
Elenco di parole giapponesi che potrei usare con sempre maggior frequenza
(inerenti la grammatica, la linguistica ecc)
(inerenti la grammatica, la linguistica ecc)
Niente di particolare, per carità, solo che a volte permettono maggior chiarezza, mentre certe parole nuove mi permettono di farvi conoscere qualche kanji in più... inoltre io lo trovo molto interessante, ma magari sono pazzo io...
Trovate però una parte molto importante indicata con 3 punti esclamativi come questo,
漢字 – かんじ = kanji ovvero “sinogramma”. “Ideogramma” non è una traduzione ideale.
読み方 – よみかた = lett. “modo di leggere”, equivale a “pronuncia”.
音読み pronuncia on, cinese, di un kanji (sta per おんよみ on'yomi)
訓読み pronuncia kun, giapponese, di un kanji (sta per くんよみ kun'yomi)
名乗り – なのり = possibili pronunce per i kanji (più che non la semplice somma di on'yomi e kun'yomi) utilizzate per i nomi di persone e luoghi.
振り仮名 - ふりがな , furigana (hiragana, a volte katakana, scritto in piccolo sopra i kanji); può essere usato come sinonimo di “pronuncia” (di kanji, ovviamente).
送り仮名 - おくりがな , okurigana, kana scrtti dopo un kanji per completare la lettura della parola
教育漢字 - きょういくかんじ , i kyōiku kanji, sono i 1006 kanji di formazione, relativi ai sei anni della scuola elementare. Anche detti 学習漢字 gakushū kanji, kanji di studio.
常用漢字 - じょうようかんじ i jouyou kanji sono il gruppo di 1945 kanji ritenuti fondamentali e studiati entro la fine del liceo.
常用外 - じょうようがい jouyougai è l'espressione riferita a quei kanji “non di base” e quindi “esterni” ( 外 ) al gruppo dei jouyou ( 常用 ) kanji ( 漢字 ).
意味 – いみ = significato
例文 – れいぶん = frase (-bun) d'esempio (rei-)
普通形 – ふつうけい = forma piana (futsuukei)
ていねい形 = forma cortese (teineikei)
Incontriamo qui il suffisso, che troveremo spessissimo ‐ 形 – けい (letto, vi ricordo, “kee”) che significa “forma” (e preso da solo il kanji si leggerebbe “katachi”).
Invece 文体 – ぶんたい (buntai) significa “stile della frase”; vi troviamo il suffisso ‐ 体 ( - tai; che però a sé stante si legge “karada” e significa “corpo”) che possiamo trovare dopo futsuu e teinei ad indicare che lo stile dell'intero discorso (o della frase) è piano e cortese.
Abbiamo poi...
そんけい語 = espressioni di rispetto (sonkeigo)
けんじょう語 = espressioni di umiltà (kenjougo)
Passiamo, in ordine, ai verbi e agli aggettivi.
I verbi, 動詞 – どうし = verbo/i (doushi), possono essere classificati in:
一段 – いちだん = (verbo) ichidan
五段 – ごだん = (verbo) godan
変格動詞 – へんかくどうし , henkakudoushi (o henkakukatsuyoudoushi) sono verbi che presentano irregolarità (henkaku) nella loro coniugazione (katsuyou).
Sono irregolari tutti i verbi in suru... ovvero solo il verbo suru è irregolare, visto che i verbi in suru si costruiscono con sostantivo+suru (a volte modificato in zuru, per motivi eufonici).
E' irregolare il verbo , kuru
ある動詞 - あるどうし = particolari verbi onorifici che coniugano in modo irregolare (terminano tutti in -aru, p.e. gozaru, kudasaru, ecc. La loro ren'youkei termina in -i invece che in -ri. Es. kudasai, gozaimasu....).
得る -うる considerabile come un verbo nidan come nel linguaggio classico, o come due verbi distinti, “eru” (ichidan) e “uru” (godan).
La copula, desu e da, può esser considerata a parte o come verbo irregolare.
Infine il verbo andare, 行く , iku, presenta una forma in -te irregolare (fa “itte” e non “iite”, come atteso).
Un'ulteriore classificazione suddivide i verbi, secondo un altro criterio, in verbi di stato e d'azione:
状態動詞 – じょうたいどうし = verbi di stato (joutaidoushi)
動作動詞 – どうさどうし = verbi d'azione (douzadoushi)
E i verbi d'azione sono a loro volta classificabili in:
意志動詞 – いしどうし = verbi d'azione volontaria (ishidoushi)
無意志動詞 – むいしどうし = verbi d'azione non-volontaria (muishidoushi)
Sempre i verbi d'azione possono anche esser classificati come:
継続動詞 – けいぞくどうし = verbi durativi (keizokudoushi)
瞬間動詞 – しゅんかんどうし = verbi istantanei (shunkandoushi)
Ovviamente (per i verbi in genere) sussiste anche la classificazione cui siamo abituati:
他動詞 – たどうし = verbi transitivi (con il complemento oggetto diretto, detto: 目的語 , letto “mokutekigo”)
自動詞 – じどうし = verbi intransitivi (senza mokutekigo!)
