CORSO DI GIAPPONESE

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Termini della grammatica giapponese (e qualche spiegazione)

Messaggiodi nii-nii il ven 02 gen 2009, 8:25 pm

Altro post, per così dire, "di servizio"... :asd
Elenco di parole giapponesi che potrei usare con sempre maggior frequenza
(inerenti la grammatica, la linguistica ecc)


Niente di particolare, per carità, solo che a volte permettono maggior chiarezza, mentre certe parole nuove mi permettono di farvi conoscere qualche kanji in più... inoltre io lo trovo molto interessante, ma magari sono pazzo io... :onion2

Trovate però una parte molto importante indicata con 3 punti esclamativi come questo, :!: , e con il titolo in rosso: “Elenco delle basi”. Quella vi consiglio di studiarla (specie quel che rientra nella “lista”).

漢字 かんじ = kanji ovvero “sinogramma”. “Ideogramma” non è una traduzione ideale.
読み方 よみかた = lett. “modo di leggere”, equivale a “pronuncia”.
音読み pronuncia on, cinese, di un kanji (sta per おんよみ on'yomi)
訓読み pronuncia kun, giapponese, di un kanji (sta per くんよみ kun'yomi)
名乗り なのり = possibili pronunce per i kanji (più che non la semplice somma di on'yomi e kun'yomi) utilizzate per i nomi di persone e luoghi.
振り仮名 - ふりがな , furigana (hiragana, a volte katakana, scritto in piccolo sopra i kanji); può essere usato come sinonimo di “pronuncia” (di kanji, ovviamente).
送り仮名 - おくりがな , okurigana, kana scrtti dopo un kanji per completare la lettura della parola
教育漢字 - きょういくかんじ , i kyōiku kanji, sono i 1006 kanji di formazione, relativi ai sei anni della scuola elementare. Anche detti 学習漢字 gakushū kanji, kanji di studio.
常用漢字 - じょうようかんじ i jouyou kanji sono il gruppo di 1945 kanji ritenuti fondamentali e studiati entro la fine del liceo.
常用外 - じょうようがい jouyougai è l'espressione riferita a quei kanji “non di base” e quindi “esterni” ( 外 ) al gruppo dei jouyou ( 常用 ) kanji ( 漢字 ).

意味 いみ = significato
例文 れいぶん = frase (-bun) d'esempio (rei-)

普通形 ふつうけい = forma piana (futsuukei)
ていねい形 = forma cortese (teineikei)
Incontriamo qui il suffisso, che troveremo spessissimo ‐ 形 けい (letto, vi ricordo, “kee”) che significa “forma” (e preso da solo il kanji si leggerebbe “katachi”).
Invece 文体 ぶんたい (buntai) significa “stile della frase”; vi troviamo il suffisso ‐ 体 ( - tai; che però a sé stante si legge “karada” e significa “corpo”) che possiamo trovare dopo futsuu e teinei ad indicare che lo stile dell'intero discorso (o della frase) è piano e cortese.
Abbiamo poi...
そんけい語 = espressioni di rispetto (sonkeigo)
けんじょう語 = espressioni di umiltà (kenjougo)

Passiamo, in ordine, ai verbi e agli aggettivi.
I verbi, 動詞 どうし = verbo/i (doushi), possono essere classificati in:
一段 いちだん = (verbo) ichidan
五段 ごだん = (verbo) godan
変格動詞 へんかくどうし , henkakudoushi (o henkakukatsuyoudoushi) sono verbi che presentano irregolarità (henkaku) nella loro coniugazione (katsuyou).
Sono irregolari tutti i verbi in suru... ovvero solo il verbo suru è irregolare, visto che i verbi in suru si costruiscono con sostantivo+suru (a volte modificato in zuru, per motivi eufonici).
E' irregolare il verbo , kuru
ある動詞 あるどうし = particolari verbi onorifici che coniugano in modo irregolare (terminano tutti in -aru, p.e. gozaru, kudasaru, ecc. La loro ren'youkei termina in -i invece che in -ri. Es. kudasai, gozaimasu....).
得る うる considerabile come un verbo nidan come nel linguaggio classico, o come due verbi distinti, “eru” (ichidan) e “uru” (godan).
La copula, desu e da, può esser considerata a parte o come verbo irregolare.
Infine il verbo andare, 行く , iku, presenta una forma in -te irregolare (fa “itte” e non “iite”, come atteso).

