Curiosità:Come si dicono GRAZIE, PREGO, PER FAVORE... e itadakimasu?!?
Il giapponese ha vari modi per ringraziare, chiedere un favore... e per tutte quelle frasi di cortesia che fanno parte della vita di tutti i giorni. Vediamone alcune.
1. Ecco come si dice GRAZIE (la cortesia aumenta, scendendo nell'elenco)... provo una traduzione fantasiosa per cercare di rendere le sfumature:
Doumo どうも Grazie NB. in effetti "doumo" ha più significati, li spiegherò poi; inoltre molto dipende dal tono, un doumo con un bell'inchino può valere più di arigatou in termini d'educazione.
Doumo arigatou どうも有難う in kana
どうもありがとう Grazie mille
Arigatou gozaimasu 有難うございます in kana
ありがとうございます La ringrazio
Domou arigatou gozaimasu どうも有り難うございます in kana
どうもありがとうございます La ringrazio infinitamente
Note generiche: ricordatevi che ou si pronuncia oo, mentre -masu si pronuncia -mas
Note su "doumo":
*quanto segue su doumo è incompleto, lo aggiornerò poi.A volte vi sembrerà di trovarlo usato come un saluto, in effetti è una situazione in cui la risposta "grazie" è ragionevole, perché l'altra persona avrà usato un qualche tipo di convenevole che lo giustifica.
Credo sia per questo che ormai se qualcuno saluta per primo una risposta non troppo formale può essere semplicemente doumo (mettiamo che l'altro si sia anche solo inchinato, il vostro doumo potrebbe essere un "grazie per aver notato/riconosciuto la mia presenza".
Spesso è legato a sumimasen, a dire: "Grazie, mi dispiace". Per esempio in situazioni in cui qualcuno ha fatto qualcosa per noi e pensiamo di avergli recato disturbo potremmo dire una frase tipo:
"Kinou wa... doumo sumimasen" "riguardo a ieri... grazie e scusi del disturbo"... o una cosa del genere.
Oppure l'ho sentito dire da chi s'introduceva pur senza cattive intenzioni in casa d'altri senza che gli si aprisse "...doumo... sumimasen..." (con tono molto esitante). A parte però che non vi conviene trovarvi in una simile situazione, ci sono espressioni migliori.
Doppio "Attenzione": non solo doumo è usato abbastanza spesso come saluto, ma ci sono anche altri significati che esso assume.
Essenzialmente i due principali possono essere tradotti con "proprio". In effetti però sostituiscono termini diversi.
1. "Doumo" come "Dou shite mo", che noi tradurremmo lett.: "comunque io faccia" o "per quanto io faccia". ES.: "Doumo wakaranai" = "per quanto io faccia, non capisco"... ovvero "proprio non capisco!"
2. "doumo" come "mattaku" = "veramente", "assolutamente".
ES.:
どうも困った。... ovvero "doumo komatta!" "Sono veramente/proprio seccato" (
quasi lett. "grazie per avermi incasinato"

).
O, ES.2, "doumo shikatanai" = "proprio non ci si può far nulla!"
Attenti infine a non sottovalutare gli allungamenti delle vocali: se si allunga anche la seconda "o", si ottiene:
獰猛 --> どうもうChe significa "ferocia"... c'entra nulla, ne?
Altre espressioni di gratitudine potranno vedere coinvolte delle "variazioni" di ARIGATOU.
Questo perché "Arigatou" è un
avverbio classico (che deriva dall'aggettivo "arigatai" = grato o gradito) "rimasto" nel giapponese come "espressione standard"... lo stesso vale per "omedetou" ("congratulazioni", che deriva da "medetai", lieto) e "ohayou" ("buongiorno", che deriva da hayai, veloce)
Per cui avremo appunto delle possibili forme ed espressioni di ringraziamento (direi dei "giri di parole") che coinvolgeranno l'aggettivo, appunto, "arigatai", l'avverbio "arigataku" = con gratitudine, o "l'aggettivo con desinenza verbale" (arigatai+garu), "arigatagaru" = essere grato, apprezzare, ringraziare.
O in alternativa anche l'espressione "kansha suru" = essere riconoscente.
2. Ecco come si dice PREGOLimitiamoci ai più semplici:
-
iie cioè "no". Come il nostro "di nulla".