助動詞 – じょどうし = verbi ausiliari
い形容詞 – いけいようし = aggettivo in -i (i-keiyoushi), anche detti “aggettivi verbali” o “veri aggettivi”.
な形容詞 – なけいようし = aggettivo in -na (na-keiyoushi), anche detti “aggettivi nominali”, “nomi aggettivali”, “pseudo-aggettivi”, “falsi-aggettivi”, “quasi-aggettivi”.
*La reale terminologia giapponese ci creerebbe qualche problema, quindi semplifico.
- 未然形 – みぜんけい = B.NEG., base della fp al neg (mizenkei)
- 連用形 – れんようけい = B.MASU, base della forma in -masu (ren'youkei)
- 連体形 – れんたいけい = V.DIZ., verbo come lo trovate sul dizionario (rentaikei)***
- 已然形 – いぜんけい = B.POT., base della forma potenziale cui aggiungere “-ba” (izenkei); nome alternativo è 仮定形 (kateikei).
- 命令形 – めいれいけい = IMP., imperativo “scortese” (meireikei)
- 意向形 – いこうけい = F.VOL., forma del volitivo o pseudo-futuro.
* L'ikoukei, l'ultima, non è in effetti una base, ma per via della sua terminazione nei godan, è a volte considerata/elencata come tale. In effetti deriva dalla mizenkei.
** Gli aggettivi verbali (agg. in -i) non hanno né la meireikei, né l'ikoukei, ma possono “costruirle” sfruttando il verbo “aru”. Si incontrano di rado comunque.
*** Ha “inglobato” un'altra base, la 終止形 (shuushikei), la forma conclusiva. Si ritrova per coniugare gli aggettivi in -na (che in effetti coniugano il verbo essere “da”). La “terminazione in -na” è propria della rentaikei, la “terminazione in da” è propria della shuushikei.
可能形 – かのうけい = F.POT., forma potenziale
て形 – てけい = F.TE, o Te-kei; vari usi
た形 – たけい = F.TA, o Ta-kei, forma passata
たり形 – たりけい = F.TARI, o Tari-kei, si forma sulla base della F.TA
たら形 – たらけい = F.TARA, o Tara-kei, si forma sulla base della F.TA
受身形 – うけみけい = forma passiva
使役形 – しえきけい = forma causativa
Dove il suffisso -kei l'ho arbitrariamente usato... forse sarebbe meglio usare doushi (verbo) o meglio hyougen (“costruzione”, scritto 表現 – ひょうげん ).
Fine parte molto importante
Lasciamo i verbi e passiamo ad altro...
名詞 – めいし = sostantivo (meishi)
代名詞 – だいめいし = pronome
人代名詞 – じんだいめいし = pronome personale
指示代名詞 – しじだいめいし = pronome dimostrativo (o semplicemente 指示詞 , shijishi, che significa appunto dimostrativo)
形式名詞 – けいしきめいし = pseudo-nome o meglio “nome in senso formale”. In italiano e inglese, però, in genere si parla di “nominalizzatori” (ma finendo così per comprendere nella definizione particelle come “no” o “kara” che in effetti sono un tipo particolare di posposizione). Esempi tipici sono “hazu”, “tokoro”, “toki”, “you” ecc.
Le particelle si chiamano, 助詞 (joshi) e a volte ci si riferisce ad esse con l'espressione てにをは , teniwowa... Sono divisibili in:
- 格助詞 (kaku joshi) particelle di caso. Es. ga, wo, ni, he...
- 接続助詞 (setsuzoku joshi) particelle di congiunzione. Es. ga, keredomo, node...
- 終助詞 (shuu joshi) particelle finali (o conclusive). Es. ka, no, wa (わ)...
- 間投助詞 (kandou joshi) particelle enfatiche (fanno parte delle finali; a volte “toritate joshi”). Sarebbero solo yo, ne e sa. Ma a volte se ne possono trovare di “composte”, p.e. “wa yo” o “yo ne”.
- 副助詞 (fuku joshi) particelle avverbiali. Es. bakari, dake, hodo, made, kurai...
* La reale suddivisione sarebbe più articolata e complessa, comprendendo heiritsujoshi (p.e. to, ya... che pongono sullo stesso piano due elementi), kakarijoshi (o keijoshi, che comportano un rimando a qualcos'altro nella frase. Sono: wa(は), koso, mo, shika, sae e demo) e juntaijoshi (che fanno riferimento ad un'intera frase. Sono “no” e “kara”). Tuttavia ci atterremo a questa, finché non riterrò inevitabile fare diversamente.
** La wikipedia italiana crea grande confusione sull'argomento, evitatela. Al massimo consultate quella inglese per avere un elenco.
接続詞 = congiunzione (setsuzokushi)
副詞 = avverbio (fukushi)
感動詞 = interiezione, p.e. あっ , “Ah!” (kandoushi, NON ha la desinenza “doushi”, verbo, piuttosto va visto come kandou-shi).
擬音語 – ぎおんご , giongo, sono parole che cercano di riprodurre il suono d'un rumore reale, p.e. un evento atmosferico, ma anche un'azione... Come sottocategoria troviamo le onomatopee dette 擬声語 – ぎせいご , giseigo, che riproducono il verso degli animali.