Un'ulteriore classificazione suddivide i verbi, secondo un altro criterio, in verbi di stato e d'azione:
状態動詞 じょうたいどうし = verbi di stato (joutaidoushi)
動作動詞 どうさどうし = verbi d'azione (douzadoushi)
E i verbi d'azione sono a loro volta classificabili in:
意志動詞 いしどうし = verbi d'azione volontaria (ishidoushi)
無意志動詞 むいしどうし = verbi d'azione non-volontaria (muishidoushi)
Sempre i verbi d'azione possono anche esser classificati come:
継続動詞 けいぞくどうし = verbi durativi (keizokudoushi)
瞬間動詞 しゅんかんどうし = verbi istantanei (shunkandoushi)

Ovviamente (per i verbi in genere) sussiste anche la classificazione cui siamo abituati:
他動詞 たどうし = verbi transitivi (con il complemento oggetto diretto, detto: 目的語 , letto “mokutekigo”)
自動詞 じどうし = verbi intransitivi (senza mokutekigo!)
助動詞 じょどうし = verbi ausiliari

い形容詞 いけいようし = aggettivo in -i (i-keiyoushi), anche detti “aggettivi verbali” o “veri aggettivi”.
な形容詞   – なけいようし = aggettivo in -na (na-keiyoushi), anche detti “aggettivi nominali”, “nomi aggettivali”, “pseudo-aggettivi”, “falsi-aggettivi”, “quasi-aggettivi”.
*La reale terminologia giapponese ci creerebbe qualche problema, quindi semplifico.

:!: :!: :!: Elenco delle basi* (inflessioni 活用形 - かつようけい ) di verbi e aggettivi verbali**:
  • 未然形 みぜんけい = B.NEG., base della fp al neg (mizenkei)
  • 連用形  れんようけい = B.MASU, base della forma in -masu (ren'youkei)
  • 連体形  れんたいけい = V.DIZ., verbo come lo trovate sul dizionario (rentaikei)***
  • 已然形 いぜんけい = B.POT., base della forma potenziale cui aggiungere “-ba” (izenkei); nome alternativo è 仮定形 (kateikei).
  • 命令形 めいれいけい = IMP., imperativo “scortese” (meireikei)
  • 意向形 いこうけい = F.VOL., forma del volitivo o pseudo-futuro.

* L'ikoukei, l'ultima, non è in effetti una base, ma per via della sua terminazione nei godan, è a volte considerata/elencata come tale. In effetti deriva dalla mizenkei.
** Gli aggettivi verbali (agg. in -i) non hanno né la meireikei, né l'ikoukei, ma possono “costruirle” sfruttando il verbo “aru”. Si incontrano di rado comunque.
*** Ha “inglobato” un'altra base, la 終止形 (shuushikei), la forma conclusiva. Si ritrova per coniugare gli aggettivi in -na (che in effetti coniugano il verbo essere “da”). La “terminazione in -na” è propria della rentaikei, la “terminazione in da” è propria della shuushikei.

可能形 かのうけい = F.POT., forma potenziale
て形 てけい = F.TE, o Te-kei; vari usi
た形 たけい = F.TA, o Ta-kei, forma passata
たり形 たりけい = F.TARI, o Tari-kei, si forma sulla base della F.TA
たら形 たらけい = F.TARA, o Tara-kei, si forma sulla base della F.TA
受身形 うけみけい = forma passiva
使役形 しえきけい = forma causativa
Dove il suffisso -kei l'ho arbitrariamente usato... forse sarebbe meglio usare doushi (verbo) o meglio hyougen (“costruzione”, scritto 表現 – ひょうげん ).
Fine parte molto importante

Lasciamo i verbi e passiamo ad altro...
名詞 めいし = sostantivo (meishi)
代名詞 だいめいし = pronome
人代名詞 じんだいめいし = pronome personale
指示代名詞 しじだいめいし = pronome dimostrativo (o semplicemente 指示詞 , shijishi, che significa appunto dimostrativo)
形式名詞 けいしきめいし = pseudo-nome o meglio “nome in senso formale”. In italiano e inglese, però, in genere si parla di “nominalizzatori” (ma finendo così per comprendere nella definizione particelle come “no” o “kara” che in effetti sono un tipo particolare di posposizione). Esempi tipici sono “hazu”, “tokoro”, “toki”, “you” ecc.

