteralmente "ti ringrazio enormemente").
  • Ooki ni, lo si nota dal kanji deriva dall'aggettivo "grande/grosso". Un aggettivo un po' particolare che può essere sia un aggettivo in -i (ookii), sia in -na (ookina). "Ooki ni" è la forma avverbiale di ookina.
  • Viene dal dialetto del kansai.


35. ABAYO

あばよ。

Se questo è (tutto)...
Ovvero: Ci si vede! o A dopo!
Note:
  • Si pensa sia l'abbreviazione di "saaraba yo" (o saraba yo), una versione antica del più moderno "sou de areba" + yo (particella enfatica... più o meno è il ! come ka è il ?).
  • edit: nonostante concettualmente sia simile a"Sou de areba" non è imparentato direttamente con questa forma.
    Esso deriva dall'antica forma verbale "Sari" nella sua forma in "-ra", quindi "Sara-" con l'aggiunta della particella"-ba" ipotetica. Perciò, concettualmente, sarebbe la forma antica di un "Sou de areba", cioé letteralmente "Se (mai) sarà..." o una traduzione affine. *Questo punto non è farina del mio sacco, ma del sacco di Musashi di Jappop. :-D
  • E' molto più colloquiale e implica un maggior coinvolgimento emotivo rispetto a sayounara.
  • Viene usato tra buoni amici, in genere solo maschi.

Post stra-lungo, btw spero vi sia piaciuto! ;)
Shimatta! Konna jikan! Gozen niji da yo! (Accidenti! Che ora si è fatta! Sono le due del mattino! Le 2!)

Abayo! :-D
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Re: PROVERBI, MODI DI DIRE, FRASI FATTE, CITAZIONI, AFORISMI...

Messaggiodi nii-nii il gio 18 dic 2008, 3:48 pm

Questo post è interamente incentrato sulle “frasi idiomatiche” (be', i “modi di dire”, diciamo così...), che comprendono i kanji dei numeri.

36. ICHIGOICHIE

image_id: 368


一期一会 kana: いちごいちえ
...che letteralmente è: un periodo, un incontro
Ovvero: Ogni incontro è irripetibile ("Ogni lasciata è persa"? :asd )
Note:
  • E' uno degli yojijukugo più belli e famosi... è anche molto usato.

37. ICHIKABACHIKA

一か八か
kana: いちかばちか
...che letteralmente è: uno o otto
Ovvero: "O la va o la spacca" o "O tutto o niente"
Note:
  • Es.: ichikabachika yatte miyou = proviamoci e poi o la va o la spacca
  • Il corrispettivo inglese (davvero bellino) è "sink or swim".

38. NANAKOROBIYAOKI

七転八起
kana: ななころびやおき
...che letteralmente è: sette cadute, otto risollevamenti
Ovvero: Alzarsi sempre dopo una “caduta” (o dopo ogni fallimento); le vicissitudini, gli alti e bassi della vita
Note:
  • Ve l'ho segnato in parte in verde (come yojijukugo) e in parte in indaco (come modo di dire) perché può esser scritto anche in modo “più esteso”: 七転び八起き . E in effetti, nel linguaggio colloquiale questo secondo metodo è più usato.
    Perché? E' un po' una convenzione: ricavando un sostantivo da un verbo, in genere se ne può usare la B.MASU (ren'youkei), e diciamo che abbiamo il verbo sostantivato, ...oppure solo il kanji, che sarà il vero sostantivo corrispondente. Un esempio che incontrerete spesso è il verbo parlare 話す , hanasu: “il parlare” (potrà) essere scritto 話し , mentre diremo , leggendo sempre “hanashi”, per rendere il sostantivo corrispondente (p.e. discussione, ecc).*
    * In effetti c'è una “convenzione” generalmente rispettata che stabilisce l'opportunità di usare un termine piuttosto che l'altro, ma al momento non ci interessa.
  • Frase d'esempio:
    彼の人生は七転び八起きだった。
    Kare no jinsei wa nanakorobiyaoki datta.
    La sua vita è stata (tutta/piena di) alti e bassi.
  • Si può dire anche: 七転八起 o cambiando un kanji, 七顛八起 – しちてんはっき , shichitenhakki. Cambiando o no il kanji, la pronuncia resta la stessa. Rispetto al titolo però uso diverse pronunce (le on'yomi, cinesi): i kanji dei numeri prendono la pronuncia alternativa che dovreste conoscere (nana diventa shichi e ya diventa hachi). Inoltre c'è contrazione nel pronunciare gli ultimi due kanji, perché prende la pronuncia “ki” e “hachi” diviene はっ davanti ai kana della serie della K (della T, della S e dell'H).
  • Ecco svelato il perché di quanto detto al primo punto: nanakorobiyaoki in genere si trova scritto 七転び八起き perché il yojijukugo 七転八起 richiede ufficialmente la pronuncia cinese “shichitenhakki”.