-
Douzo どうぞ Usato con le stesse sfumature del nostro "Prego" per frasi tipo: "prego, venga da questa parte...", "prego (entri pure)", "prego, non faccia complimenti"... o come abbiam visto nella terza lezione, alla fine di una presentazione "douzo yoroshiku".
- "
Douitashimashite"
どういたしまして . Usato come "iee" per rispondere a "grazie" è decisamente più cortese però.
3. Ecco come si dice PER FAVOREIl modo più semplice, ma utilizzabile solo a fine frase (è in effetti un derivato di un verbo mooolto umile, kudasaru", che serve ad ammorbidire degli imperativi) è "
kudasai",
下さい , in kana:
ください .
Piccola avvertenza (di cui davvero mi sfugge la ragione...):
- Se si chiede qualcosa, in genere si sottintende "mi dia", dicendo "kore wo kudasai", "questo, per favore" oppure "aisu-kurimu wo kudasai", "un gelato, per favore"... Allora kudasai è scritto in kana.
- Se segue imperativi (su cartelli d'avvertimento, per esempio), tipo "per favore fate attenzione a.../Si prega di fare attenzione a...", allora kudasai è scritto in kanji (di solito). Perchè? Boh...
Se dicendo "per favore", intendete proprio che state chiedendo un favore, potete dire semplicemente "
O-negai desu", come frase a sè.
ES.:
A: Portami.... kudasai
B: Mah, non so... vediamo... chissà...
A: O-negai desu! = Per favore!
nb o-negai perchè negai significa "favore", o- è il prefisso onorifico (vd link nell'indice.
Andiamo sul formale (molto più formale se ci si aggiunge l'inchino )
Onegai shimasu (è anche una sorta di convenevole... in
Hikaru no Go (ma vale anche per altri sport), lo si dice prima di una partita... come a dire "la prego//mi faccia l'onore/il favore (di giocare/gareggiare/confrontarsi/disputare questa partita... con me)). Beh, una cosa così.
Onegai itashimasu (ancora più umile, possibile per una donna, molto più raro per un uomo).
4. Un altro po' di galateo: "buon appetito!... Complimenti allo chef!"Il famosissimo
itadakimasu,
戴きます , in kana:
いただきます detto ad inizio pasto non è un augurio agli altri come per noi, ma un modo umile di dire "io lo ricevo" (dal verbo itadaku).
Tutto sommato la nostra traduzione "Buon appetito!" funziona bene". Molti più problemi hanno gli inglesi... la più bella traduzione l'ho letta guardando l'anime della vampira-moe
Karin... "I am digging in!" ( = "ci do dentro").

A fine pasto poi, è normale dire (anche al cuoco di sushi che ti serve direttamente al bancone, non lo dicono solo tra le mura domestiche):
"
Gochisousama!"
御馳走様 --> ごちそうさま dove il primo kanji è quello del prefisso onorifico go- (vd link nell'indice) e può essere evitato. Lo stesso vale per l'ultimo kanji che è quello di "sama" ("onorevole", vd. link ai suffissi onorifici nell'indice).
Si può anche aggiungere il passato di essere (desu): "gochisousama deshita".
Letteralmente possiamo tradurre, per aiutarci a ricordare:
"La Sua leccornia è stata onorevole!"
Sua è maiuscolo per rendere il prefisso onorifico,
leccornia è il significato di gochisou
-sama significa più o meno onorevole (ma non è mai un aggettivo da solo)
deshita = è stata
Insomma, significa "Grazie per il pasto!". In genere non c'è risposta.
Come si comporta quando è il caso di "negare il complimento" (tipo il nostro "ma no, non era granché") lo vedremo dopo.
Il tipo del sushibar o della bancarella, che certo non sminuiranno la propria cucina come farebbe una casalinga che ha invitato a casa delle amiche, dovendo ringraziare potrebbe dire "
Maido!" o anche "maido ari", contrazione di "maido arigatou",
毎度ありがとう lett. "grazie ogni volta" (+ o - "grazie perché torna a trovarci ogni volta/viene sempre qui").
Io ho detto gochisousama ad un cuoco di risto giapponese e mi ha risposto arigatou... evidentemente anche questo è accettabile... oppure il tizio era cinese ma sapeva un po' di giapponese...
Mata
