Unicamente perchè mi è stato richiesto, non per fare il pedante, vengo a specificare alcune particolarità; tratto tutti i suffissi e i titoli.
Innanzitutto do ragione a Gormel, l'articolo di wiki non è granchè.
TITOLI (come i nostri Dott., Ing. ecc)
Vi ricordo che in giapponese si dice Cognome Nome presentandosi (o solo cognome, specie se qualcuno ci ha appena presentato). Quando qualcuno si rivolge a noi, aggiunge il nostro titolo, se ne abbiamo. In questo modo:
Cognome-titolo o Cognome Nome-titolo. Esempi di titoli sono p.e. -sensei (per insegnanti (di qualsiasi disciplina), dottori, artisti, scrittori). Per altri titoli, scolastici e non, c'è questo
post ed i successivi.
Una nota, parlando di sè o presentandosi NON si aggiunge alcun titolo, non come facciamo noi che diciamo: "piacere, sono il Dottor Paolo Rossi"!
Per chi sa l'inglese e vuole approfondire la questione dei titoli, metto un
link a wiki.
SUFFISSI ONORIFICI
Vanno usati quasi sempre specie se non conosco il titolo di chi ho di fronte.
I suffissi possono essere aggiunti così:
- san --> Poco da dire, significa "signore". Lo usano anche tra compagni di classe, è vero, ma è così. Chi è un po' più educato usa -san per tutti, anche se sono dei "pari livello" (vedi il -kun e nota che lo status sociale è terribilmente sentito in Giappone). Poi si può distinguere: più spesso le ragazze, che in quanto tali usano in genere un linguaggio più educato,
tenderanno ad aggiungere sempre il -san, mentre i ragazzi useranno il -san solo rivolgendosi alle ragazze, non perchè più importanti di loro, ma perchè in scarsa confidenza (i mondi maschile e femminile in Giappone sono due sfere abbastanza separate).
- kun --> E' un modo più "diretto" di dire "signor". Si usa con chi è proprio pari o ad un livello inferiore. Prendiamo un ragazzo che si rivolge alle sue compagne di classe usando il -san... parlando ad una sua kouhai, potrà usare il -kun. Ma come sempre tutto dipende dal grado di educazione del parlante e di confidenza con l'interlocutore.
- In un aumento di confidenza con l'interlocutore, senza però porci al di sopra, si può usare NOME-san, invece di COGNOME-san o COGNOME-kun.
In genere è una soluzione adottata dai ragazzi nei confronti delle ragazze a cui vogliono avvicinarsi, o dalle coppie di fidanzati un po' timidi. Non chiedetemi perchè anche coppie sposate si comportino così (p.e. i genitori di Yuji in
Shakugan no Shana), forse è l'abitudine presa quando erano fidanzati...
- chan --> denota affetto, vero (un'amica/o d'infanzia, il/la fadanzato/a) o anche presunto (un modo di chiamare un'idol, p.e., Mamiko Noto, che doppia Nodoka in
Negima e Yakumo in
School Rumable, viene spesso chiamata Mami-chan). Inoltre è un modo degli adulti per chiamare un bambino di cui sanno il nome, anche se magari l'hanno appena conosciuto.
Può essere aggiunto al nome o anche ad un'abbreviazione, p.e. Oga-chan in
Shakugan no Shana.
Forse la traduzione più adatta è "piccola/o", piuttosto che un vezzeggiativo del nome come Anna -> Annuccia o Luigi -> Luigino.
- chama è un po' più infantile di -chan.
- tan spesso è un po' più maliziosetto di -chan... essenzialmente per ciò che è MOE!!!
Per questi ultimi due, vedere anche post successivi.
Ri-aumentiamo il grado di rispetto e vediamo gli ultimi due suffissi:
- dono: è un arcaico -san.
- sama: storicamente tradotto come "onorevole..." tipicamente riferito a divinità, a dio (kami-sama... si veda il drama
"Kamisama mou sukoshi dake" = "Dio (ti prego), solo un altro po'"), regnanti (Ou-sama = Sire), ma è anche usato per dimostrare profondo rispetto (vero o presunto), credo anche in certi documenti ufficiali. Ma non è poi così poco sentito: quando si è ricoverati la targhetta sulla porta in ospedale ha il nostro cognome nome e sama!