Le particelle si chiamano, 助詞 (joshi) e a volte ci si riferisce ad esse con l'espressione てにをは , teniwowa... Sono divisibili in:
  • 格助詞 (kaku joshi) particelle di caso. Es. ga, wo, ni, he...
  • 接続助詞 (setsuzoku joshi) particelle di congiunzione. Es. ga, keredomo, node...
  • 終助詞 (shuu joshi) particelle finali (o conclusive). Es. ka, no, wa (わ)...
  • 間投助詞 (kandou joshi) particelle enfatiche (fanno parte delle finali; a volte “toritate joshi”). Sarebbero solo yo, ne e sa. Ma a volte se ne possono trovare di “composte”, p.e. “wa yo” o “yo ne”.
  • 副助詞 (fuku joshi) particelle avverbiali. Es. bakari, dake, hodo, made, kurai...
    * La reale suddivisione sarebbe più articolata e complessa, comprendendo heiritsujoshi (p.e. to, ya... che pongono sullo stesso piano due elementi), kakarijoshi (o keijoshi, che comportano un rimando a qualcos'altro nella frase. Sono: wa(は), koso, mo, shika, sae e demo) e juntaijoshi (che fanno riferimento ad un'intera frase. Sono “no” e “kara”). Tuttavia ci atterremo a questa, finché non riterrò inevitabile fare diversamente.
    ** La wikipedia italiana crea grande confusione sull'argomento, evitatela. Al massimo consultate quella inglese per avere un elenco.

接続詞 = congiunzione (setsuzokushi)
副詞 = avverbio (fukushi)
感動詞 = interiezione, p.e. っ , “Ah!” (kandoushi, NON ha la desinenza “doushi”, verbo, piuttosto va visto come kandou-shi).

:arrow: Vediamo poi le onomatopee (che fanno parte degli avverbi). Abbiamo 2 categorie:
擬音語 – ぎおんご , giongo, sono parole che cercano di riprodurre il suono d'un rumore reale, p.e. un evento atmosferico, ma anche un'azione... Come sottocategoria troviamo le onomatopee dette 擬声語 – ぎせいご , giseigo, che riproducono il verso degli animali.
La seconda grande categoria è quella delle parole dette 擬態語 - ぎたいご , gitaigo. Si tratta di onomatopee che rendono un suono inventato che rappresenta simbolicamente quanto si vuole descrivere. Non è facile capire se la si dice così, lo so, ma ci farete il callo... e poi le onomatopee giapponesi sono davvero simpatiche!
Tra le gitaigo troviamo le giyougo, 擬容語 - ぎようご , che descrivono azioni, condizioni fisiche e altro... E le gijougo, 擬情語 - ぎじょうご , usate per descrivere sentimenti ed emozioni :!:

:arrow: Le parole prese da lingue straniere sono dette 外来語 - がいらいご gairaigo (lett. “parole che vengono da fuori”)...
...e quelle parzialmente inventate (!), proprie del wasei-eigo, “l'inglese di origine giapponese” ( 和製英語 - わせいえいご ). Parole che sembrerebbero inglesi, ma in effetti sono un mix, una deformazione o una contrazione di parole inglesi. P.e. sukinshipu (skinship), pasokon (personal computer), waapuro (word processor)... prima o poi ne parlerò diffusamente... c'è da ridere parecchio, vedrete... :-D

:arrow: Quindi vediamo un po' di termini legati ai numeri...
Il “modo di contare” ( = 数え方 - かぞえかた ) i numeri, 数字 - すうじ ovvero, grammaticamente parlando, i cosiddetti “pronomi numerali” ( 数詞 - すうし ), che vi ricordo devono essere seguiti dai “classificatori” (o “contatori” che dir si voglia), detti 助数詞 - じょすうし .