39. SHICHITENBATTOU

七転八倒
kana: しちてんばっとう
...che letteralmente è: sette cadute otto rotture; cadere sette volte e rompersi otto
Ovvero: Contorcersi dal dolore
Note:
  • Frase d'esempio:
    電話で
    - 彼は?
    - つまずいて転んだ。七転八倒しています。
    - はぁ?!

    Denwa de:
    Kare wa?
    Tsumazuite koronda. Shichitenbattou shite imasu.
    Haa?!
    Al telefono:
    E lui (che fa)?
    E' inciampato (e caduto). Si sta contorcendo dal dolore.
    Eeeh?!
  • Dunque può essere un verbo in suru, ma anche un aggettivo in -no (“shichitenbattou no kurushimi” significa “sofferenza atroce”, “dolore lancinante”).
  • La pronuncia di hachi oltre alla contrazione in はっ subisce anche l'onbinka (l'eufonizzazione, ovvero la rendaku ( = sonorizzazione) per “migliorare il suono”).
  • Si può pronunciare anche “shittenbattou” con la contrazione su “shichi + ten”
  • Anche qui il secondo kanji può cambiare come nel precedente yojijukugo 七顛八倒

Prendiamoci una breve pausa dal 7 ma continuiamo col kanji:

40. NITENSANTEN (SURU)

二転三転 ( する )
kana: にてんさんてん する
...che letteralmente è: cambiare due, tre volte (o "due, tre cambi")
Ovvero: Cambiare ogni volta/in continuazione ecc
Note:
  • E' un “verbo in suru” e dunque “ni ten san ten” fa in effetti da sostantivo oltre ad essere, ovviamente, un yojijukugo.
  • Es.: 話し合いはなかなか終わらない。いつも二転三転する。
    Hanashiai wa nakanaka owaranai. Itsumo ni ten san ten suru.
    Le negoziazioni difficilmente termineranno. Cambiano sempre (idea).

41. NIDOSANDO

二度三度
kana: にどさんど
...che letteralmente è: “Due volte, tre volte”
Ovvero: “Ancora ed ancora/ripetutamente/in continuazione”
Note:
  • Mi persuade, ma non ne sono certo, l'idea che ci sia una relazione col proverbio: 二度あることは三度ある。
    Nido aru koto wa sando aru.
    Non c'è due senza tre (Trad. non letterale)
  • Ha funzione avverbiale e di sostantivo.



42. SHICHINANHAKKU

七難八苦
kana: しちなんはっく
...che letteralmente è: sette difficoltà, otto sofferenze
Ovvero: Una sfilza di disgrazie
Note:
  • “Shichinan”, può essere preso anche da solo e significare “vari difetti”, “vari errori”.
  • Sia l'espressione “shichinan”, sia il yojijukugo “shichinanhakku” vengono da un'espressione Buddista:
    “le sette sventure, le otto sofferenze”.
  • Le sette sventure sono elencate in modi diversi, ma si tratta in genere di eclissi, calamità naturali, pestilenze, ribellioni ecc. Durante queste sventure bisognerebbe recitare il suhtra.
  • Le otto sofferenze invece sono: la nascita, l'invecchiamento, la morte, separarsi da ciò che si ama, incontrare ciò che si odia, gli obiettivi non raggiunti, la corruzione delle condizioni mentali e di quelle fisiche (ci sono varie versioni anche in questo caso... ^^;; ).
  • La tipica frase (celebre), seppur con qualche differenza nelle possibili versioni, è una preghiera:
    「神よ願わくば我に七難八苦を與えたまえ。」
    “Kami yo negawakuba ware ni shichinanhakku wo ataetamae.”
    “O Signore, ti prego, mandami le sette sventure e le otto sofferenze” (E' una preghiera per esser messi alla prova).
  • Anche “la separazione dagli affetti” (tra le otto sofferenze) è un yojijukugo: 愛別離苦 , aibetsuriku. Ma d'altronde lo sono moltissime espressioni del buddismo (il link è in inglese, ma tanto è solo per farsi “un'idea del numero” :shock: !!!)

43. NANAHIKARI

七光
kana: ななひかり
...che letteralmente è: “sette luci” o “risplendere sette (volte?)”
Ovvero: questa è difficile da immaginare... “(approfittare della) grande influenza (altrui)”
Note:
  • Scritto anche con l'okurigana: 七光り . Il discorso è lo stesso fatto per “hanashi”.
  • Frase d'esempio per capirci:
    あのやろうは親の七光りで他人より早く出世した。
    Ano yarou wa oya no nanahikari de tanin yori hayaku shusse shita.
    Quello str0nz0, grazie all'influenza dei genitori ha fatto carriera più velocemente degli altri.