Dimenticavo, spesso i bambini parlano di luna sole e stelle come di (rispettivamente) o-tsuki-sama, o-hi-sama e o-hoshi-sama. Se hanno questo tipo di atteggiamento, molto probabilmente diranno pure inu-san o neko-san di cani e gatti che non siano loro... sic!
"NICKNAME"
Ci sono poi è ovvio i soprannomi, ma soprattutto qualcosa di un po' infantile o
girlish, se capite. Si tratta della modifica di cognome o nome, ma non abbreviando p.e. Riccardo -> Riky, come facciamo noi, bensì allungando il cognome o il nome, o una loro abbreviazione, con particolari termini tipo
-pyon, -pin, -rin e -chin. (Vd post di Memory).
Es. Nogi Ruka di
Gakuen Alice diventa Ruka-pyon, Asaba Hideakidi
Le situazioni di Lui e Lei (KareKano) diventa Asapin, e se non sbaglio Yukino era chiamata Yukinon. Non ricordo in che anime, ma c'era una certa Yuri (che significa giglio) detta Yuririn.
CONFIDENZA (se non te la sei meritata, sei molto scortese)
Solo il cognome tra buoni amici, compagni (in una banda per esempio ^^;; ). Solo il nome tra fidanzati o ottimi amici. Comunque bisogna essersi meritati un certo grado di confidenza, o comunque averlo chiesto!
Ecco perchè spesso capita negli anime che si chieda a qualcuno il permesso di chiamarlo per nome!
IL PREFISSO ONORIFICO
Passiamo a chiarire qualcosa che forse più d'uno di voi si è chiesto.
La "O" prima di certi nomi che mi sta a significare?
Esprime rispetto, attribuisce importanza. Si usa per "le cose degli altri".
Ecco qualche esempio che ricorre molto spesso:
- nella seconda lezione ho parlato della moglie che dice al marito che il bagno è pronto "o-furo dekitayo!". "Bagno" si dice solo "furo", ma non è per sè, è per un altro, quindi
o-furo.
- "o-hiru wa?/o-bentou wa? mou tabemashita ka?" --> "il pranzo? hai già mangiato?"
- "o-kuni wa nan desu ka?" --> "qual'è il suo paese?" "suo" non è esplicito, ma il fatto che si attribuisca importanza al paese (o-kuni) significa che non parlo del mio (letteralmente la domanda è "che paese è?"... molto generico).
- "o-genki desu ka?" Per informarsi sulla salute di una persona. Anche nelle lettere... che spesso si concludono con "o-henji wo matte imasu": "aspetto una (sua) risposta"
- Esempio manga? "
O-kane ga nai!" ovvero "Non ci sono soldi!", è il titolo di uno
shounen ai abbastanza famoso.
Il prefisso "go-" ha un significato simile (ma è solo per parole d'origine cinese), un esempio che ricordo (nel primo o secondo episodio di
Toward the Terra) è "go-anshin kudasai", ovvero "Non si preoccupi", "Stia tranquillo!". Sul vocabolario bisogna cercare solo "anshin" o potreste non trovarlo.
Altro esempio sono "i genitori di qualcun altro": go-ryoshin... Se parlate dei vostri a qualcuno, allora direte solo ryoshin.
La "O" può trovarsi anche davanti ai nomi propri! I più "vecchi" ricorderanno un anime dei primi anni '90:
Ghost Sweeper Mikami. Il fantasma di una ragazza morta secoli prima si chiama
Kinu di nome e Himuro di cognome, ma la si chiama sempre Okinu. Credo sia un modo arcaico... ma non ricordo bene.
Inoltre la o- può dare importanza senza che necessariamente l'oggetto appartenga a qualcuno. Se non è riferito ad un proprio parente (o-neesan), ma a cose, è tipico del linguaggio femminile.
Ricordo in
El-Hazard - The Wanderers, rivisto da poco, una ragazza nel deserto che vicino ad un oasi grida "OMIZU", dove acqua si dice semplicemente "mizu"...
Ultimo uso di O- è una questione diversa, non conferisce importanza ma grandezza, perchè la O in questo caso è in realtà il kanji di "ookii", grande. Quindi si tratta in effetti di una oo- (non sbaglio, è un raddoppio diverso da ou!).
Esempi? Ame = pioggia... Ooame = acquazzone!
In effetti è solo un modo di fare l'accrescitivo dei sostantivi...
CHIAMARE I FAMILIARI
Ho pensato di aprire un altro topic per vedere tutti i modo di chiamare i familiari, propri e degli altri. Linkerò presto...