:arrow: E infine qualcosa di legato al suono e alla pronuncia:
連濁 - れんだく è la sonorizzazione (rendaku), ovvero il passaggio da “hi”, , a “bi”, , con la semplice aggiunta del nigori (quelle “virgolette” in alto a destra dopo il kana)... ovvero il discorso non vale solo per “hi”. P.e. si passa da “ta”, , a “da”, e in generale dalle consonanti sorde alle sonore. Quindi, vi ricordo come funziona...
k → g
s → z (shi → ji)
t → d (chi → ji; tsu → zu)
h → b, p
音便化 - おんびんか . “Onbinka” significa “eufonizzazione”, ovvero, letteralmente, “miglioramento del suono”. Ovvero si verifica la rendaku “perché così la parola suona meglio”.
P.e. dico “tsukuri-kata”, ma anche “anata-gata”. E questo nonostante la desinenza sia la stessa.
E' un fenomeno NON PREVEDIBILE! Si possono solo imparare le parole come sono, punto. Ma questo è un fatto che esiste in tutte le lingue... ognuna ha le sue stranezze... p.e. in italiano posso dire: “La macchina impazzita, correva all'impazzata in ogni direzione”. Curioso, no? :lol:

:arrow: 繰り返し符号 - くりかえしふごう (più spesso detto 踊り字、躍り字(おどりじ), ma noto anche solo come kurikaeshi) è il simbolodella ripetizione del kanji.
Per spiegare come si usa il kurikaeshi, nii-nii ha scritto:Vediamo alcuni esempi:
度度 → 度々 , たびたび è tabitabi = “molte volte”/”spesso”.
Se il primo kana del secondo kanji subisce sonorizzazione (p.e. hito+hito fa hitobito), non cambia nulla e si usa il medesimo simbolo.
人人 → 人々 , ひとびと , hitobito, appunto, significa “gente”. Lo stesso dicasi per “tokidoki”, dove pronunciando il secondo kanji (scritto o no con il kurikaeshi) si ha la sonorizzazione del kana と (to) che diventa ど (do): 時時 → 時々 , ときどき ( = “a volte”, “di tanto in tanto”)
Vediamo una parola più complessa in cui non si ha sonorizzazione (nonostante il kana は si “presterebbe bene”)...
明明白白 → 明々白々(めいめいはくはく) che significa “perfettamente evidente”, “chiaro come il sole”, ecc.
In presenza di kanji diversi il kurikaeshi può anche agire solo su uno dei due...
赤裸裸 → 赤裸々(せきらら) (che significa sia “nudità” che “franchezza”)
Ma si può usare anche più d'una volta di seguito! E anche se non è l'ultimo dei kanji!
複複複線 → 複々々線(ふくふくふくせん) che letteralmente è “doppio-doppio-doppio binario” insomma, si parla di una linea ad “otto binari”...
Si può usare anche in quest'altro modo, diverso da come abbiamo visto scritto meimeihakuhaku:
後手後手 → 後手々々 ( ごてごて ) che indica me, o più precisamente “il restare sempre indietro, il non riuscire a stare al passo o nei tempi giusti. ^^;;
Ad ogni modo, come vedete sopra il kurikaeshi si può usare o no, a scelta, ma scrivendo a mano generalmente si gradisce molto semplificarsi la vita... ;)
E poi... be', non mischiate i metodi (p.e. scrivendo: 複々複線 ).
Anche per i kana ho dei simboli!
Per l'hiragana sono ゝ ゞ a seconda che il kana abbia (ゞ ) o non abbia ( ゝ) subito la sonorizzazione.
Per il katakana userò simboli simili, ma non identici: ヽ ヾ
Vediamo due esempi:
学問のすすめ → 学問のすゝめ
いすず → いすゞ

E tuttavia, sono assai poco usati perché tutti sono veloci con i kana.
:!: Scrivendo in verticale troverete anche simboli diversi, ma decisamente al momento non c'interessa.