A questo punto dovreste aver inteso che per i giapponesi “sette” è un numero importante che in genere è considerabile “alto”. P.e. 七面倒 【しちめんどう】 , shichimendou è “un grosso problema/difficoltà”. 七曲がり 【ななまがり】 , nanamagari (sette curve), invece indica, p.e. un cammino “tortuoso” o “a spirale”.
Deve trattarsi anche di un numero 'importante' visto che si festeggia/va il settimo giorno dalla nascita di un bambino ( 七夜 , shichiya, “sette notti”).
Tra l’altro i bambini festeggiano anche lo shichigosan 七五三 , una festa con visita al tempio per i bambini di 7, 5 e 3 anni... proprio il significato di shichi, go e san. Tuttavia, fate attenzione, se aggiungo un kanji e scrivo 七五三縄 - しめなわ la pronuncia sarà “Shimenawa”, cioè il termine che indica quelle corde intrecciate, sacre, che vengono avvolte attorno agli oggetti sacri alla religione scintoista (in genere alberi, rocce ecc.).
Se ci fossero ancora dubbi su l'importanza del “sette”, la festa detta 七夕 , “Tanabata”, si scrive co i kanji di sette e sera e, al giorno d'oggi, si festeggia il sette luglio (7/7). Inoltre Tanabata è anche una cerimonia di preghiera per lo sviluppo artistico dei bambini.
Cos'altro aggiungere... La coccinella, che si crede porti fortuna, curiosamente è chiamata:
七星天道虫 - ななほしてんとうむし , nanahoshitentoumushi. “Tentou” ha vari significati, tra cui provvidenza, sole, destino, giustizia divina... o più letteralmente “Via dei Cieli”. Insomma la coccinella è “l'insetto (mushi) della via dei Cieli dalle sette stelle (nanahoshi)”. Ma gli amici la chiamano anche solo tentoumushi. XD
Poi... cos'altro, ah, sì! Il monte dei pegni è detto 七つ屋 - ななつや , nanatsuya.

44. ROMA WA ICHINICHI NI SHITE NARAZU

ローマは一日にして成らず
kana: ローマはいちにちしてならず

Ovvero: Roma non fu fatta in un giorno
Note:
  • C'è poco da dire, credo che conosciate tutti il proverbio e il suo significato: "Per fare (bene) qualcosa (di grande) serve tempo".

45. MIKKABOUZU

三日坊主
kana: みっかぼうず
...che letteralmente è: un monaco di/per tre giorni
Ovvero: una persona la cui determinazione dura pochissimo.
Note:
  • Mikka è una pronuncia un po' particolare (ci si aspetterebbe sannichi)... indica anche il 3° giorno del mese.
  • Kare wa mikkabouzu da. = E' un tipo incostante/che abbandona subito i buoni propositi

46. SHISHAGONYUU

四捨五入
kana: ししゃごにゅう
...che letteralmente è: scartare il 4, mettere il 5
Ovvero: arrotondare ...ma non so dirvi se solo “per eccesso” ^^;;
Note:
  • E' un sostantivo, il verbo si fa con “suru”.

47. SHIJIFUWAKU

四十不惑
kana: しじゅうふわく
...che letteralmente è: quaranta, niente dubbi
Ovvero: A quarant'anni non si hanno dubbi.
Note:
  • , pronuncia-kun “mado-”, in base all'okurigana sarà un sostativo (mado-i) o un verbo (mado-u). Il sostantivo significa “illusione”, “perplessità”; il verbo invece “non saper che pesci prendere” :P
  • serve a negare (come “in-” nella parola “incertezza”; crea l'opposto del concetto che segue... mentre il prefisso “a-” che “crea l'assenza”, come in “apolitico”, è reso con un altro prefisso, "mu-": ...ma non divaghiamo oltre).
  • 不惑 è divenuto sia sinonimo di “seguire il giusto corso”, sia un modo di dire i “quarant'anni passati” (nel senso di “lui ha 40 anni passati” o “ha passato i 40”).
  • Titolo multicolore perché è un proverbio, un modo di dire (vd. punto precedente), un yojijukugo e... una citazione: è un detto di Confucio!

48. HITOAWAFUKASERU

一泡吹かせる
kana: ひとあわふかせる
...che letteralmente è: Far soffiare le bolle... quindi "Far scoppiare le bolle"
Ovvero: Far prendere un colpo, giocare un brutto tiro, sorprendere, far abbassare la cresta
Note:
  • 泡 "awa" significa bolle, schiuma... "awafuro" è "bagno di/con la schiuma"
  • Chi subirà il brutto tiro è indicato con la posposizione "ni".
  • Quando lo subisce, "mangia la schiuma" 泡を食う (awa wo kuu), cioè "si prende un colpo".
  • Se il tutto non serve a niente o va in fumo, si dice che "diventa schiuma acquosa", 水の泡となる (mizu no awa to naru).

Peccato (zannen!), volevo arrivare a 50...

Jaa, mata! ;)
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