La seconda grande categoria è quella delle parole dette 擬態語 - ぎたいご , gitaigo. Si tratta di onomatopee che rendono un suono inventato che rappresenta simbolicamente quanto si vuole descrivere. Non è facile capire se la si dice così, lo so, ma ci farete il callo... e poi le onomatopee giapponesi sono davvero simpatiche!
Tra le gitaigo troviamo le giyougo, 擬容語 - ぎようご , che descrivono azioni, condizioni fisiche e altro... E le gijougo, 擬情語 - ぎじょうご , usate per descrivere sentimenti ed emozioni
...e quelle parzialmente inventate (!), proprie del wasei-eigo, “l'inglese di origine giapponese” ( 和製英語 - わせいえいご ). Parole che sembrerebbero inglesi, ma in effetti sono un mix, una deformazione o una contrazione di parole inglesi. P.e. sukinshipu (skinship), pasokon (personal computer), waapuro (word processor)... prima o poi ne parlerò diffusamente... c'è da ridere parecchio, vedrete...

Il “modo di contare” ( = 数え方 - かぞえかた ) i numeri, 数字 - すうじ ovvero, grammaticamente parlando, i cosiddetti “pronomi numerali” ( 数詞 - すうし ), che vi ricordo devono essere seguiti dai “classificatori” (o “contatori” che dir si voglia), detti 助数詞 - じょすうし .
連濁 - れんだく è la sonorizzazione (rendaku), ovvero il passaggio da “hi”, ひ , a “bi”, び , con la semplice aggiunta del nigori (quelle “virgolette” in alto a destra dopo il kana)... ovvero il discorso non vale solo per “hi”. P.e. si passa da “ta”, た , a “da”, だ e in generale dalle consonanti sorde alle sonore. Quindi, vi ricordo come funziona...
k → g
s → z (shi → ji)
t → d (chi → ji; tsu → zu)
h → b, p
音便化 - おんびんか . “Onbinka” significa “eufonizzazione”, ovvero, letteralmente, “miglioramento del suono”. Ovvero si verifica la rendaku “perché così la parola suona meglio”.
P.e. dico “tsukuri-kata”, ma anche “anata-gata”. E questo nonostante la desinenza sia la stessa.
E' un fenomeno NON PREVEDIBILE! Si possono solo imparare le parole come sono, punto. Ma questo è un fatto che esiste in tutte le lingue... ognuna ha le sue stranezze... p.e. in italiano posso dire: “La macchina impazzita, correva all'impazzata in ogni direzione”. Curioso, no?
Per spiegare come si usa il kurikaeshi, nii-nii ha scritto:Vediamo alcuni esempi:
度度 → 度々 , たびたび è tabitabi = “molte volte”/”spesso”.
Se il primo kana del secondo kanji subisce sonorizzazione (p.e. hito+hito fa hitobito), non cambia nulla e si usa il medesimo simbolo.
人人 → 人々 , ひとびと , hitobito, appunto, significa “gente”. Lo stesso dicasi per “tokidoki”, dove pronunciando il secondo kanji (scritto o no con il kurikaeshi) si ha la sonorizzazione del kana と (to) che diventa ど (do): 時時 → 時々 , ときどき ( = “a volte”, “di tanto in tanto”)
Vediamo una parola più complessa in cui non si ha sonorizzazione (nonostante il kana は si “presterebbe bene”)...
明明白白 → 明々白々(めいめいはくはく) che significa “perfettamente evidente”, “chiaro come il sole”, ecc.
In presenza di kanji diversi il kurikaeshi può anche agire solo su uno dei due...
赤裸裸 → 赤裸々(せきらら) (che significa sia “nudità” che “franchezza”)
Ma si può usare anche più d'una volta di seguito! E anche se non è l'ultimo dei kanji!
複複複線 → 複々々線(ふくふくふくせん) che letteralmente è “doppio-doppio-doppio binario” insomma, si parla di una linea ad “otto binari”...
Si può usare anche in quest'altro modo, diverso da come abbiamo visto scritto meimeihakuhaku:
後手後手 → 後手々々 ( ごてごて ) che indica me, o più precisamente “il restare sempre indietro, il non riuscire a stare al passo o nei tempi giusti. ^^;;
Ad ogni modo, come vedete sopra il kurikaeshi si può usare o no, a scelta, ma scrivendo a mano generalmente si gradisce molto semplificarsi la vita...![]()
E poi... be', non mischiate i metodi (p.e. scrivendo: 複々複線 ).
Anche per i kana ho dei simboli!
Per l'hiragana sono ゝ ゞ a seconda che il kana abbia (ゞ ) o non abbia ( ゝ) subito la sonorizzazione.
Per il katakana userò simboli simili, ma non identici: ヽ ヾ
Vediamo due esempi:
学問のすすめ → 学問のすゝめ
いすず → いすゞ
E tuttavia, sono assai poco usati perché tutti sono veloci con i kana.Scrivendo in verticale troverete anche simboli diversi, ma decisamente al momento non c'interessa.