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Elenco abbreviazioni inglesi tradotte (che potreste trovare)

Messaggiodi nii-nii il ven 02 gen 2009, 8:31 pm

Ennesimo post "di servizio"...

In caso trovaste una abbreviazione non chiara che mi è sfuggita date un'occhiata a questo elenco o a uno dei 2 post precedenti (il primo si riferisce all'italiano, il secondo al giapponese, questo all'inglese) ;)

Abbreviazioni inglesi negli elenchi di vocaboli e loro significato (rif. al programma JWPce)

abbr abbreviazione
adj aggettivo (keiyoushi)
adv avverbio (fukushi)
adj-na aggettivo in -na, nome aggettivale, pseudo-/quasi-aggettivo (keiyodoshi)
adj-no sostantivo che in italiano rende un aggettivo se seguito dalla posposizione "no"
adj-pn pre-noun adjectival (rentaishi)
adj-s aggettivo speciale (e.g. “ookii” è anche agg.-na, “okii na”, ma solo in posiz. attributiva)
adj-t aggettivo in "taru"
arch arcaismo, parola arcaica, antiquata
ateji ideogramma/i attribuiti alla parola come equivalente fonetico
aux ausiliare: parola (o frase!) ausiliare
aux-v verbo ausiliare
conj congiunztione
col colloquialismo, espressione colloquiale, del linguaggio parlato
exp Expressions (phrases, clauses, etc.)
ek esclusivamente in kanji, molto raramente solo in kana

fam linguaggio familiare
fem linguaggio femminile, termine proprio del linguaggio femminile
gikun lettura gikun della parola, ovvero in base al significato, prescinde dalla pronuncia “reale” degli ideogrammi
gram termine grammaticale
hon linguaggio onorifico o di rispetto (sonkeigo)
hum linguaggio umile (kenjougo)
id espressione idiomatica
int interiezione (kandoushi) (es. dall'italiano sono: Ah!, Eh?, ecc.)
iK parola contenente un uso irregolare dei kanji
ik parola contenente un uso irregolare dei kana
io parola contenente un uso dell'okurigana irregolare
MA termine delle arti marziali
Male termine o linguagggio tipicamente maschile
m-sl slang proprio dei manga
n nome (comune) (futsuumeishi)
n-adv nome avverbiale (fukushitekimeishi)

n-t nome che fa da avverbio di tempo (jisoumeishi)
n-suf nome, utilizzato come suffisso
neg negativo (in una sentenza negativa, or con verbo negativo)
neg-v verbonegativo (quando usato con verbo negativo la parola assume il significato...)
obs termine obsoleto
obsc termine d'origine oscura
oK parola contenente kanji non più utilizzati o obsoleti
ok uso di kana ormai obsoleti
pol (da polite) linguaggio cortese (teineigo)
pref prefisso
qv quod vide (vedere un altro lemma/vocabolo)
sl slang
suf suffisso
uK parola che in genere è scritta usando solo kanji
uk parola che in genere è scritta usando solo kana

v1 verbi ichidan (e.g. taberu, miru,...)
v5 verbo godan (non completamente classificato)
v5u Godan verb with `u' ending
v5k Godan verb with `ku' ending
v5g Godan verb with `gu' ending
v5s Godan verb with `su' ending
v5t Godan verb with `tsu' ending
v5n Godan verb with `nu' ending
v5b Godan verb with `bu' ending
v5m Godan verb with `mu' ending
v5r Godan verb with `ru' ending
v5k-s Godan verb: Iku/Yuku - classe speciale
v5z Godan verb: in -zuru, classe speciale (forma alternativa di verbi in -jiru)

v5aru Godan verb: in -aru, classe speciale (kudasaru, nasaru, gozaru, ecc.)
v5uru Godan verb in -uru vecchia classe di verbi (Uru è vecchia forma di Eru; rif. Verbi Nidan)
vi verbo intransitivo
vs nome o participio che prende il verbo suru come ausiliare (es. benkyou)
vs-s verbo in suru - special class
vk verbo “Kuru” - special class
vt verbo transitivo
vulg (vulgar) espressione o parola volgare/popolare
X termine rozzo, da maleducati (X-rated term), non si incontra in software educativi)

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